Durante il Consiglio comunale dello scorso 30 ottobre, come M5S, abbiamo posto al Sindaco e all’intera assise consiliare una questione importante che riguarda l’attuale composizione della Giunta comunale: risulta costituita da solo tre donne su dieci componenti, quindi esattamente il 30%. Non intendiamo in questo momento sottolineare il discutibile metodo adottato dal primo cittadino nella scelta degli assessori, metodo che alle competenze ha sempre anteposto i condizionamenti e il soddisfacimento di appetiti politici. Ci preme, invece, sottolineare il fatto che questa composizione è in evidente contrasto con quanto previsto dalla Legge n. 56/2014. La suddetta Legge all’art. 1, comma 137, sancisce in modo inequivocabile che nelle giunte dei comuni con popolazione superiore a 3.000 abitanti, nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura inferiore al 40 per cento. Non c’è, dunque, alcun dubbio: le donne devono essere almeno quattro su dieci componenti.
A seguito della poco convincente risposta ricevuta dal Sindaco in consiglio comunale, abbiamo sottoposto la questione alla Consigliera di Parità per la Regione Puglia, la figura istituzionalmente preposta all’attuazione degli obiettivi di non discriminazione e promozione di pari opportunità. “Come portavoce comunale – dichiara Maria Carone – ho incontrato personalmente nei giorni scorsi la Consigliera, Avv. Anna Maria Maraschio, con la quale ho avuto un lungo colloquio sulle difficoltà che le donne incontrano nel mondo del lavoro, in termini di promozione e progressione professionale e di carriera, nonché di retribuzione. Abbiamo parlato anche dell’accesso delle donne al mondo della politica, ancora inesorabilmente troppo maschile a tutti i livelli istituzionali. Mi ha garantito che avrebbe preso in carico la questione relativa alla composizione irregolare della Giunta di Barletta e valutato le azioni da intraprendere”.
 

“Ci preme evidenziare che la composizione della Giunta – concludono i consiglieri 5 stelle – non pone soltanto un problema di pari opportunità, già di per sé significativo, ma soprattutto un problema di rispetto della legge: due aspetti per i quali la politica dovrebbe dare per prima il buon esempio. Non vorremmo che il nostro Comune si ritrovasse impelagato in un ricorso sulla illegittimità della composizione della Giunta che lo vedrebbe inevitabilmente soccombente, a scapito delle casse comunali e dei cittadini che, come sempre, ne pagherebbero le spese”.

 
I portavoce al Consiglio comunale
Maria Angela Carone
Giuseppe Basile

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