Assistenza domiciliare per malattie neurodegenerative. M5S: “Basta parole”

barlettanews - M5s

Quella dell’assistenza domiciliare per i pazienti affetti da patologie neurodegenerative è una questione che la Regione deve affrontare immediatamente. È da troppo tempo che la Regione Puglia si impegna solo verbalmente ad attuare un Piano programmatico per garantire l’assistenza di queste persone”. Lo dichiarano i consiglieri del M5s Mario Conca e Marco Galante, al termine dell’audizione in III Commissione Consiliare dell’associazione “ConSLAncio”, che si occupa dell’assistenza alle persone affette da SLA.

“La commissione – spiegano i pentastellati – si è impegnata ad elaborare nel minor tempo possibile una relazione da consegnare all’assessorato, con le indicazioni per migliorare l’assistenza domiciliare fornite dall’associazione audita. Bisogna sburocratizzare il sistema e far sì che l’utente possa scegliere in modo trasparente l’operatore socio sanitario accreditato che deve occuparsi della cura dei propri cari, senza dover passare dalle cooperative che lucrano con appalti onerosi. Tra le proposte che presenteremo – aggiungono – ci saranno il ripristino del Dipartimento dell’Alta Fragilità e l’istituzione della figura di un case manager che possa aiutare le famiglie, sballottate da un ufficio all’altro.”

“Altro punto su cui lavorare – continuano i consiglieri del M5s – è quello che riguarda l’organizzazione delle UVM (unità di valutazione multidisciplinare) alle quali spetta redigere i piani di assistenza domiciliare con le ore previste e i servizi da erogare. Non è possibile continuare come fatto finora, con UVM obbligatori ogni 3 mesi per malattie che non possono far altro che degenerare, mentre come abbiamo ascoltato, il meccanismo s’inceppa quando dinanzi a una progressione della malattia o ad un piano di assistenza inadeguato, sono  le famiglie a chiedere di rivedere le ore deliberate.  Bisogna fare qualcosa al più presto – concludono Conca e Galante – per garantire il diritto all’assistenza per queste persone e per le loro famiglie che, allo stato attuale, devono anche fare i conti con gli assegni di cura che sono bloccati dallo scorso luglio.”

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