Di seguito riportiamo la lettera aperta inviata in redazione da Luigi Damato.

<<1. Le spiagge del ponente Barlettano. È bello poter dire “Levante” e “Ponente”. Sono due parole che ci danno una sorta di ricchezza lessicale ma anche consapevolezza di quanto sia esteso il nostro litorale. Levante e Ponente due estremi densi di suggestioni di cui ci siamo imbevuti nelle nostre letture giovanili, ma anche “vado a Levante o vado a Ponente” per noi Barlettani di lunga memoria è stato il pedigree, il segno di appartenenza ad una classe. Oggi non è più così , le posizioni si sono ribaltate secondo il nuovo linguaggio del gusto e del comportamento “social” .

Molti di noi si sono espressi in termini poco lusinghieri sul litorale e in particolare sulle condizioni igienico sanitarie del mare inteso come insieme; anche io giorni addietro ho espresso la forte speranza di vedere un giorno il nostro mare più pulito .Fin qua siamo nel campo delle ipotesi, dei desideri. Ma c’è un dato di fatto incontestabile ed è la bellezza del litorale di Ponente in un giorno di sole : visto da lontano o da vicino è una distesa abbagliante di sabbia bianca, pulita, piatta. E’ suggestivo. E il mare assume tonalità azzurro-verdi che ci portano subito ai Tropici, sempre tristi.

In un periodo che va da Maggio a Settembre , il che è un privilegio, possiamo scegliere il nostro pezzetto di spiaggia personale, unico, isolato, lontano da altri bagnati che come noi hanno fatto la scelta di stare il più lontano possibile dai propri simili. Con o senza tutto l’equipaggiamento del bagnante moderno possiamo veramente dire sono andato a Ponente e ho fatto un bagno bellissimo. Che vittoria. Ma non possiamo ascriverla a nessuno perché nessuno fa fino in fondo quello che dovrebbe>> sostiene Luigi Damato.

<<Avvertenza : è preferibile recarsi in spiaggia e fare il bagno dalle 8.00 alle 13.00 prima che cambi la marea.

2. Il felice esito della delicata operazione di salvataggio in Thailandia ha mostrato al mondo che anche un paese piccolo e sconosciuto può fare grandi cose più e meglio di altri. L’efficacia degli interventi effettuati dalle squadre di soccorso ci hanno indotto a riflettere su come e quanto sia cambiato il mondo negli ultimi trenta anni .Facendo le debite differenze di tempo e di spazio, non può non venirci in mente la straziante vicenda di Vermicino che mostrò impudicamente a tutto il mondo quanto fossero arretrati e inadeguati i nostri mezzi di soccorso.

Noi occidentali ignoriamo colpevolmente che oltre il nostro, c’è un altro mondo civile, molto civile, in cui la velocità del tempo è almeno doppia rispetto alla nostra. Un esempio per tutti: la Cina che nel 1990 era la pattumiera del mondo, oggi ha un livello complessivo di tecnologie e di ricerca che non potrà essere raggiunto da nessun’altra nuova o vecchia economia.

L’accelerazione della economia Cinese ha trasformato radicalmente i paesi confinanti trasformando paesi e civiltà antichissime spesso abbruttite da regimi totalitari sanguinari in modelli di sviluppo moderni e ipertecnologici . La ricchezza creata da un’economia galoppante basata sulla produzione si è riversata anche nelle infrastrutture del paese: strade, trasporti ,porti, sicurezza etc. Da qui la risposta coerente , l’esempio perfetto che la Thailandia ha dato al mondo. Nonostante ciò, culturalmente l’Estremo Oriente rimane per molti di noi una posizione geografica sconosciuta e gli orientali figure umane di cui pur non sapendo niente, diffidiamo. Questo si chiama pregiudizio>> afferma Luigi Damato.

<<Come di pregiudizio e razzismo sono inzuppate le dichiarazioni della Lega – continua Luigi Damato –  i in tema di Africa, immigrazione e sicurezza.

3. A dispetto di Salvini e dei suoi seguaci ribattiamo che è vero che le persone, persone e non immigrati o rifugiati o migranti o vucumprà che ce la fanno ad arrivare non sono laureati al MIT ma è anche vero che una buona parte delle persone che condividono tali apprezzamenti e che sono lo zoccolo duro del leghismo sono quasi sempre più ignoranti dei migranti stessi. Al contrario in Africa e nelle società in cui si scontrano culture e religioni diverse si va affermando una forte tensione intellettuale generata da schiere di intellettuali Africani che di selvaggio e criminale non hanno proprio niente. Il collante che tiene insieme ogni tipo di rivendicazione è la cultura della libertà, contro lo sfruttamento, l’apartheid e per l’autonomia economica. Nelson Mandela uno degli uomini più straordinari che il mondo ricordi è solo uno fra i tanti Africani che hanno cambiato il loro paese e la nostra percezione dell’ uomo Africano. Io sono sicuro che fra i tanti sbarcati sulle nostre coste ci sarà l’uomo o la donna o il ragazzino che darà all’Italia il premio Nobel o che segnerà il gol della vittoria ai prossimi mondiali. Il mio è un’invito alla riflessione, a non condividere atteggiamenti di cui non si capisce molto e a dare il giusto peso alle parole”. 

Luigi Damato

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