LIFE AUFIDUS presenta “Ofanto, il mio fiume” il workshop dedicato agli operatori scolastici

L’educazione ambientale è il primo passo per la salvezza dell’Ofanto

 

Si è tenuto ieri presso la Sala Rossa del Castello di Barletta il workshop “Ofanto, il mio fiume”, il primo incontro pubblico previsto nell’ambito del progetto Life Aufidus Life Natura 2011, ammesso a finanziamenti comunitari e comprendente azioni di tutela del sistema ecologico e ripristino degli habitat di territori ricadenti nei Comuni di Barletta e Margherita di Savoia, compresi nel SIC (Siti di Importanza Comunitaria) Valle Ofanto – Lago di Capacciotti. Indirettamente le azioni del progetto, attraverso il miglioramento ecologico generale locale, consentiranno un aumento di aree idonee per molti uccelli acquatici, limicoli e rapaci, alcuni dei quali sono considerati di prioritaria importanza. Life Aufidus avrà una durata quinquennale in cui si susseguiranno altri quattro incontri destinati alla sensibilizzazione di ambientalisti, cacciatori, pescatori e agricoltori. Il workshop di ieri era destinato agli operatori scolastici che, a partire da prossimo mese, saranno coinvolti con i loro alunni in un programma di educazione ambientale finalizzato a rafforzare il legame tra i giovani e il fiume. Se Life Aufidus dovesse andare in porto, i ragazzi toccheranno con mano il cambiamento, avranno la possibilità di vivere un’esperienza concreta partendo da una base teorica in classe, per poi arrivare alle attività sul campo (per valutare lo stato di salute del fiume) e nel Centro di Educazione Ambientale “Casa di Ramsar”.

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A questo primo workshop open day, dunque, avrebbero dovuto partecipare Pasquale Cascella e Paolo Marrano (sindaci dei comuni sopracitati) nonché il presidente della Provincia Barletta Andria Trani, Francesco Ventola. Ma così non è stato, salvo la toccata e fuga del sindaco Cascella che per circa una mezz’ora ha ascoltato gli interventi degli esperti, seduto fra il pubblico. Infatti, prima di addentrarci nel vivo del progetto, l’avvocato Cefola sottolineando la loro assenza, ha interagito con i presenti senza risparmiare frecciatine polemiche: «Ad oggi per l’Ofanto si è fatto davvero poco. Avremmo dovuto realizzare un bosco con relative aree di protezione, ma anche questo progetto è rimasto su carta. La realtà è questa: di ambiente si parla tanto, ma nei fatti poi non ci si applica. Per non parlare dei finanziamenti messi a disposizione dalla Regione Puglia: 50.000 euro, cioè nulla. Poiché la sorte delle province è a rischio, la regine vuole delegare la realizzazione del parco alla BAT. Fortunatamente, in ambito della Commissione Europea questo progetto ha vinto 1.800.000 euro».

Durante l’incontro, infatti, Giuseppe Pavone (presidente dell’Airone onlus nonché docente di educazione ambientale) ha spiegato perché la Commissione Europea finanzia questi progetti, sottolineando anche che in caso di mancata attuazione i fondi saranno ritirati: «Per l’UE la parola CONSERVAZIONE significa riconoscere a attribuire un valore ad una determinata area. Perciò il compito della comunità dev’essere quello di favorirne lo sviluppo. Benché siano già state portate a termine diverse iniziative, nell’area ofantina non si sono registrati reali cambiamenti a lungo termine perciò l’educazione ambientale avrà l’importante compito di ‘produrre’ un cambiamento sia nel sapere dei ragazzi, sia nell’area interessata. I ragazzi che hanno preso parte ai progetti precedenti, osservando lo scarso risultato e gli interventi non prorogati nel tempo, hanno conseguentemente dedotto che il problema dell’Ofanto è irrisolvibile. Per questo la comunicazione e l’educazione ambientale giocano un ruolo chiave in Lfe Aufidus, in quanto se il contesto di sviluppo del progetto non è un contesto consapevole, non potrà mai avere realmente a cuore il proprio territorio. Perciò i docenti che intraprenderanno questa battaglia ambientale dovranno riflettere proprio quel cambiamento che si aspettano e comunicarlo efficacemente agli alunni». In questo caso il cambiamento che dobbiamo aspettarci e che IL FIUME DEVE ESSERE UNO STRUMENTO EDUCATIVO PER I RAGAZZI.

L’architetto Mauro Iacoviello, ha spiegato che oggi l’aggregazione dei comuni non vede più l’Ofanto come confine amministrativo, bensì come unità integrante i cui interventi di recupero sono stati sempre ‘interventi spot’ e mai a lungo termine. Ecco perché: «L’Ofanto è collocato a circa 3-4 km dai centri abitati perciò lontano dagli occhi, lontano dal cuore. La lontananza è dovuta ad una questione di sicurezza, a causa delle esondazioni. Noi, nella BAT, ci troviamo nella parte peggiore di questo bacino idrografico interregionale (che tocca Campania, Basilicata e Puglia), la parte soggetta a fenomeni di inquinamento e forza idraulica. È una terra abbandonata i cui custodi, da molti anni, sono gli agricoltori. Per questo il progetto prevede il ripristino di nuove aree umide, i cosiddetti argini di golena, che eviterebbero la presenza degli agricoltori ed aumenterebbero la biodiversità».

L’obiettivo generale di Life Aufidus è proprio quello di realizzare interventi di restauro ambientale in due habitat prioritari del SIC alla foce dell’Ofanto:

  • LAGUNE COSTIERE (1150): ripristino di 40 ettari di habitat, comprendente acque ferme, alate o salmastre e poco profonde, caratterizzate da notevoli variazioni in relazione agli apporti idrici, alla piovosità e alla temperatura. Sono aree di elezione per la sosta, la nidificazione e la riproduzione di moltissime specie di uccelli, rettili, pesci e mammiferi.
  • DUNE COSTIERE (2250): ripristino di 1,2 km di habitat. Quest’area, distribuita lugo le coste sabbiose del Mediterraneo racchiude più tipi di vegetazione il cui habitat prioritario risulta scomparso a causa delle alterazioni ambientali del secolo scorso.

Il SIC “Valle Ofanto – Lago di Capacciotti” comprende habitat umidi di elevatissimo interesse floristico- vegetazionale e faunistico per la presenza di specie e habitat di rilevanza naturalistica e prioritarie, la cui regione biogeografica di riferimento è quella mediterranea. Quest’area fa parte di un sistema di aree naturali paludose fra le più importanti del bacino del Mediterraneo sia per la presenza di avifauna minacciata, che per le essenze botaniche tipiche degli habitat alofili. Augurandoci l’intervento e la reale disponibilità delle ‘autorità competenti’, speriamo vivamente che il progetto Life Aufidus vada in porto e che non rimanga su carta come tutti gli altri.

 

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Giusy Del Salvatore
Giusy Del Salvatore è nata a Barletta nel 1987. Nella città pugliese porta avanti le sue attività di giornalista, blogger, copywriter, web marketing specialist e social media manager. Dopo la maturità classica conseguita presso il liceo classico “A. Casardi” di Barletta si è laureata in Editoria e Giornalismo presso l’Università degli studi di Bari. Successivamente ha frequentato il “First Master in Giornalismo", il master di “Formazione giornalistica ed editoriale”, il master in "Giornalismo Digitale" e il master in "Social Media e Digital Marketing". È appassionata di ecologia, salvaguardia animale/ambientale, poesia, letteratura, architettura, design, web e social media marketing. Ha iniziato a scrivere professionalmente occupandosi di cinema e spettacolo per la rivista Ecodelcinema mantenendo viva l'emozione della prima pubblicazione. È stata caposervizio del mensile ControStile, affrontando argomenti di ogni genere, realizzando interessanti interviste ed inchieste. Ha collaborato con il quotidiano d'informazione tecnologica HwGadget, con la rivista online LSD Magazine e con il settimanale TempoVissuto scrivendo articoli di approfondimento sociale. Nel 2012 con Aletti Editore ha pubblicato un libro di poesie intitolato "Chiamale come vuoi - Siamo solo poeti incompresi" riscuotendo discreto successo e vari apprezzamenti. Ha ricevuto molteplici premi e riconoscimenti in diversi concorsi poetici e letterari, pubblicando numerose poesie in antologie tematiche. Nel 2016 ha pubblicato la raccolta di poesie illustrate "Criptica come la Luna", edita da Alter Ego, finalista al Premio Carver 2016. È autrice dell’eco-blog Mela Verde News in cui e vengono trattati e approfonditi argomenti relativi alla sfera green. Attualmente è Direttore Responsabile di Barletta News e lavora come freelance per aziende e privati nell’ambito del web e social media marketing. In qualità di esperta coordina gli alunni del liceo scientifico Carlo Cafiero di Barletta nel progetto di alternanza scuola-lavoro.

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