L’hashtag di Fratelli d’Italia: difendo ciò che amo

“#Difendo ciò che amo” è l’hashtag lanciato giorni fa da Fratelli d’Italia per dire che il Bel Paese non è in vendita e che i gioielli del nostro patrimonio artistico non devono essere sacrificati all’altare del fiscal compact per fare cassa. Il tam tam sul web ha fatto da apripista a decine di manifestazioni simultanee che hanno unito in un abbraccio ideale il Nord e il Sud dell’Italia. Nell’ultima settimana dirigenti e militanti del movimento guidato da Giorgia Meloni “hanno incartato” con un drappo tricolore i monumenti simbolo dell’identità nazionale.

Dopo il debutto con il gigantesco tricolore di quasi mezzo chilometro a via del Corso, nel cuore della Capitale, è stata la volta di Venezia, Caserta, Milano, Civita di Bagnoreggio, Barletta, Bari, Firenze, Trieste, Cosenza, Genova. Particolarmente suggestiva la coreografia nella città della Laguna, dove un enorme tricolore è stato esposto sulla sommità del Ponte di Rialto, sul Ponte di Calatrava e a piazza San Marco sullo sfondo del Campanile. Lo stesso davanti alla straordinaria Reggia di Caserta, al Castello di Federico II a Barletta e ancora al confine italiano del Brennero, al teatro Petruzzelli di Bari, nel centro storico di Cosenza, a piazza dell’Unità a Trieste, nella piazza dell’Abbazia di Badia Polesine in provincia di Rovigo.

Un gigantesco drappo tricolore è stato, invece, adagiato sullo scoglio di Quarto da dove ha preso le mosse la spedizione dei Mille. “Incartato” simbolicamente anche il Colosseo con un blitz che ha sorpreso turisti e passanti. In giornata sono in programma la Torre di Pisa, il duomo di Milano e Palazzo della Signoria. In ricordo del sacrificio di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gli uomini della scorta un tricolore è stato esposto a Capaci nel luogo dove venne azionata la bomba che fece saltare in aria il magistrato simbolo della lotta senza quartiere alla mafia.

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