Lezione di storia in piazza

Il professor Ugo Villani spiega le ragioni del conflitto israelo-palestinese nell’ambito di “Periferia in festa”

Un’analisi attenta della difficile situazione in Medio Oriente, attraverso i nodi centrali che hanno portato al drammatico conflitto di questi giorni: con la consueta chiarezza e competenza divulgativa, il professor Ugo Villani, docente universitario di Diritto Internazionale e dell’Unione Europea, ha ripercorso le tappe cruciali di questa storia che sembra non riguardarci da vicino ma che invece non può non scuotere le nostre coscienze. La lezione è stata tenuta presso Largo Primavera nell’ambito della manifestazione “Periferia in festa”, organizzata da Sinistra per Barletta, e giunta quest’anno alla sua terza edizione. Un contesto importante, se si pensa alla finalità ultima della manifestazione: tenere vivo un quartiere appunto periferico, dare il segno di una uguale dignità per tutte le zone della città, anche quelle lontane dal centro.  Quattro giorni di eventi,  workshop, concerti, tornei e iniziative ricreative per ragazzi hanno animato via Paolo Ricci trasformando questa periferia in un luogo di partecipazione e di impegno. Un tentativo  di ribaltare il punto di vista su ciò che sembra distante, proprio come erroneamente distante appare a noi occidentali il dramma palestinese.

Dalla risoluzione Onu del ’47 che prevedeva la formazione di due stati, risoluzione accettata da Israele ma rifiutata dai palestinesi , (un grave errore, secondo Villani), la storia del conflitto israelo-palestinese è stata caratterizzata da alcune costanti:  da un lato una serie di tentativi di mediazione, fra cui l’incontro nel  ’93 fra Rabin e Arafat: “il più importante di tutti, ha detto Villani, perché per la prima volta, in una storia fatta solo di disconoscimenti reciproci,  i rappresentanti dei due popoli si riconoscevano a vicenda”; dall’altro la debolezza degli stessi mediatori, dall’ONU fino all’Unione Europea, né l’una né l’altra in grado di svolgere un vero ruolo di intermediazione, strette fra gli interessi e le paure dell’Occidente e le ambiguità dei governi arabi, non sempre chiari nel rapporto con la Palestina.  E tutto questo, ha aggiunto il professore,  in un contesto che ha assunto i connotati di un vero massacro nel quale anche la convenzione di Ginevra e i diritti umanitari sono gravemente violati.  Parlare di soluzioni, dunque, è difficile, al momento, eppure, ha concluso Villani, “bisognerà ripartire proprio dalla necessità di riconoscersi da parte di due popoli che hanno tanto in comune, soprattutto la sofferenza: la Nakba (nascita di Israele), una catastrofe per i palestinesi, e la Shoa per gli israeliani”.

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