Lettera dal Brasile di Padre Saverio Paolillo in occasione della Pasqua

Pasqua

Non mi va l´idea di aspettare la resurrezione soltanto dopo lo morte. Vorrei tanto che cominciasse subito. Desidero un mondo inondato dallo Spirito del Risorto. Sogno un´umanità amata da Dio, circondata dalla sua tenerezza e rivestita della sua Grazia, che respira a pieni polmoni la Vita dell´Eterno, festeggiando sin da ora la vittoria definitiva sulla cultura della morte e garantendo a tutti la Vita in pienezza.  

Credo nella resurrezione dei vivi o, meglio ancora, nei viventi che vivono da risorti. Ammiro le persone che, seguendo i passi di Gesù di Nazaret, vivono a servizio della vita. Ho fiducia in coloro che non aspettano la Resurrezione soltanto come un traguardo, ma ne fanno uno stile di vita. Ammiro i cristiani che non vedono la Vita Eterna come un premio da conquistare dopo la morte in cambio di una manciata di buone azioni, ma come un progetto che comincia sin da quando si viene alla luce del sole e culmina nello splendore della Gloria di Dio.

Vivere da Risorti significa ritmare la propria esistenza secondo il respiro dell´Eterno: amati e amanti; preziosi agli occhi di Dio e chinati umilmente ai piedi degli altri in atteggiamento di servizio; fatti per essere grandi nella misura in cui ci si fa piccoli e semplici come i bambini; assetati di giustizia e colmi di misericordia; dotati di potenzialità e talenti e sempre più ricchi grazie alla loro condivisione; fragili, ma, allo stesso tempo irrobustiti dalla Grazia…

Se vivessimo così, non ci sarebbero tante croci nel mondo e, anche quelle che sono inevitabili, diventerebbero più sopportabili perché  chi le patisce troverebbe sicuramente un Cireneo disposto a farsene carico.

Nel mondo senza la vita dell´Eterno e lo Spirito del Risorto, le croci si moltiplicano. Diventano sempre più pesanti e assumono le forme più svariate.

Hanno la forma di barconi stracolmi di immigrati, piantate sui fondali del mar Mediterraneo, fuori dalle mura di un Primo Mondo sempre più ultimo nella classifica della solidarietà, trincerato nel suo egoismo e refrattario all´accoglienza e alla condivisione. 

Hanno la forma di armi sempre più sofisticate e mortali, vendute da mercanti senza scrupoli che stimolano le guerre per incrementarne le vendite e aumentare i loro sporchi guadagni. Su di esse sono inchiodati i corpi dilaniati dalle mine terrestri, l´infanzia rubata dei bambini soldato, famiglie distrutte, paesi rasi al suolo e il genocidio di interi popoli. 

Hanno la forma del capitale finanziario che, in nome del profitto concentrato nelle mani di poche persone, approfondisce le disuguaglianze, produce miseria, calpesta la dignità umana, sfrutta i lavoratori e degrada l´ambiente. Inchiodati a questa croce ci sono milioni di persone destinate allo scarto.

Hanno la forma della corruzione, dell´indifferenza, della sistematica violazione dei diritti umani, delle varie modalità di violenza, dell´abuso e sfruttamento sessuale, della schiavitù, del razzismo… Su di esse giacciono corpi denudati di esseri umani la cui dignità è stata ridotta a brandelli.

Se vivessimo da risorti molte di queste croci sparirebbero dalla circolazione. Il “Calvario” sarebbe bonificato e darebbe spazio a un bellissimo giardino. Il “Sinedrio” la smetterebbe di manipolare i fatti e creare false prove per condannare innocenti e criminalizzare coloro che, con spirito profetico smascherano, i soprusi e si impegnano a ristabilire la giustizia. “Erode” eserciterebbe il potere come servizio e “Pilato” non laverebbe più le mani per scrollarsi di dosso i sensi di colpa e la paura di schierarsi dalla parte della verità. “Satana” non troverebbe spazio nel cuore dei discepoli del Maestro per incentivare l´ambizione, minacciare la comunione fraterna, desolare le coscienze, spargere il dubbio, insinuare l’incredulità, togliere la fiducia in Dio e cancellarLo  dai cuori di tante creature. La “massa” aprirebbe gli occhi e non si lascerebbe più manipolare da false notizie che promuovono la calunnia e il linciaggio di coloro che si mettono dalla parte dei più poveri, mentre Barabba resta libero di portare avanti il suo progetto di morte. “Giuda” non tradirebbe i suoi amici, non venderebbe la sua coscienza e non rinuncerebbe ai valori del Vangelo in cambio di “trenta denari”, del successo, della carriera… I “soldati” farebbero obiezione di coscienza e si rifiuterebbero di obbedire a ordini sbagliati, deponendo le armi e rinunciando al ruolo di sadici torturatori. I “sommi sacerdoti” tirerebbero la maschera dell´ipocrisia e la smetterebbero di usare il nome di Dio per coprire i loro misfatti. Obbedienti alla verità, griderebbero allo scandalo e si strapperebbero le vesti dinanzi al sacrilegio commesso ogniqualvolta si calpesta la dignità umana. I “discepoli” non lo cercherebbero più tra i morti, nei ripostigli del passato, rovistando tra tradizioni impolverate, ma lo scoprirebbero VIVO, oggi, tornando sui suoi passi in “Galilea”, passando per le strade delle “periferie esistenziali”, annunciando il Vangelo, ripulendo il volto di Dio da tutti gli “stucchi” e “trucchi” imposti da “autorità religiose” che ne hanno voluto nascondere la sua originale bellezza, testimoniando l´amore del Padre e facendo il bene, soprattutto ai più poveri.

Se vivessimo da risorti potremmo finalmente smontare tutte le croci e riutilizzare il materiale per costruire ponti che facilitano gli incontri, case per accogliere tutti come una grande famiglia e enormi tavoli intorno ai quali ci sia posto per tutti.

Non ci sarebbero più croci se, facendo nostra la vita di Dio, imparassimo a prenderci cura gli uni degli altri e vivessimo ogni giorno all´insegna della Pasqua.

Santa Pasqua a tutti.

 

Padre Saverio Paolillo

Missionario Comboniano in Brasile

 

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