Leonardo DiCaprio, vero vincitore degli Oscar 2016: tutti i premi assegnati dall’Academy

Chris Rock apre con l’attualità politica l’88esima premiazione degli Oscar dal Dolby theatre di Los Angeles. Un richiamo alle pari opportunità culturali con un’ironia facile ma mai fuori luogo. Ed è una magnifica Charlize Theron a presentare l’ordine di premiazione, illustrando come si sia cercato di dar importanza all’ordine creativo del processo di nascita di un film. Il primo premio assegnato sarà infatti quello alla miglior sceneggiatura originale, vinto come da pronostico da Spotlight di Tom McCarthy, per l’occasione anche sceneggiatore al fianco di Josh Singer (autore de “Il quinto potere”, film su Julian Assange). Curioso siparietto durante la premiazione, con McCarthy che ironicamente esclama “E’ stata la Chiesa cattolica !” alla rottura di un faretto del palcoscenico, scatenando ilarità in sala. E’ ora il tempo delle sceneggiature non originali, e la strana coppia Ryan Gosling-Russell Crowe consegna il premio ad Adam Mckay e Charles Randolph per  “La grande scommessa”, che ringraziano l’autore letterario Charles Wilson. Notiamo come il tema preponderante sia la stretta attualità, con lavori in cui la finzione e l’estro degli autori lasciano terreno all’urgenza sociale rispettivamente degli abusi sui minori e della grande crisi bancaria e monetaria mondiale. J.K. Simmons (“Juno”; “Spider man” di Sam Raimi; “Dark skies”) sale sul palco per consegnare l’Oscar nella categoria che lo ha visto trionfare lo scorso anno grazie a “Whiplash”. E’ una visibilmente emozionata Alicia Vikander a vincere come miglior attrice non protagonista grazie alla sensibile interpretazione di Gerda Wegener in “The danish girl”. Gli onori delle armi vanno però alla straordinaria Jennifer Jason Leigh per l’immensa oscarcorpoprova nei panni di Daisy Domergue in “The hateful eight” di Quentin Tarantino.

Cate Blanchett consegna invece il premio per i migliori costumi a Jenny Beavan per “Mad Max-fury road”, che torna a trionfare a quasi trent’anni da “Camera con vista” di James Ivory. Ma è subito il turno della miglior scenografia, vinto ancora una volta da “Mad Max- fury road”, nello specifico da Colin Gibson. Sale adesso sul palco del Dolby theatre Jared Leto per consegnare l’Oscar per il miglior trucco a… “Mad Max-fury road”. Si passa adesso all’Oscar per la miglior fotografia, che dopo Gravity e Birdman vede giungere al premio per la terza volta consecutiva Emmanuel Lubezki, grazie alla capacità di sintesi visiva in “Revenant”. Parallelo alla fotografia arriva l’Oscar per il miglior montaggio, vinto dall’australiana d’origini sudafricane Margaret Sixel per “Mad Max- fury road”. Chadwick Boseman e Chris Evans presentano invece le candidature per il miglior montaggio sonoro, con la statuetta che va a Mark Mangini e David White, e per il miglior sonoro con il trionfo di Jenkins, Rudloff e Osmo, premi entrambi assegnati per “Mad Max- fury road”, che sale dunque a ben sei statuette nel settore tecnico della premiazione, confermando la sua superiorità visiva rispetto ai concorrenti. Sale sul palco Andy Serkis, che presenta i candidati per i migliori effetti speciali, vinto a sorpresa dagli effettisti di “Ex Machina” di Alex Garland per l’eccezionale ricostruzione robotica del corpo dell’androide interpretata da Alicia Vikander. Siamo quindi giunti al giro di boa dello show, con i pronostici sostanzialmente rispettati, eccezion fatta per l’inaspettata vittoria di “Ex Machina” nella sua categoria, premio forse al valore visionario di una pellicola confrontatasi però quest’anno con produzioni ben al di là delle proprie possibilità. Il grande deluso è quindi “Star Wars- The force awakens”, sovrastato dal titolo di George Miller.

Riprende la cerimonia, con l’Oscar per il miglior corto d’animazione assegnato a “Bear story” e a Gabriel Osorio Vargas. E’ invece lo splendido Inside out, con il regista Pete Docter che enniomorriconeritira il secondo prestigioso premio dell’Academy nella sua carriera dopo lo straordinario “Up”, a trionfare come miglior film d’animazione, sbaragliando la concorrenza di “Anomalisa” di Charlie Kaufman e “Quando c’era Marnie” di Hiromasa Yonebayashi. “Inside Out” segna dunque la vittoria di una profondità testuale e psico-emotiva forse ancora sconosciuta nella storia dei film d’animazione americani, congiungendo il valore estetico a quello dello script. E’ il turno di Patricia Arquette, vincitrice del premio come miglior attrice non protagonista lo scorso anno per “Boyhood”, che annuncia il vincitore del titolo come miglior attore non protagonista, assegnato a  Mark Rylance, attore britannico di scuola teatrale, già al lavoro per “Il gigante gentile” nel rinnovato sodalizio con Steven Spielberg, per la magnifica prova ne “Il ponte delle spie”. E adesso il miglior cortometraggio- documentario, presentato dall’esilarante comico e cabarettista Louis CK, aggiudicato a “The girl in the river”, delicato film sulle faide famigliari in Pakistan. Daisy Ridley, giovane protagonista di “Star wars” consegna invece il  premio per il miglior documentario a “Amy”, opera biografica sulla vita dell’artista Amy Winehouse, cantante tragicamente scomparsa all’età di 27 anni. Una commovente cornice musicale ci ricorda le personalità cinematografiche scomparse nell’ultimo anno, tra cui citiamo i compianti Omar Sharif, James Horner, Leonard Nimoy, Alan Rickman e il nostro Ettore Scola. La cerimonia riprende con Benjamin Cleary e Serena Armitage premiati per “Stutterer” nella categoria “miglior cortometraggio”. L’Oscar per il miglior film straniero va, come da pronostico, all’ungherese Laszlo Nemes per “Il figlio di Saul” sulla tragedia dell’Olocausto.

Siamo giunti all’importante categoria della miglior colonna sonora, che vede trionfare un grandioso Ennio Morricone perThe Hateful eight, con commossa dedica alla moglie Maria e omaggio a un gigante come il “rivale” John Williams (in lizza per la colonna sonora di “Star wars- the force awakens”). La sua ultima considerazione, molto significativa in considerazione della sottile vena polemica che aveva animato le sue ultime esternazioni su Quentin Tarantino, ci rammenta come non possa esistere una grande musica senza un grande film. Sam Smith e Jimmy leodicaprioNapes si aggiudicano invece l’Oscar per la miglior canzone originale, “Writings on the wall” di “007, Spectre”. Smith, nel breve e sentito ringraziamento, dedica la vittoria al movimento per i diritti lgbt. Si fa spasmodica l’attesa per i premi attoriali più importanti e per quelli al miglior film e alla miglior regia. Arriva sul palco il regista J.J. Abrams che premia Alejandro Gonzales Inarritu per “Revenant” con il premio per la miglior regia. Inarritu bissa quindi, con grande merito, il trionfo del 2015 con “Birdman”, e i suoi ringraziamenti vanno a DiCaprio “per aver dato la propria anima sul set e per essere stato davvero il Redivivo” e alle maestranze della sua ultima opera. E’ giunta l’ora della miglior attrice protagonista, che vede Brie Larson salire sul celebre palco per ritirare l’ambita statuetta alla prima nomination grazie all’interpretazione in “Room”. Delusione quindi per Jennifer Lawrence e per Cate Blanchett, che vede sfumare le sue possibilità per il ruolo principale in “Carol”. Ecco finalmente l’attesissimo Oscar per il miglior attore protagonista, che vede un epilogo felice per Leonardo DiCaprio, al suo primo Oscar in sei nominations. I suoi ringraziamenti vanno a Tom hardy, “mio fratello, il cui talento è superabile solo dalla sua amicizia” e al regista Inarritu che “sta scrivendo la storia del Cinema”. E’ invece Morgan Freeman a consegnare l’Oscar come miglior film al sopravvalutato “Spotlight”, con il cineasta Tom McCarthy che si appella direttamente a Papa Francesco per un cambiamento epocale nella struttura ecclesiastica, affinché il cattolicesimo non sia mai più teatro di crudeli violazioni dei diritti dell’infanzia.

Eccovi quindi la lista completa delle statuette assegnate :

Miglior film: “Spotlight”

Miglior regia: Alejandro Gonzales Inarritu per “Revenant”

Miglior attore protagonista: Leonardo DiCaprio per “Revenant”

Miglior attrice protagonista: Brie Larson per “Room”

Miglior attore non protagonista : Mark Rylance per “Il ponte delle spie”

Miglior attrice non protagonista: Alicia Vikander per “The danish girl”

Miglior sceneggiatura originale : Tom McCarthy per “Spotlight”

Miglior sceneggiatura non originale : Adam McKay e Charles Randolph per “La grande scommessa”

Miglior film in lingua straniera: “Il figlio di Saul”

Miglior montaggio : Margaret Sixel per “Mad Max- fury road”

Miglior scenografia : Colin Gibson per “Mad Max- fury road”

Miglior fotografia : Emmanuel Lubezki per “Revenant”

Migliori effetti speciali: “Ex-Machina”

Miglior canzone : “Writings on the wall” di Sam Smith per “007, Spectre”

Miglior sonoro: Jenkins, Rudloff e Osmo per “Mad Max- fury road”

Miglior montaggio sonoro: a Mark Mangini e David White per “Mad Max- fury road”

Miglior colonna sonora originale: Ennio Morricone per “The Hateful eight”

Migliori costumi : Jenny Beavan per “Mad Max- fury road”

Miglior trucco e acconciatura : “Mad Max-fury road”

Miglior film d’animazione : “Inside out” di Pete Docter

Miglior documentario: “Amy”

Miglior cortometraggio: “Stutterer”

Miglior cortometraggio documentario : “The girl in the river”

Miglior corto d’animazione : “Bear story” di Gabriel Osorio Vargas

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Michele Lasala
Michele Lasala è nato a Barletta l'11/6/1989. Ha conseguito la maturità scientifica nel 2010. Iscritto alla facoltà di Giurisprudenza, indirizzo d'impresa, é giornalista pubblicista dal 2016. Amante della lingua inglese, ha svolto un corso di Business English e possiede certificato Cambridge di livello B2. Nel 2016 consegue l'attestato Google: Eccellenze in digitale. Appassionato di Cinema e Poesia e scrittore a tempo perso, ha ricoperto il ruolo di responsabile della comunicazione presso NIDOnet e ne é attualmente addetto all'ufficio stampa. Dal Gennaio 2014 é redattore di cultura e spettacolo presso la testata telematica Barletta News.

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