Legalizzare la coltivazione, la lavorazione e la vendita della cannabis e dei suoi derivati.

E’ questa la finalità del disegno di legge di iniziativa del senatore Mantero, esponente del Movimento 5 Stelle,  presentato in Senato il 9 gennaio.

Perché legalizzare la cannabis?

Secondo le intenzioni del suo promotore, la liberalizzazione tutelerebbe la salute dei consumatori atteso che attualmente la diffusione della cannabis è lasciata in mano alla mafia che, pur di conseguire elevati profitti, la “taglia” con sostanze di vario tipo, incurante dei danni che ne derivano.

La tutela repressiva verso la cannabis, fino ad oggi intrapresa, a dire dei sostenitori della liberalizzazione, non avrebbe sortito l’effetto sperato non essendosi ridotto il consumo della sostanza per il quale si stima un business complessivo del narcotraffico di circa 30 miliardi di euro.

A tanto si aggiunga che la Direzione nazionale antimafia, nella relazione afferente l’annualità 2017, ha palesato la necessità di concentrare le risorse dello Stato sulla repressione di fenomeni più gravi ed allarmanti del traffico di droghe leggere: si pensi alle estorsioni, al traffico di esseri umani, o di droghe pesanti.

A ragionare in  termini di “libertà” sono da tempo gli Stati Uniti dove sempre più Paesi hanno detto sì alla produzione e vendita di marijuana per uso ricreativo; si pensi al Colorado, Washington, Oregon.

Stanti le criticità rappresentate,  per il Movimento 5 Stelle,  è tempo di liberalizzazione anche per l’Italia, sulla scia di alcuni Paesi europei. Si pensi infatti che oltre ad Amsterdam anche in Spagna vanno diffondendosi i Cannabis Club nei quali l’accesso è consentito ai soci tesserati.

Se è vero che in tanti sono a favore della possibilità di coltivare, vendere e consumare cannabis, è altrettanto vero che vi è chi proprio non la pensa così.

Fortemente contrario si è detto il ministro dell’interno e vicepremier Salvini a dire del quale: “Invece di pensare a legalizzare le canne si dovrebbe pensare a risolvere problemi quale quello di togliere la prostituzione dalle strade”. “La legalizzazione della cannabis insomma non può essere una priorità e non figura nel contratto del governo né nell’agenda della Lega”.

In queste ore anche il ministro della giustizia, Alfonso Bonafede,  si è detto non convinto che si possa pervenire alla legalizzazione a meno che intervengano nuovi importanti temi che inducano le diverse forze a discutere tra loro.

Senza voler ipotizzare il risultato finale dello scontro attualmente in corso, tra Movimento 5 Stelle e Lega, limitiamoci ad analizzare il contenuto del disegno di legge e nello specifico quanto previsto in tema di coltivazione, detenzione e differenziazione di pene in relazione alla tipologia delle sostanze.

La coltivazione in forma personale e associata di cannabis

L’innovativo disegno di legge legalizza la coltivazione della cannabis a scopi ricreativi a determinate condizioni ed entro precisi limiti, concernenti sia requisiti soggettivi (persone maggiorenni) sia quantitativi ammissibili. Potranno infatti essere coltivate fino a tre piante di cannabis.

Inoltre, si consente la coltivazione in forma associata sul modello dei club spagnoli cui potranno associarsi solo persone maggiorenni e in numero non superiore a 30.

Detenzione personale di cannabis

Oltre a consentire, nei predetti limiti, la coltivazione, se ne consente la detenzione ai maggiorenni nella misura di 5 grammi (innalzabili a 15 in privato domicilio). La detenzione non viene  subordinata ad alcun regime autorizzatorio fermo restando il divieto  dell’assunzione di prodotti derivati dalla cannabis in luoghi pubblici, aperti al pubblico e in ambienti di lavoro.

Cos’è previso in caso di cessione di cannabis?

Si depenalizza la cessione gratuita -se il destinatario della stessa è una persona maggiorenne- (e in tutti i casi la cessione avente luogo tra minori) di una modica quantità di cannabis, inferiore ad un grammo, ove destinata al consumo personale purché la stessa risulti coltivata in forma personale o associata nel rispetto dei limiti di cui sopra.

Quali sanzioni sono previste?

In caso di violazione dei limiti e delle modalità prescritte in tema di detenzione e coltivazione è prevista l’applicazione di una sanzione pecuniaria da 100 a 1.000 euro in proporzione alla gravità della violazione commessa.

Il disegno di legge dispone che i proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie, relative alla violazione dei limiti e delle modalità previsti per la coltivazione e per la detenzione di cannabis, in forma personale o associata, siano interamente destinati a interventi informativi, educativi, preventivi, curativi e riabilitativi, realizzati dalle istituzioni scolastiche e sanitarie e rivolti ai consumatori di droghe e a tossicodipendenti.

Occorre precisare che la proposta di legge è intervenuta non soltanto in tema di cannabis con effetti psicotropi ma anche sulla cannabis light ovvero quella priva dei predetti effetti.

Cosa cambia per la light?

Attualmente in Italia per effetto della legge 242/ 2016 si produce e vende la cannabis light. Trattasi di cannabis leggera. E’ il prodotto delle infiorescenze femminili della Canapa Sativa: vengono infatti selezionate quelle che racchiudono concentrazioni minime di THC -principio responsabile dello sballo- (inferiore allo 0,2% e tollerata fino allo 0,6%) ed elevate CBD (cannabinoide che ha invece effetti puramente rilassanti).

Precisamente, entro tali limiti la cannabis non avrebbe effetti psicotropi ma solo rilassanti. In realtà, non sempre vengono rispettati i limiti e ad oggi numerosi sono stati i sequestri, in tutta Italia, di cannabis con percentuale di THC superiore al limite consentito.

Chiusa in questi giorni anche una tabaccheria a Civitanova Marche con denuncia, a carico del titolare, di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Stanti i dubbi sulla corretta interpretazione della legge del 2016, il disegno di legge è intervento a chiarire  gli scopi della vendita di cannabis light elevando, tra l’altro, il THC all’1%.

Nell’attesa di sapere se mai avrà luogo in Parlamento la discussione del disegno di legge, in molti continuano a pensare siano preferibili tre piante di basilico a tre piante di cannabis!

 

 

 

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