Le attese di Unimpresa dal Consiglio Comunale

BARLETTA, DAL CONSIGLIO COMUNALE CI ATTENDIAMO UN SEGNALE FORTE A SOSTEGNO REALE DEL PICCOLO COMMERCIO CITTADINO, FORTEMENTE IN CRISI. SUL PIANO OCCUPAZIONALE. LA ZONA FRANCA URBANA, COME AD ANDRIA, NON HA PRODOTTO ALCUNA “RIVOLUZIONE”.

Il giorno 9 settembre a Barletta si riunisce il Consiglio Comunale e del cosiddetto bilancio sociale partecipato nessuna traccia, anche se pare che nei giorni scorsi ci sia stato un incontro sul tema tra il Sindaco di Barletta, la Giunta e il dirigente comunale al bilancio e una rappresentanza di una Sigla strana che genericamente fa riferimento ad un Partenariato PESC-CNEL che non si capisce se sia una rappresentanza del Settore Pesca o di una roba vecchia visto che il Cnel è stato considerato un carrozzone fonte di sprechi e di inoperosità quindi il Governo non eletto dal Popolo e presieduto dal dott. Renzi ne ha prevista, opportunamente, la soppressione, come andrebbero del tutto soppressi tanti altri organismi che in questo territorio hanno prodotto lo zero assoluto o solo clientelismo politico. Tornando all’assise di Consiglio Comunale di martedì 9 settembre a Barletta, p.v., siamo certi che assisteremo ad un dibattito molto appassionante ed approfondito con valutazioni documentate su alcuni elementi nodali del bilancio comunale in discussione ed approvazione. In particolare siamo certi che sui temi della fiscalità, della programmazione dei lavori pubblici, della valorizzazione del patrimonio pubblico comunale, della realizzazione di reti infrastrutturali, della programmazione dei servizi turistici integrati, della concertazione territoriale e provinciale di un Piano di Sviluppo Generale e sui tanti altri temi di scottante attualità Sociale, si deciderà per l’investimento di risorse da recuperare con urgenza e dalle attuali poste di bilancio senza attendere che a pioggia provengano da non meglio decisioni assunte da soggetti terzi o addirittura attendendo l’utilizzo di quei fondi europei che proprio questo territorio, le sue amministrazioni locali ed i suoi attenti e sempre disponibili referenti sindacali e di rappresentanza non sono mai stati in grado di utilizzare nonostante le mastodontiche progettualità partorite da menti eccelse quasi sempre appartenenti a quel mondo parallelo e nonostante la creazione di sportelli e sportellini con le serrature blindate ma facilmente apribili con esclusive chiavi bulgare.

Siamo certi quindi che l’intero Consiglio Comunale, il 9 settembre, farà proprie le proposte e le istanze sia del Settore PESC-A ma anche e soprattutto di una generale richiesta di sostegno significativo all’intera economia cittadina fortemente colpita da una crisi decennale che si è aggiunta a quella preesistente che ha visto interi comparti e settori vitali per l’economia barlettana letteralmente distrutti e portati al collasso a causa delle politiche centrali che hanno aperto senza limitazioni e senza alcuna forma di tutela le frontiere ai prodotti e ai distributori esteri, in particolare asiatici e politiche locali assolutamente disinteressate allo sviluppo e alla crescita del territorio e alla valorizzazione delle sue caratteristiche peculiari ed esclusive.

A fronte di questa situazione che neanche la zona franca urbana ha permesso di superare minimamente visto che sul piano occupazionale ha prodotto praticamente il nulla anche alla luce delle scarse risorse attribuite a ciascuna azienda che non può certo contare su quelle somme ridicole per occupare nuova manodopera, invitiamo i consiglieri comunali di Barletta a prevedere da un lato forme di sgravi sostanziali per tutto il piccolo commercio, a cominciare dai pubblici esercizi, balneari compresi, che da anni stanno risentendo della crisi e delle condizioni sfavorevoli ambientali che disincentivano le presenze turistiche e dall’altro la predisposizione di un serio e fattibile programma di interventi mirati allo sviluppo e soprattutto al progresso generale che deve innanzitutto coinvolgere le risorse produttive della città e del territorio e non solo e soltanto, come accaduto sinora e come si continua a fare, alcuni e solo alcuni datati sistemi di rappresentanza che in realtà affiancano la parte politica da decenni e con essa hanno la piena responsabilità delle condizioni in cui versa l’economia, non solo cittadina.

Ci aspettiamo, quindi, che in Consiglio vengano altresì espresse le singole posizioni e proposte di ciascun Consigliere in modo da essere anche in grado di discernere e di distinguere in modo netto e preciso la loro formulazione, il loro interesse, la loro qualità e chi sarà in grado, anche con coraggio, di accettarle, farle proprie e realizzarle e chi invece, strumentalmente, le rigetti o preferisca, ancor peggio, disinteressarsene.

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