L’assalto al treno: declino amaro della ferrovia Barletta-Spinazzola nel suo 150° anniversario – Parte II

Il progetto prevedeva che le Città toccate dal tronco ferroviario sarebbero state Barletta (capolinea), Andria, Canosa, Minervino per fermarsi a Spinazzola percorrendo 50 chilometri e 400 metri. La spesa, compreso il valore del materiale mobile, sarebbe stato di 8 milioni di lire non contando, però, il valore del suolo da espropriare stimato in circa 400.000 lire. Ma l’idea innovativa per quei e soprattutto per i nostri tempi, fu che l’intera cifra fosse autofinanziata dai comuni dato che, come espose in maniera chiara l’assessore Centaro “ … Aspettar tutto dal Governo è cosa vana, anzi sconveniente. Signori lasciamo al passato il pregiudizio di certe memorie: i tempi in cui Ferrovia 2ricorrevasi al governo fin per la riparazione di un campanile, come mi è occorso leggere in antiche pergamene di questo Municipio, sono passati nel dominio della Storia; tutto ci diè chi ci diè la libertà (tutto ci diede chi ci diede la libertà n.d.r.) e fece la Patria indipendente ed una: se dobbiamo promuovere l’azione governativa è solo perché a base di una legge generale, ma l’iniziativa sia nostra ”. E poi dicono che gli alieni non esistono ! Da quale pianeta veniva l’assessore Centaro per rifiutare in partenza l’aiuto del Governo?

Ma il tutto restò (ahimè !) solo sulla carta. Dopo quasi quindici anni di discussioni però, il 20 giugno 1888 venne finalmente stipulata una convenzione a favore della Società Strade Ferrate Meridionali per la costruzione delle linee ferroviarie Rocchetta S. Venere (attuale Rocchetta S. Antonio) – Gioia del Colle e Barletta – Spinazzola. Tale convenzione fu resa esecutiva con la Legge 5550 del 20 luglio 1888, con una spesa prevista di lire 7.994.460. Passarono precisamente sette anni e il 1° agosto 1895 (fig. 2) fu inaugurata la linea Spinazzola – Barletta, e si realizzò così il collegamento tra la ferrovia Foggia – Rocchetta – Gioia del Colle e Foggia – Barletta –  Bari.

La linea segue per un tratto quella per Foggia, poi diverge a sinistra presso la zona archeologica di Canne.  Percorre poi sulla destra dell’Ofanto, dopo aver aggirato ad Ovest le rovine del castello di Canosa, la linea attraversa la statale Canosa – Cerignola e dopo aver superato la stazione di Canosa di Puglia la linea continua con frequenti trincee serpeggiando in lenta salita tra le ondulazioni delle Murgette di Canosa. Abbandona poi la valle dell’Ofanto seguendo la direzione di quella del Locone e continua a salire avendo sulla sinistra le Murge. Infine sale in curva, dirigendosi verso Ovest e dopo alcune brevi gallerie arriva alla stazione di Spinazzola.
I primi anni di vita della ferrovia trascorsero tranquilli e il 30 giugno 1906, passò sotto la gestione delle Ferrovie dello Stato.  Nel 1914 si aprì una breve diramazione da Barletta Stazione a Barletta Scalo Piroscafi di circa 2 chilometri e mezzo. Negli anni ’30 entrano in servizio le prime “littorine” sulla linea, mentre il 15 Settembre 1938, allo scopo di collegare meglio il centro abitato di Spinazzola con la stazione ferroviaria, si realizzò una breve linea ferroviaria di circa 2 Km che, dal piazzale esterno della stazione di Spinazzola, segue la strada statale fino a terminare nella stazione di Spinazzola  alle porte del paese.  Per le sue caratteristiche la linea venne, sin dalla sua inaugurazione, utilizzata “a spola” (andata e ritorno n.d.r.) con una sola automotrice.

Fatti bene i conti per ottenere un’importante conquista civile sono occorsi una cinquantina di anni ed ora … quella linea tanto agognata e sudata, nel vero senso della parola, è stata considerata delle Ferrovie dello Stato tra i “rami secchi” da tagliare.

Con la soppressione delle fermate, parlando della linea Barletta – Spinazzola, siamo all’ennesimo capitolo del depauperamento o se volete sottrazione (vogliamo essere politically correct !) sistematica dei “beni” della nostra terra.

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Michele Grimaldi
Michele Grimaldi, nato a Barletta il 28 gennaio 1958. Archivista di Stato, Responsabile della Sezione di Archivio di Stato di Barletta, in servizio nel Ministero dei Beni Culturali dal 1978, ha svolto negli anni un’intensa attività di riordino, ricerca e divulgazione di archivi pubblici e privati, Nel 1977 si diploma presso il Liceo Classico “Alfredo Casardi” di Barletta e nel 1980 consegue il diploma in Archivistica, Paleografia e Diplomatica presso l’Archivio di Stato di Bari. Ha curato, diretto e coordinato l’allestimento di numerose mostre, alcune a carattere scientifico, altre dai temi più didattici e nella scelta dei temi di rilevanza regionale e nazionale ha tenuto presente gli orientamenti storiografici più recenti, considerando gli appuntamenti con la storia forniti dalle ricorrenze di vari avvenimenti o dalle celebrazioni di personaggi famosi che, al di là delle manifestazioni celebrative, hanno fornito l’occasione di rivisitare criticamente il passato. Tra le più significative, “Barletta tra il grano e la sabbia. I progetti per il porto” (ottobre 1982), “L’Archivio che Verrà” (Barletta 2010) e quelle relative alle manifestazioni organizzate per il Centenario dello scoppio del 1° Conflitto Mondiale. Il 2014 “Spunti di ricerca storica per le celebrazioni nella Provincia Barletta Andria Trani del Centenario della Prima Guerra Mondiale” e nel 2015 “L’Italia chiamò – Barletta e la Grande Guerra”. Componente della redazione giornalistica del mensile di cultura, informazione ed attualità “Il Fieramosca” edito a Barletta, per il quale cura, in particolare, una rubrica di storia locale. È inoltre componente del consiglio direttivo della Associazione Nazionale Archivisti Italiani – Sezione di Bari e socio ordinario dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano - Comitato provinciale di Bari.

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