L’armata dei sonnambuli, nuovo libro del collettivo Wu Ming, presentato al Circolo Arci di Barletta

Giunto a Barletta, il Révolution Tour con “L’armata dei sonnambuli”, ultima opera del collettivo di scrittori bolognesi Wu Ming, edito dalla casa editrice Enaudi.

Il libro è stato presentato venerdì presso il circolo Arci “Carlo Cafiero” di Barletta, alla presenza di uno degli autori, grazie alla mediazione della giornalista Maria Pia Garinella che ha illustrato il lavoro del collettivo evidenziandone temi e particolarità e leggendone alcuni significativi passi.

Il libro rievoca gli anni della rivoluzione francese, i cosiddetti anni del terrore. Segno distintivo dell’opera è il vocabolario, vera firma del collettivo. Come per le altre opere, infatti,  il lettore è sempre un pò sarto di lembi e spunti letterari sparsi per tutto il libro. Deve ricurcirli man mano lasciandosi trasportare da una lingua e un tempo nuovo.

In questo caso  “L’armata dei sonnambuli” illustra i tempi della rivoluzione francese, partendo dal raccontare questo particolare periodo della storia da un punto di vista da sempre ignorato, quello della classe meno abbiente, la fascia bassa, quella che percorreva e si riversava in strade e piazze. Il linguaggio è proprio per questo un formicolio di voci, una lingua mimetica realizzata con uno studio del linguaggio dell’epoca, riprodotto grazie all’analisi del giornale dei sanculotti da cui poi ha preso vita anche un vero e proprio dizionario. Già così il linguaggio dell’opera sembrerebbe impegnativo, se non fosse che si mescola, a volte anche in maniera quasi naturale, a termini e influssi linguistici del bolognese dei nostri tempi, creando una trama linguistica particolare ma alla quale ci si abitua subito.

La storia è fatta di personaggi, vera ricchezza dell’opera, come ad esempio il giovane attore bolognese  Leo Modonnét che col mito di Goldoni, arriva in Francia a cercar fortuna, ma bistrattato e sbeffeggiato torna in patria poco dopo. Il suo è quasi il ruolo di super eroe della vicenda.

La storia si caratterizza anche grazie ad alcune protagoniste femminili ed al loro ruolo di combattenti nella storia, come Marie Nozière. Le donne viste come amazzoni, sono in costante lotta nell’affermare l’uguaglianza di genere per loro che sono state vere e proprie forze della rivoluzione.

Importante punto di snodo del libro è il divario tra scienza che emancipa e scienza per il dominio, ed è in questo sottile divario che si collocano i magnetizzatori, coloro che impongono la propria volontà sulla mente dei più deboli, che secondo l’autore potremmo contestualizzare al giorno d’oggi come la presenza magnetizzante dei social network, che appunto crea al suo interno un ‘armata di magnetizzati, detti sonnambuli.

Il libro racconta quindi di questa organizzazione eversiva durante gli anni della rivoluzione, parlando dei sonnambuli come di individui ipnotizzati e meschini in un libro dal contenuto corale, che riportano il lettore direttamente nelle strade popolari della Francia.

 

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