Torniamo a vergare sulle pagine di Barletta News, uscendo da un silenzio che ci eravamo imposti, ritenendo l’afasia e l’agrafia una scelta politica alla pari di tante altre. 
In provincia di Caserta, a 203 metri di altezza, sorge Sessa Aurunca, cittadella di circa 22 mila anime fondata dagli aurunci.
 
A Sessa Aurunca, oggi come ieri, il venerdì Santo è una giornata di intensa commozione per i fedeli. Nelle case si digiuna e ci si prepara alla processione notturna illuminata dal fuoco dei falò, che di fatto perpetuano l’antichissimo rito pagano delle Palilie. Al calar della sera, alle calde luci del tramonto, la banda del paese suona la marcia funebre e dà il via al corteo: gli incappucciati dell’Arciconfraternita del Santissimo Crocifisso si dispongono in fila per due e procedono, portando a spalla le statue dei quattro “misteri dolorosi”, tra due ali di folla con il loro caratteristico incedere lento e pieno di pathos al ritmo della Cunnulella: una danza ondeggiante fatta di tre passi avanti e due indietro, quasi cullati dal suono delle marce funebri. 
 
Perché abbiamo rievocato la processione del venerdì Santo e la notte della Cunnulella che si celebra in un fazzoletto di terra nel Casertano? La fonte della nostra ispirazione è la mai nata amministrazione Cannito, che da ben tre mesi a questa parte si cimenta in questo particolare ballo funebre. 
E si, perché dal giorno dopo le elezioni comunali che hanno visto vincere il dott. Cosimo Cannito al primo turno con un consenso plebiscitario- una percentuale di circa il 53%- è stato tutto un rincorrersi di pensamenti e ripensamenti, inversioni ad “U”, dimissioni del sindaco annunciate e mai confermate, riproposte di vecchie cariatidi nascoste dietro marionette che si propongono di continuare a manovrare nel melmoso pantano in cui sono affogate definitivamente tutte le speranze di una rinascita che, a nostro parere, per la città di Barletta non ci sarà. 
 
Difatti, da ben tre mesi i cittadini assistono inermi ai soliti rituali di degradazione politica il cui epilogo si è rivelato peggiore  del prologo: Cannito- dopo aver condannato per mesi Barletta all’ immobilismo amministrativo, al grido di “non sarò mai ostaggio di nessuno”, è riuscito a fare la peggiore scelta politica possibile: cedere alle incessanti pretese di nove dissidenti. Insomma, il ricatto politico ha portato i suoi frutti e due assessorati sono stati ottenuti dai riottosi ribelli. In particolare,  a Michele Ciniero ( Iniziativa Democratica) è stato affidato l’assessorato alla Cultura, a Ruggiero Passero- cognato dell’uscente consigliere comunale Giovanni Alfarano ( non ci è dato sapere se la parentela con il già consigliere regionale, un tempo forzista, abbia fatto curriculum)- è toccato uno tra gli assessorati più impegnativi: Politiche e servizi Istituzionali- Affari generali, Igiene Urbana e servizi pubblici- Politiche delle risorse umane. Sarebbe di grande interesse far conoscere ai cittadini le conoscenze e l’esperienza maturata  in materia ambientale dal neo assessore che non risulta si sia distinto in questi anni per pubblicazioni scientifiche nel settore o per aver promosso battaglie in difesa dell’ambiente. Eppure non ne sono mancate occasioni: Barletta ha offerto “ succulenti” spunti. Si pensi alle infelici questioni giudiziarie che hanno interessato in questi ultimi anni la Timac e la Buzzi. Attendiamo fiduciosi di vederlo all’opera, con la speranza che non si tratti di un’Opera filodrammatica. 
 
Il nostro giudizio sulla squadra di governo varato da Cannito, non può che essere negativo. Più che una Giunta sembra una fisarmonica stonata: alcuni si dimettono (questo è il caso di Giovanni Ceto che “ inaspettatamente” viene richiamato all’ordine dal suo datore di lavoro), altri le rendono libere controvoglia (vedi il caso di Reginaldo Seccia che su quella poltrona non ha fatto neanche in tempo a sedersi e si è visto revocare tutte le deleghe). Per non parlare di chi ha ottenuto la tanto agognata poltrona assessorile quale “premio fedeltà” ( parliamo del fulgido esempio di coerenza della consigliera Rosa Tupputi che è stata la prima a sfilarsi tatticamente dalla lista nera dei rivoltosi per approdare comodamente alla poltrona di assessore all’edilizia pubblica e privata. 
 
Momentaneamente congelate le due poltrone più ambite: presidenza del Consiglio e presidenza Bar.s.a. Azzardiamo un pronostico: la prima a “La Buona Politica”, la seconda alla lista Forza Barletta e forse proprio al forzista Giovanni Ceto che magari “ altrettanto inaspettatamente” si libererà dagli impegni lavorativi, giusto giusto per andare ad occupare l’ambita poltrona della presidenza dell’ azienda municipalizzata. Seduta, certamente meno traballante e dal più garantito comfort rispetto a quella di assessore. 
Dicevamo, appunto, della Lista Forza Barletta che  fa riferimento al senatore Damiani e che ha visto il dott. Losappio come il più suffragato, il quale, però , allo stato stringe nel palmo un pugno di mosche. Che ne sarà del cardiologo dopo che  in un recente comunicato si è riconciliato con il sindaco Cannito unitamente agli altri due dissidenti superstiti dopo il superamento della crisi amministrativa? Il primo cittadino si farà perdonare dopo averlo lasciato a bocca asciutta? Cannito gli troverà una poltroncina? D’altronde la coalizione del “Buon Poltronificio” non si sta occupando che di spartizione di potere da tre mesi a questa parte. Figuriamoci se potrà lasciare al palo proprio la lista del senatore forzista Dario Damiani. Lo escludiamo. 
 
Ergo, il dado è tratto, questa sarebbe la chiosa giusta per questa nostra umile riflessione: il  Metodo Cannito, quello di “accontenta e governa”, ha funzionato alla perfezione. Ma l’armonia apparentemente ritrovata, durerà? Cannito, il sindaco di ferro a chiacchere,  è riuscito davvero ad apparecchiare la tavola per tutti? 
Insomma, risolto il dilemma dei numeri,  e dopo una falsa partenza, siamo proprio sicuri che il primo mandato del sindaco Cannito sia pronto al decollo? Lo scopriremo il 12 settembre, data fissata per la convocazione del primo Consiglio comunale dopo la lunga pausa estiva. E che Dio ce la mandi buona! Diversamente per Barletta sarà altamente probabile che l’amministrazione Cannito possa trasformarsi, nel solco del pessimo esordio, in una eterna notte della Cunnulella. 
 
A cura di Patrizia  Corvasce e Gianluca Rotunno 

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Patrizia Corvasce

Patrizia Corvasce, classe ’72.
Maturità classica. Giornalista pubblicista iscritta all’Ordine dei Giornalisti della Puglia dal 1° febbraio 2016. Appassionata di diritto, teatro e politica. Già consigliere comunale. Attualmente collabora con la testata giornalistica telematica Barletta News occupandosi prevalentemente di approfondimento politico. Crede che la libertà di stampa dipenda soprattutto dalla volontà di fare informazione libera.

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