“L’altra idea di Barletta” i preziosi suggerimenti di Sabino Gorgoglione

Immerso nella calma del ferragosto, in questo clima surreale di vacanza, tra le tante brutture che si presentano agli occhi di chi osserva ho pensato un’altra idea di Barletta, per un verso spinto dal naturale attaccamento verso la terra in cui si è nati e per un altro verso, preoccupato da un orizzonte a tinte fosche che, come una cappa opprime il nostro amato paese.
Il miglioramento dell’immagine della nostra città è “la madre di tutte le battaglie” che l’amministrazione comunale e noi tutti dobbiamo combattere e vincere perché da questo dipende il futuro economico ed occupazionale di Barletta.
Per raggiungere questo ambizioso obiettivo occorre un “cambio radicale di mentalità” da parte della amministrazione prima e dei cittadini poi, superando la grigia logica del “tirare a campare” ed assumendo coraggiosamente un “modo di pensare in grande” perché solo se ci si dà grandi ideali e grandi obiettivi si “vola alto” altrimenti si è condannati alla mediocrità (come nella vita).
Premesso ciò, volendo attuare questo “cambio di mentalità” che l’amministrazione e noi tutti dovremmo realizzare, oltre alla valorizzazione delle litorali, dei beni storico-monumentali, grande attenzione và rivolta al miglioramento del decoro urbanistico con la istituzione di un ufficio “ad hoc” che, con la dovuta gradualità, imponga livelli prestabiliti di decoro delle facciate dei fabbricati già edificati (in primis quelli del centro storico) e definisca e valuti in modo armonico i criteri di estetica dei nuovi fabbricati da edificarsi.
Il risultato di questo ambizioso progetto deve portare:
1)- nel centro storico alla eliminazione graduale ma obbligatoria di tutti quegli elementi decisamente in contrasto con lo stile dei palazzi d’epoca (infissi in alluminio, tendaggi “cafonal” ecc..) ricreando effettivamente l’antico stile originario (come si è già fatto in tutti i centri storici di Italia degni di attenzione turistica);
2)-I nuovi quartieri e le nuove costruzioni devono essere realizzate all’interno di “un criterio estetico prestabilito ed armonico” evitando assolutamente quella cozzaglia di stili e di colori che contraddistingue Barletta oggi, lontana anni luce dall’ideale di “città bella”;
3)-Gli strumenti urbanistici, nel delineare la “Barletta di domani” devono invertire l’ordine stabilito nel passato, quando si sono edificate fabbriche nelle zone a ridosso delle litorali e case verso la parte interna, al fine di destinare tutta la parte migliore del nostro territorio (quella che guarda il mare) esclusivamente a fini residenziali e ricettive e spostare le zone preposte alla produzione artigianale ed industriale verso l’interno.
Questo significa pensare ad un’altra idea di Barletta con un miglioramento della immagine della città a tutti i livelli tale da rendere eccellente l’accoglienza turistica, ne avremmo tutti da guadagnare, in termini economici ed occupazionali.
Rimbocchiamoci le maniche, è in gioco il nostro futuro !

 

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