“L’altra Grace”, nuova miniserie da 6 episodi targata Netflix, vanta già una posizione nella categoria dei “titoli del momento”, nonostante sia disponibile da appena 4 giorni. Prodotta dalla televisione canadese CBC e dallo stesso Netflix, la storia avrebbe dovuto essere raccontata in un adattamento cinematografico per (solo) poi diventare una serie sceneggiata da Sarah Polley e diretta da Mary Harron (regista di “American Pshyco”). Nel ruolo della protagonista è stata scelta l’attrice Sarah Gadon (“A Dengerous Method”, “Cosmopolis”) che ha ottenuto il benestare di critica e pubblico grazie alla sua interpretazione fredda e impassibile; un po’ come il suo personaggio, la cui caratteristica principale è proprio l’imperscrutabilità.

"L'altra Grace" libroLa serie è tratta dal romanzo “Alias Grace” della scrittrice canadese Margareth Atwood, già autrice di grandi successi come “Il racconto di un’ancella” (da cui è stata tratta la serie The Handmaid’s Tale) e “L’assassino cieco”. La storia è tratta da fatti realmente accaduti in Canada verso la metà del XIX secolo, per l’esattezza nel 1843, quando il benestante signor Thomas Kinnear e la sua amante e governante Nancy Montgomery furono trovati assassinati nella propria abitazione. Del duplice omicidio furono accusati la cameriera appena sedicenne Grace Marks e lo stalliere tutto fare James McDermott, arrestati dopo una breve fuga. Per McDermott, considerato il vero e proprio fautore degli omicidi, fu stabilita la pena di morte per impiccagione, mentre per Grace Marks si concordò per una condanna all’ergastolo, non senza aver prima scontato parte della sua pena in un manicomio per poi trascorrere il resto del suo tempo in maniera esemplare nel carcere di Kingston. Nel 1872, dopo ben 29 anni di carcere in cui di lei erano stati fatti tanti ritratti contrastanti, le venne concessa la grazia, fu liberata e si trasferì negli Stati Uniti. Dopo non si è saputo più nulla di lei.

Ne “L’altra Grace”, come anche nel romanzo, ci sono degli elementi che non fanno parte dello svolgimento reale dei fatti, ma che aiutano la narrazione a snodarsi e a costruire perfettamente i profili dei personaggi che si susseguono all’interno della vicenda. Innanzitutto Grace Marks, giovane bella e dall’aspetto enigmatico e impenetrabile, afferma di non ricordare nulla del momento in cui gli omicidi sono stati consumati; McDermott fornisce versioni contrastanti che dipingono Grace ora come l’istigatrice degli omicidi, ora complice suo malgrado.

L'altra GraceIn questa versione della Atwood troviamo la presenza di un medico, Simon Jordan, che tramite i pochi e primordiali studi di psichiatria di cui è lui stesso inesperto, spinto da un comitato di metodisti che vogliono la liberazione di Grace e dimostrarne dunque l’innocenza, prova a far riemergere i ricordi della donna dalla quale si scopre poi pericolosamente attratto. Dal racconto di Grace, emigrata dall’Irlanda del Nord verso il Canada quando aveva solo 12 anni, emerge il suo passato di dolore, privazioni, sofferenze e abusi all’interno di una società maschilista, bigotta e ingiusta che non si risparmia di essere anche spesso e volentieri crudele e di godere delle sofferenze degli altri, specialmente delle donne. Tuttavia emerge anche la personalità oscura della detenuta, indecifrabile, ma allo stesso tempo ambigua in cui la rabbia repressa per le ingiustizie subite gioca un ruolo fondamentale. Paura, curiosità e attrazione diventano un tutto indissolubile nel quale è difficile potersi orientare.

I temi affrontati nella serie “L’altra Grace”, nonostante il romanzo sia ambientato in un’epoca molto distante dalla nostra, sia nel tempo che nello spazio, sono attualissimi: la religione, la contraddittorietà che caratterizza le società umane, la condizione della donna e la considerazione della scienza, in cui oltre a pratiche meramente mediche e scientifiche si mescolano pratiche dal carattere spiritualistico come l’ipnosi, il mesmerismo e il paranormale, confuse con la psichiatria che all’epoca era ancora alle origini. In molti casi non vengono posti filtri alla trattazione di questi temi, le scene diventano nude e crude, rese in modo così realistico da suscitare un puro senso dell’orrido.

L'altra GraceL’adattamento de “L’altra Grace”, così come il romanzo, non fornisce una risoluzione di quello che diventa a tutti gli effetti un giallo, un mistero da risolvere. La questione rimane aperta e le soluzioni sono molteplici, senza che nessuna risulti più valida e possibile di un’altra. La malattia mentale, il paranormale e la messa in scena diventano tutte soluzioni possibili che lasciano una sensazione di dubbio e incertezza sulla propria capacità di comprendere ciò che accade, in particolare nell’ultimo episodio in cui i fatti dovrebbero “sbrogliarsi”. Ciò nonostante, forse è proprio il fatto di non avere una vera e propria soluzione che rende questa storia così unica. Un giallo atipico che non pretende di propinare una verità, ma di far comprendere che a volte la verità è solo una chimera.

Se avete guardato la serie tv “L’altra Grace” fateci sapere cosa ne pensate!

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Barbara Rita Corvasce
Barbara Corvasce è nata nel 1992. Ha conseguito la maturità socio-psico-pedagogica presso l'IISS "Scipione Staffa" nel 2010 con il massimo dei voti. Attualmente è laureanda in Cultura letteraria dell'età moderna e contemporanea; da Febbraio 2014 collabora come redattrice di cultura e attualità presso la testata telematica Barletta News e ha conseguito il titolo di Giornalista Pubblicista nel Giugno 2016.

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