L’Agorà: nel comitato di redazione il giornalista Nino Vinella

Come un segnale forte verso il Paese in queste ore di emergenza nazionale Covid-19, Archeoclub d’Italia si avvia alla tappa conclusiva del proprio cammino quale storico sodalizio e moltiplica il proprio impegno associativo riproponendosi sul panorama editoriale italiano con la nuova rivista “L’Agorà”(disponibile su carta stampata e sul web) dopo settimane di accurato lavoro nell’impaginazione grafica, nei contenuti divulgativi e giornalistici, nella diffusione. Nel Comitato di Redazione figura, quale componente per la Puglia, il giornalista Nino Vinella di Barletta.

Cinquantadue pagine, tiratura 5.000 copie, periodicità trimestrale con quattro uscite annuali previste e due uscite speciali –coordinate da un comitato scientifico nominato ad hoc –con approfondimenti nei temi legati ai Beni Culturali, Ambientali, Artistici ed Etno-antropologici. Sulla base di questo variegato profilo multidisciplinare e pur nell’attuale, critica situazione, per il doveroso rispetto di severe regole governative, il cosiddetto “numero zero” sta arrivando anche attraverso il volontariato dei Soci e delle duecento Sedi territorialmente dislocate in tutta Italia. 

“Appartenenza e coesione. Questo, è il carattere che vogliamo dare al nuovo ciclo dell’Archeoclub d’Italia” scrive nella nota introduttiva il Presidente nazionale Rosario Santanastasio. Lo vogliamo fare, proprio a partire dal sentimento di appartenenza, verso un progetto culturale che ha segnato le nostre storie, quella di questo Paese e del nostro patrimonio culturale per cinquant’anni. Raccontare chi siamo, le nostre idee, l’impegno per la salvaguardia della memoria storica, per l’ambiente, per l’arte, per i paesaggi. Vogliamo narrare sia le tante conquiste ottenute, che le difficoltà che ancora dobbiamo affrontare, per “educare” le nuove generazioni a riconoscere la bellezza, per costruire un futuro possibile, per coltivare la felicità”.

Antonio Ribezzo firma come direttore editoriale L’Agorà: “Fare comunicazione, ovvero l’artedi farsi ascoltare. L’obiettivo di fondo, nel nostro caso, è anche quello di favorire l’organizzazione centrale e locale nel raggiungimento della sua missione, ovvero dei suoi fini istituzionali, che è quella di diffondere e migliorare la posizione del sodalizio nella società moderna per il bene comune”.

In sommario: Politica associativa ed attività future. A pochi mesi dal mandato. La voce del Presidente (a cura di Rosario Santanastasio); Editoriale. Fare comunicazione, ovvero l’arte di farsi ascoltare (Antonio Ribezzo); Noi siamo perché eravamo, noi non saremo se non fossimo stati (Fortunata Flora Rizzo, Vice Presidente nazionale); Servizio Civile, un’opportunità da cogliere (Pietro Cirigliano); L’importanza di una strada: L’Appia antica tra Taranto e Brindisi (Barsanofio Chiedi); Architettura e paesaggio: importanza ed implicazioni (Francesco Finocchiaro). Edificio di culto, codice del territorio: Beni ecclesiastici e liturgici (Claudio Lo Monaco); Il Concorso di fotografia nazionale su beni di interesse minore (Vincenzo Fundone); Marenostrum, come e perché (Filippo Avilia); Celebrazioni di Papa Sisto (Umberto Guerra); Archeoclub d’Italia e la Riforma del terzo settore (Luigi Fallica); Verso i 50 anni Archeoclub d’Italia 2021: aspettando il giubileo di Archeoclub (Giulio De Collibus, Presidente Onorario); Protezione civile e tutela dei beni culturali (Mariano Barbi); Fra gli eventi: Audizione del 28 novembre 2019. Archeoclub d’Italia invitata al Senato.

Fra i Collaboratori: Alessandro Bencivenga (Abruzzo), Vincenzo Fundone (Basilicata), Carmine Nigro (Calabria), Francesco di Cecio (Campania), Aniello Langella (Friuli V. Giulia), Susanna Viganò (Lombardia), Francesco Valente (Molise), Umberto Guerra (Sardegna), Francesco Russello (Sicilia), Evita Ceccarelli (Toscana), Valeria Paoletti (Umbria), Gerolamo Fazzini (Veneto).

Nel Comitato di Redazione figurano: Alessandro Bencivenga (Abruzzo); Pietro Cirigliano (Basilicata); Mariano Barbi, Francesco Di Cecio, Angelo Moscolo, Susy Pepe (Campania); Franco Colombo (Lombardia); Gerolamo Fazzini (Veneto); Francesco Finocchiaro (Sicilia); Claudio Lo Monaco (Lazio); Valeria Paoletti (Umbria); Nino Vinella (Puglia).

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