L’Accordo di Partenariato Italia 2014-2020: che cos’è e perché è così importante

Mi viene in mente un colloquio avuto con un esponente della politica regionale nel lontano 1999, quando si seppe con certezza che la Puglia, già allora in bilico per quanto riguarda la fruizione dei Fondi strutturali europei (ricordo che queste risorse sono riservate alle Regioni che hanno un PIL inferiore al 75% della media comunitaria), sarebbe rientrata ancora una volta nel novero delle Regioni beneficiate dai Fondi. Mi disse di essere combattuto tra il suo ruolo di politico e quello di cittadino. Se infatti non poteva non gioire, da politico, per la considerevole quantità di risorse finanziarie straordinarie da investire sul territorio regionale ancora per altri sette anni (2000-2006), al tempo stesso doveva prendere atto, da cittadino, che gli interventi supportati già da dieci anni dai Fondi strutturali (dal 1989, per la precisione) non avevano prodotto quel salto di qualità in grado di aumentare il prodotto interno lordo regionale, che è l’obiettivo principale delle risorse europee e che la Puglia era ancora nella condizione di territorio da sostenere.

Le stesse considerazioni le ho sentite ripetere nel 2006 (periodo di programmazione 2007-2013) e presumo che qualcosa del genere verrà detta da qualcuno anche stavolta. Sta di fatto che anche per il prossimo periodo 2014-2020 la Puglia è entrata a far parte delle Regioni del c.d. “obiettivo convergenza”, il che significa ancora un volume considerevole di risorse finanziarie in gran parte di provenienza europea anche per il prossimo settennio. Allora, astenendoci da ulteriori commenti e valutazioni contrastanti, vediamo i fatti.

Dopo la prima proposta del Governo Italiano, risalente ad aprile 2014, seguita dai rilievi della Commissione Europea e dalla successiva redazione di una nuova versione (luglio 2014) che teneva conto di tali rilievi, a fine ottobre dello scorso anno è stato definitivamente avallato da Bruxelles l’Accordo di Partenariato 2014-2020 per l’Italia (di seguito A di P.). Esso, a sua volta nell’ambito della strategia Europa 2020, costituisce quindi il quadro di programmazione nazionale dei Fondi strutturali europei e ad esso dovranno fare riferimento tutti i programmi operativi delle Regioni che si occuperanno di pianificare gli interventi per lo sviluppo da finanziare con risorse in gran parte comunitarie.

Perché parlarne ora?

La ragione è piuttosto semplice e facilmente comprensibile per tutti: se infatti l’A. di P. è il quadro di riferimento nazionale dei Fondi, conoscendolo è possibile individuare fin da ora, sia pure in generale, gli obiettivi e le priorità verso cui si dovranno indirizzare le misure su cui le Regioni (compreso ovviamente la Regione Puglia) stanno lavorando nell’elaborazione dei loro programmi operativi (di seguito P.O.). Questo può consentire di incominciare a mettere le proprie problematiche, sia che si tratti di un Ente pubblico o di un soggetto privato, in relazione con le direttrici delle opportunità di finanziamento.

In altri termini, se un Comune, per esempio, avesse la necessità di effettuare spese finalizzate ai trasporti locali o allo smaltimento dei rifiuti, potrebbe fin da ora provare quantomeno a vedere se c’è una possibilità. Lo stesso vale per una impresa privata intenzionata ad effettuare investimenti di diversa natura per lo sviluppo aziendale. Naturalmente bisognerà poi aspettare il P.O. della Regione, che declinerà nel dettaglio le misure da adottare nel proprio territorio, ma poiché esse non potranno in ogni caso andare fuori dal quadro di riferimento nazionale di cui si sta parlando, una prima idea è possibile farsela subito.

La seconda parte domani…

 

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