Nella bella cornice del Salone Internazionale del Libro di Torino, svoltosi dal 10 al 14 maggio 2018, l’avv. Domenico Carpagnano, intervistato dal suo editore, Jean Luc Bertoni, ha presentato nello Stand della Regione Umbria il suo ultimo romanzo La verità comoda, un thriller ambientato a Perugia nel quale l’autore, senza pretese didascaliche, ha affrontato il tema del pregiudizio, sottolineando come, talvolta, questo possa far preferire una verità che sia in linea con i propri convincimenti, piuttosto che quella che in qualche modo possa metterli a soqquadro.

Ne “La verità comoda”, Carpagnano, con un romanzo di genere, non si è limitato a raccontare una storia piena di colpi di scena e di personaggi, le cui vite finiscono per intersecarsi, ma ha preso per mano il lettore, per dimostrargli che, quando giudichiamo qualcuno, se vogliamo evitare di sbagliare, non possiamo limitarci ad affidarci a ciò che appare verosimile.

Trama: Nella discarica di Pietramelina a Perugia viene ritrovato il cadavere di una ragazzina che, secondo il medico legale intervenuto sul posto, sembrerebbe deceduta per strangolamento. A scoprirlo è stata una piccola rom, intenta a frugare tra i rifiuti, alla ricerca di qualche oggetto utile da riciclare. Purtroppo la vittima non ha nulla addosso che possa aiutare gli inquirenti ad identificarla, né chi l’ha rinvenuta è in grado di riferire particolari utili per scoprirlo. Poiché nei giorni successivi non si fa avanti nessuno per denunciare la scomparsa della ragazzina, le indagini procedono a rilento. Ma, proprio quando il commissario Anselmi, responsabile della squadra omicidi della Questura di Perugia, è ormai convinto che, senza ulteriori novità, il caso sarebbe rimasto insoluto, una serie di fortuite circostanze gli consentono, prima di identificare la vittima e poi di mettersi sulle tracce dell’assassino. “La verità comoda” è un thriller sul pregiudizio e su come, molto spesso, si sia disposti ad accettare come veri dei fatti piuttosto che altri, soltanto perché confermano le nostre convinzioni oppure perché evitano che al dolore si aggiunga altro dolore.

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