La Storia, gli Storici… e gli Storiografi – Parte I

Caleidoscopio di invenzioni e incompetenze

 

Non saranno in molti quelli che conoscono Michael Keyes ma lo scrittore irlandese nel suo volume “Sulle tracce del passato – Il dilemma dello Storico” fa un’affermazione che lascia pensare parecchio e genera dubbi sulla percentuale di veridicità presente nei racconti degli storici di ogni epoca e posizione geografica e cioè:  “ …Gli storici prendono dal passato solo ciò che si addice ai propri fini ”.

Convinzione, quella del Keyes, che in pochi, parliamo degli storici, condividerebbero e questo perché andrebbe a distruggere l’enorme castello, da loro costruito in migliaia di anni, nel quale viene custodita la “verità” sulla storia con la “S” maiuscola.
Ultimo in ordine di tempo di questa anomalia temporale (la vogliamo chiamare così ?) è lo scoop storico, più che giornalistico, dell’ennesimo rinvenimento dei famosi diari di Mussolini ( ma che grafomane il Duce !!).

Gli addetti ai lavori, e parliamo dell’esercito di “storici” che di giorno in giorno ingrossa le proprie fila in maniera indiscriminata e soprattutto autoreferenziale, si sono subito lanciati, come era più che prevedibile, in una disputa sull’autenticità dei diari e come nello sport, immediatamente, si sono divisi in Coppiani o Bartaliani, dimostrando come la storia non è mai una, basata sui fatti e soprattutto sugli atti ma aleatoria, plasmata secondo le inclinazioni personali (sociali e politiche) e figlia di un copia-incolla a volte veramente insopportabile.

Dobbiamo anche riconoscere che lo storico deve necessariamente essere selettivo in quanto sarebbe impossibile ricreare il passato nella sua interezza ma è altrettanto utile capire quale siano le motivazioni che inducono gli addetti ai lavori a scegliere o ignorare determinate testimonianze o atti ufficiali. Volendo schematizzare il tutto potremmo affermare che è compito dello storico studiare gli avvenimenti del passato e riordinarli cronologicamente. Ma quando mai !
Ho sempre cercato, negli ultimi 40 anni, di occuparmi di piccoli problemi e difficilmente mi ha sfiorato l’idea di cimentarmi in ciclopici reportage come la veridicità dei vangeli apocrifi o dei diari di Mussolini (troppo irriverente come paragone ?).

Tra queste piccole domande passatemi per la testa da un po’ di tempo, c’è quella del perché tanti errori (si lascia sempre il beneficio del dubbio) ripetuti nel tempo su cognomi, nomi e professioni. Naturalmente non stiamo parlando di sviste materiali come pubblicare un libro riportando il nome del “protagonista” errato nella sua ultima vocale (il gesuita barlettano Giuseppe Filograsso e non Filograssi), bensì degli “errori”, strani ed ingiustificati, che compaiono nei lavori di storici e non. A valutarli bene appaiono, in moltissimi casi, volontari in quanto, con un po’ di applicazione in più e una telefonata all’ufficio competente, sarebbero facilmente eliminati.
E’ da diverso tempo che ci battiamo per “correggere” alcune semplici sviste che in altri contesti potrebbero passare inosservate ma, adottate da enti pubblici o da mezzi di comunicazione, diventano effettivamente non scusabili…

 

A domani per la seconda parte…

 

 

 

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Michele Grimaldi
Michele Grimaldi, nato a Barletta il 28 gennaio 1958. Archivista di Stato, Responsabile della Sezione di Archivio di Stato di Barletta, in servizio nel Ministero dei Beni Culturali dal 1978, ha svolto negli anni un’intensa attività di riordino, ricerca e divulgazione di archivi pubblici e privati, Nel 1977 si diploma presso il Liceo Classico “Alfredo Casardi” di Barletta e nel 1980 consegue il diploma in Archivistica, Paleografia e Diplomatica presso l’Archivio di Stato di Bari. Ha curato, diretto e coordinato l’allestimento di numerose mostre, alcune a carattere scientifico, altre dai temi più didattici e nella scelta dei temi di rilevanza regionale e nazionale ha tenuto presente gli orientamenti storiografici più recenti, considerando gli appuntamenti con la storia forniti dalle ricorrenze di vari avvenimenti o dalle celebrazioni di personaggi famosi che, al di là delle manifestazioni celebrative, hanno fornito l’occasione di rivisitare criticamente il passato. Tra le più significative, “Barletta tra il grano e la sabbia. I progetti per il porto” (ottobre 1982), “L’Archivio che Verrà” (Barletta 2010) e quelle relative alle manifestazioni organizzate per il Centenario dello scoppio del 1° Conflitto Mondiale. Il 2014 “Spunti di ricerca storica per le celebrazioni nella Provincia Barletta Andria Trani del Centenario della Prima Guerra Mondiale” e nel 2015 “L’Italia chiamò – Barletta e la Grande Guerra”. Componente della redazione giornalistica del mensile di cultura, informazione ed attualità “Il Fieramosca” edito a Barletta, per il quale cura, in particolare, una rubrica di storia locale. È inoltre componente del consiglio direttivo della Associazione Nazionale Archivisti Italiani – Sezione di Bari e socio ordinario dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano - Comitato provinciale di Bari.

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