La storia di un anno di Giuliana Damato

Un dato è ormai certo. Nel nostro Paese la democrazia rappresentativa non funziona più, è in crisi. Lo scollamento tra politica e cittadini aumenta in maniera esponenziale, le occasioni di confronto, dialogo, incontro tra elettori ed eletti nonché di coinvolgimento dei cittadini nella conduzione della vita pubblica sono tutt’altro che frequenti. E’ necessario, dunque, creare momenti di aggregazione, di interfaccia con il politico di prossimità che funga da collettore tra le istituzioni e la cittadinanza.
La politica ha, dunque, oggi, come non mai prima d’ora, l’esigenza di riaprire un canale di interlocuzione con i cittadini, di connettersi e calarsi nei bisogni della collettività, di avviarsi ad un confronto-scontro con la sfiducia degli elettori verso le Istituzioni, di parlare loro attraverso il linguaggio della trasparenza.
E’ questo lo spirito dell’iniziativa messa in campo da Giuliana D’Amato, consigliere comunale in carica, eletta tra le fila del partito democratico, durante l’ultima tornata elettorale che ha decretato Pasquale Cascella alla guida della città della disfida, quale sindaco.
L’occasione è, difatti, duplice: fare il punto della situazione ad un anno dalla sua investitura, promuovere un incontro senza filtri con tutta la cittadinanza e non solo con i suoi elettori.

Si presenta, dunque, la consigliera D’amato, rompe il ghiaccio, non riuscendo, di primo acchito, a superare la palpabile apprensione e l’imbarazzo di chi come lei si apprestava ad affrontare, a viso aperto, i numerosi cittadini che hanno accolto il suo invito riversandosi presso l’area antistante la libreria Einaudi, individuata quale luogo per lo svolgimento dell’evento.
Compiuti i ringraziamenti di rito, nei confronti e degli elettori che le hanno accordato il consenso consentendole di approdare in consiglio comunale e del suo partito di riferimento nonché di alcuni tra gli esponenti dell’opposizione presenti, la D’Amato compie un excursus dettagliato in merito alla sua attività che l’ha vista promotrice non solo di interrogazioni consiliari ma anche di richieste e segnalazioni di intervento rivolte direttamente all’amministrazione, nell’espletamento del suo ruolo di rappresentante dei cittadini nelle istituzioni.
Corposa l’attività illustrata dalla consigliera e messa in campo nel suo primo anno di mandato. Riavvolge il nastro, dunque, la D’Amato e ripercorre le tappe del suo percorso sin dal suo insediamento in consiglio comunale. Le interrogazioni che portano la sua firma, hanno affrontato temi importanti che da sempre stanno a cuore ai cittadini di Barletta, quali:
la questione relativa al servizio comunale per l’integrazione scolastica e sociale extrascolastica dei diversamente abili, questione che ha trovato riscontro nell’invio degli educatori presso le scuole, passando per quelle, ancora aperte, quindi, ancor prive, allo stato, di adeguata soluzione, quali: quella afferente il piano comunale delle coste unitamente alla richiesta di provvedimenti urgenti in merito all’ ASP casa di riposo “Regina Margherita” nonché a quella di approfondimenti sull’isola ecologica (centro comunale di raccolta rifiuti) via dei salici-via degli ulivi, senza trascurare l’annosa e preoccupante situazione relativa alla progettazione e realizzazione delle urbanizzazioni primarie nuova 167, giusto per citare le problematiche di maggior interesse per la cittadinanza.

I suoi oneri non hanno trascurato anche l’attività extraconsiliare di recepimento delle istanze dei cittadini, quali la richiesta- intervento urgente di derattizzazione relativamente alla nuova zona 167, la quale ha trovato accoglimento il giorno successivo all’inoltro della medesima.
Una attività, dunque, la sua, condotta in modo trasversale e attraverso il ruolo istituzionale e in qualità di cittadino sensibile alla risoluzione di problematiche, le quali, in realtà, dovrebbero rientrare nell’ambito dell’ordinaria amministrazione ma le cui richieste, per addivenire ad una soluzione rapida, sono, di fatto, puntualmente disattese a tal punto da richiedere l’intervento di un esponente politico per trovare accoglimento.
Conclusosi il momento dedicato alla rendicontazione della attività istituzionale della cosigliera, l’incontro pubblico è proseguito con il contributo offerto dall’eurodeputata Elena Gentile, invitata per “alzare il livello della discussione e consentire di creare un ponte di collegamento tra le Istituzioni locali e quelle europee” ( cito testualmente le parole della consigliera).
La introduce, la D’Amato, rivolgendole parole di affetto che vanno oltre la mera condivisione con la stessa di una visione politica che, per l’appunto, le accomuna.

Un intervento in chiave polemica, quello con cui esordisce l’eurodeputata, che affronta i temi scottanti e della partecipazione dei cittadini alla politica e del significato di democrazia che ormai si è affermato nel nostro Paese.
A tal proposito, Elena Gentile pone l’accento in modo duro e deciso sullo scandalo che si è consumato nel nostro parlamento italiano che si è adoperato “con solerzia ed efficacia” per privare i cittadini del diritto-dovere di eleggere i propri rappresentanti istituzionali, nonché sull’indecoroso spettacolo, offerto dalla politica nelle ultime settimane, in merito alle modalità di elezione dei presidenti delle amministrazioni provinciali.
Punta il dito l’eurodeputata, dunque, contro il sistema che sta “mortificando” la democrazia e la partecipazione della comunità alle scelte fondamentali che afferiscono alla vita e al futuro della stessa e che, inevitabilmente, sono condizionate dall’agire politico.
Insiste la Gentile sull’importanza di ”rimettere al centro dell’azione politica il cittadino nonchè sulla necessità di instaurare un rapporto sinergico tra gli eletti, democraticamente individuati ( sottolinea prepotentemente, la gentile) e gli elettori”.

Non risparmia parole di aspra critica neanche nei confronti della legge elettorale proposta dal governo e, con premura, mette in guardia i cittadini sulla assoluta esigenza di “tenerla sotto osservazione”.
Non si sottrae, inoltre, nel contestare la legge di riforma sulla abolizione delle province che , di fatto, non le ha soppresse, anzi ha consentito, artatamente, il moltiplicarsi delle poltrone disponibili.
Offre validissimi spunti di riflessione, la Gentile, su tutti i temi caldi che stanno appassionando il dibattito politico da alcuni mesi a questa parte.
“Il tempo dei campanilismi è finito –conclude l’eurodeputata- la politica deve connettersi ai territori, non può lavorare avulsa dagli stessi. La politica deve, dunque, intrecciarsi intorno al tema dei diritti e della dignità delle persone”, in uno, mi permetto di aggiungere, deve riappropriarsi del suo ruolo principe.
“Politica vuol dire realizzare” diceva Alcide De Gasperi e questo non è mai stato così vero come lo è oggi.

La crisi che sta interessando il nostro Paese non afferisce solo all’economia ma ha intaccato soprattutto la fiducia che il cittadino riponeva nelle istituzioni, nella politica, nella democrazia.
Occorre riconquistare questa fiducia e bisogna farlo con la consapevolezza che l’agire politico deve proiettarsi unicamente verso la valorizzazione delle idee e la realizzazione del bene comune senza prescindere dal coinvolgimento della collettività alla vita dell’amministrazione della cosa pubblica, anzi individuando nell’interesse collettivo la priorità delle proprie scelte.

Pur avendo apprezzato nonchè in larga parte condiviso e il percorso politico all’interno delle Istituzioni della consigliera Giuliana D’Amato e il contributo offerto alla città della disfida dall’eurodeputata Elena Gentile, da cittadino non posso esimermi dal rilevare che è mancato il momento di confronto e di interazione con la cittadinanza, sicuramente accorsa poichè desiderosa di rendersi attivamente protagonista di uno scambio dialettico con i propri rappresentanti. L’auspicio è che tale suggerimento sia fatto proprio, per il prosieguo, dagli esponenti politici della nostra città, al di là del colore di appartenenza, affinchè possa essere saziata la sete dei cittadini di sentirsi realmente protagonisti delle sorti del proprio futuro. L’appello che sommessamente mi permetto di rivolgere è quello di alimentare fattivamente un canale diretto di comunicazione con i cittadini, privilegiandone soprattutto l’ascolto della loro voce, affinchè questa non resti, così come ho già avuto modo di rilevare attraverso il mio scrivere, “una vox in deserto clamantis”.

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Patrizia Corvasce

Patrizia Corvasce, classe ’72.
Maturità classica. Giornalista pubblicista iscritta all’Ordine dei Giornalisti della Puglia dal 1° febbraio 2016. Appassionata di diritto, teatro e politica. Già consigliere comunale. Attualmente collabora con la testata giornalistica telematica Barletta News occupandosi prevalentemente di approfondimento politico. Crede che la libertà di stampa dipenda soprattutto dalla volontà di fare informazione libera.

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