La Scuola “scopre” l’Archivio di Stato – Parte II

Le nuove generazioni e l’innovativo metodo di intendere la storia

Progetto della S.M. De Nittis dell'anno scolastico 2005-2006Dopo l’esperienza dell’anno scolastico 2005/2006  che ha visto l’Archivio di Stato di Barletta ospitare 18 classi, per lo più terze medie della “Giuseppe De Nittis” di Barletta, le quali hanno lavorato sul tema  “Ricerca storica e Rifondazione della Patria – Barletta tra ‘800 e ‘900:documenti e immagini”, gli anni successivi il numero delle classi è salito a 35 (quasi 600 ragazzi !) e il periodo sul quale si sono puntati gli “obiettivi” è stato quello relativo al ‘600 e ‘700, secoli questi che hanno interessato gli alunni delle seconde classi le quali poi, in maggioranza, hanno affollato i locali dell’archivio, visto che il loro programma di storia comprendeva proprio quel periodo storico.

La parte del leone l’ha svolta naturalmente l’argomento relativo alla peste, epidemia che nella nostra Città, proprio in quei periodi ha mietuto migliaia di vittime.   

Ambientando la storia nei luoghi dove effettivamente si sono succeduti gli avvenimenti, come è dimostrato dalla lettura di un documento, si mantiene un forte aggancio con il territorio valorizzandolo dal punto di vista narrativo dato che i personaggi dei quali si racconta sono nostri antenati. Va da sé che punto di fondamentale importanza risulta l’aggancio della fonte archivistica al territorio stesso.

Gli obiettivi a cui è stato finalizzato il progetto di collaborazione tra l’Archivio di Stato e le Scuole Medie di Barletta possono essere  principalmente tre.

In primo luogo il progetto intende avvicinare i ragazzi all’archivio e al documento attraverso un linguaggio adatto alla loro età e conoscenze storiche e in grado di catturarne l’attenzione e stimolarne la curiosità, fornendo nel contempo agli insegnanti supporti per la propria attività didattica.

VotoSi propone quindi di fornire ai giovani allievi nozioni “tangibili” sui vari fenomeni succedutosi in quegli anni e tra questi un vero e proprio atto notarile con il quale l’Università (Città n.d.r.) di Barletta, ormai decimata dalla peste, e impotente davanti a tale distruzione, chiedeva aiuto all’Altissimo affinché intervenisse.  Per ingraziarsi la benevolenza divina, il Sindaco Marco Antonio Bonelli  il 26 luglio 1656 si recava da un notaio e rogava un atto con il quale affermava che “…avendo cominciato a sentire questa città la mano della Divina Giustizia, che col flagello del contagio ha dato principio d’alcuni giorni in qua punire i nostri peccati e scelleraggininoi Sindaco, Eletti e Deputati in nome di tutto il Pubblicofacciamo voto e giuriamo di far fabbricare un trofeo delle divine misericordie,acciò sia questa Città libera dal contagio:una Cassa o urna d’argento di valore di scudi duecento, nella quale si debba portare in processione per la città il Santissimo Sacramento il Venerdì Santo a sera”.

“Il contratto” stipulato dal Sindaco a nome della Città ebbe effetto e la peste fu ancora una volta fermata.

Il rendere partecipi i ragazzi di questo avvenimento attraverso un vero e proprio atto non ha, come fine ultimo, solo quello di raccontare un momento della storia cittadina, bensì far conoscere il perché si era sviluppata quella epidemia, narrando quali erano le condizioni igienico – sanitarie e abitative dei barlettani nella metà del 1600.

Come è facilmente intuibile, in questo contesto si è cercato di inserire una fase di sperimentazione che ha come punto di partenza e momento centrale del percorso formativo di avvicinamento dei ragazzi ad un istituto culturale, una visita all’Archivio di Stato alla scoperta del fondo nel quale è conservato il documento che ha offerto lo spunto per la ricostruzione di un periodo storico particolare e nel corso dell’ “esplorazione” i giovani hanno avuto la possibilità di prendere visione diretta del documento e di altri atti, disegni, piantine e progetti relativi ai più svariati argomenti tra i quali uno in particolare che interessava la propria scuola e cioè la situazione dell’edilizia scolastica a Barletta, la progettazione e la successiva costruzione di edifici scolastici.

A conclusione delle visite guidate, l’argomento che ha riscosso maggiore successo, come era più che prevedibile, è stato, senza ombra di dubbio, la ricerca delle proprie “origini” o se vogliamo più semplicemente la ricostruzione dell’albero genealogico delle proprie famiglie. L’argomento è stato tanto gradito che i ragazzi, in orari non scolastici, si sono recati numerosissimi presso la sede della Sezione di Archivio di Stato per continuare le loro ricerche, felici, una volta completato il lavoro, di mostrare ai propri parenti come i novelli Indiana Jones avevano ritrovato la loro Arca perduta.

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Michele Grimaldi
Michele Grimaldi, nato a Barletta il 28 gennaio 1958. Archivista di Stato, Responsabile della Sezione di Archivio di Stato di Barletta, in servizio nel Ministero dei Beni Culturali dal 1978, ha svolto negli anni un’intensa attività di riordino, ricerca e divulgazione di archivi pubblici e privati, Nel 1977 si diploma presso il Liceo Classico “Alfredo Casardi” di Barletta e nel 1980 consegue il diploma in Archivistica, Paleografia e Diplomatica presso l’Archivio di Stato di Bari. Ha curato, diretto e coordinato l’allestimento di numerose mostre, alcune a carattere scientifico, altre dai temi più didattici e nella scelta dei temi di rilevanza regionale e nazionale ha tenuto presente gli orientamenti storiografici più recenti, considerando gli appuntamenti con la storia forniti dalle ricorrenze di vari avvenimenti o dalle celebrazioni di personaggi famosi che, al di là delle manifestazioni celebrative, hanno fornito l’occasione di rivisitare criticamente il passato. Tra le più significative, “Barletta tra il grano e la sabbia. I progetti per il porto” (ottobre 1982), “L’Archivio che Verrà” (Barletta 2010) e quelle relative alle manifestazioni organizzate per il Centenario dello scoppio del 1° Conflitto Mondiale. Il 2014 “Spunti di ricerca storica per le celebrazioni nella Provincia Barletta Andria Trani del Centenario della Prima Guerra Mondiale” e nel 2015 “L’Italia chiamò – Barletta e la Grande Guerra”. Componente della redazione giornalistica del mensile di cultura, informazione ed attualità “Il Fieramosca” edito a Barletta, per il quale cura, in particolare, una rubrica di storia locale. È inoltre componente del consiglio direttivo della Associazione Nazionale Archivisti Italiani – Sezione di Bari e socio ordinario dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano - Comitato provinciale di Bari.

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