La Scuola “scopre” l’Archivio di Stato – Parte I

Le nuove generazioni e l’innovativo metodo di intendere la storia

Chi non ricorda l’immagine immortalata dall’irraggiungibile Totò che, in uno dei suoi tanti ed irresistibili films, interpretava la parte di un archivista comunale, titolo di studio licenza elementare, con le sue caratteristiche, quanto vere, mezzemaniche ( da qui il termine per individuare lo stereotipo di “impiegato” n.d.r.) il quale durante il suo lavoro si aggirava tra “montagne” di documenti impolverati, spesso quasi distrutti, cercando pratiche che quasi mai venivano trovate: bene quell’archivista preistorico , così eccellentemente rappresentato dal Principe della risata, si è estinto.

Al suo posto, da una trentina di anni a questa parte, si è “insediato” il nuovo archivista che è in possesso, almeno, di una laurea in lettere possibilmente con indirizzo “conservazione dei beni culturali”, ha dimestichezza con i più avanzati mezzi informatici (addio foglio di carta e penna  biro !) e non passa le sue sei ore canoniche di lavoro in bui depositi a sonnecchiare o a leggere quotidiani, bensì è più che mai pronto e preparato a rapportarsi con i più disparati tipi di utenza che vanno dal singolo che richiede il rilascio di una certificazione, a classi scolastiche, studenti universitari e veri e propri ricercatori che vogliono essere guidati alla scoperta della storia locale attraverso i documenti.

granosabbiaTutto questo perché, con la riforma del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, l’Archivio di Stato si dibatte tra l’aspirazione incessante, che è poi il suo compito principale, ad incrementare il proprio già cospicuo patrimonio e il difficile raggiungimento di un secondo, ma non meno importante, obiettivo  qual è la divulgazione e la valorizzazione del tesoro documentale in proprio possesso.

Si può far partire questa nuova dimensione dell’archivio, per quanto riguarda la Sezione di Barletta, dal 1980 allorquando fu organizzata e allestita nella galleria del teatro “G.Curci” la mostra documentariaBarletta tra il grano e la sabbia: I progetti per il porto”. Quella fu, praticamente, la prima volta che i barlettani ebbero l’occasione di ammirare una piccola parte del tesoro che per quasi due secoli era stato tenuto loro nascosto e cioè i documenti dell’archivio storico del Comune di Barletta.

Da quella mostra sono passati ben 34 anni e di attività di valorizzazione e didattica (così vengono chiamate le iniziative di divulgazione) se ne è svolta tantissima basti pensare alle interessanti collaborazioni con l’Università della Terza Età di Barletta con la quale si sono organizzate ed allestite mostre che hanno ricevuto un riscontro incredibile dal punto di vista numerico, qualitativo (tantissimi istituti scolastici in visita) e di gradimento.

Il Tempo e l'OraTra le altre ricordiamo “Il Tempo e l’ora”, “I luoghi dell’incontro” o di alcune che hanno avuto risonanza internazionale, visti i relatori provenienti da diverse parti del mondo, come “Gli Ebrei in Terra di Bari durante il Viceregno spagnolo”.  Sulla scia di quelle iniziative la Sezione di Archivio di Stato di Barletta ha aderito all’idea di collaborazione educativo – didattica propostagli dalle Scuole di Barletta, finalizzata ad avvicinare i giovani al mondo degli archivi ed indirettamente alla storia locale.

La prima esperienza tenuta durante l’anno scolastico 2005/2006 ed il successo riscontrato attraverso i commenti dei ragazzi e dei loro professori, ha confermato la convinzione che il rapportarsi con documenti che raccontano non solo la storia con la “S” maiuscola ma anche quella sicuramente più piccola ma più vicina alle persone utile a spiegare nei minimi dettagli come si viveva nei secoli passati, costituisca un eccellente strumento didattico per avvicinare i ragazzi al documento, all’archivio e alle testimonianze storiche in esso conservate, rendendo nel contempo l’apprendimento divertente e stimolante.  Tutto questo reso possibile dalla opportunità per i ragazzi di toccare materialmente con mano documenti che dichiarano la loro vetusta età che va da un minimo di 50 anni fino ai 500 e di conseguenza diventano base solida e concreta su cui impostare l’attività didattica.

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Michele Grimaldi
Michele Grimaldi, nato a Barletta il 28 gennaio 1958. Archivista di Stato, Responsabile della Sezione di Archivio di Stato di Barletta, in servizio nel Ministero dei Beni Culturali dal 1978, ha svolto negli anni un’intensa attività di riordino, ricerca e divulgazione di archivi pubblici e privati, Nel 1977 si diploma presso il Liceo Classico “Alfredo Casardi” di Barletta e nel 1980 consegue il diploma in Archivistica, Paleografia e Diplomatica presso l’Archivio di Stato di Bari. Ha curato, diretto e coordinato l’allestimento di numerose mostre, alcune a carattere scientifico, altre dai temi più didattici e nella scelta dei temi di rilevanza regionale e nazionale ha tenuto presente gli orientamenti storiografici più recenti, considerando gli appuntamenti con la storia forniti dalle ricorrenze di vari avvenimenti o dalle celebrazioni di personaggi famosi che, al di là delle manifestazioni celebrative, hanno fornito l’occasione di rivisitare criticamente il passato. Tra le più significative, “Barletta tra il grano e la sabbia. I progetti per il porto” (ottobre 1982), “L’Archivio che Verrà” (Barletta 2010) e quelle relative alle manifestazioni organizzate per il Centenario dello scoppio del 1° Conflitto Mondiale. Il 2014 “Spunti di ricerca storica per le celebrazioni nella Provincia Barletta Andria Trani del Centenario della Prima Guerra Mondiale” e nel 2015 “L’Italia chiamò – Barletta e la Grande Guerra”. Componente della redazione giornalistica del mensile di cultura, informazione ed attualità “Il Fieramosca” edito a Barletta, per il quale cura, in particolare, una rubrica di storia locale. È inoltre componente del consiglio direttivo della Associazione Nazionale Archivisti Italiani – Sezione di Bari e socio ordinario dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano - Comitato provinciale di Bari.

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