La Santa Pasqua scritta da un lettore

Giunge da un lettore una singolare riflessione sul periodo pasquale. È arrivata improvvisa e anche singolare. D’istinto la proponiamo ai nostri lettori con l’auspicio che ciascuno ne tragga la parte più nobile.

Il tempo è compiuto. Il passaggio dalla vita pubblica alla vita eterna sta per avvenire dopo anni di insegnamento, di discorsi tenuti in ogni dove, tra i ricchi ed i poveri: ora, se Colui che tanto ha dato viene messo a tacere, per Lui, parleranno le pietre. E tante ve ne sono, pronte a testimoniare quanto di giusto, sensato è stato raccontato, a volte chiosando contro coloro che volevano ribattere, farneticando una verità incompleta, per il proprio comodo, per via di un integralismo rigido, geloso, difendere tradizioni che invece andavano perfezionate secondo il disegno divino. Ma a tutto questo si è preferito accettare, con ipocrita abnegazione, quanto scritto con la mano dell’uomo, vanificando la lezione dello spirito, innalzando nello stesso tempo, ad insaputa degli stolti, quella gloria che è stata più volte rammentata nelle scritture, riferimento univoco per tutta l’umanità, indistinta, reietta, corrotta.

Cosa rimane, a noi, di questo tempo compiuto? Siam stati degni discepoli di un grande Maestro, oppure anche noi siamo vittime di un integralismo, pronti a difendere quanto di terreno abbiamo costruito, su falsi miti, falsi profeti, abbracciando la fede del relativismo? Questo è il tempo in cui le nostre coscienze si interrogano, cercando risposte che si abbarbicano più in scuse che in fatti concreti.

Pasqua, cioè passaggio: abbiamo avuto il coraggio di dare una svolta alla nostra esistenza, passando dall’inutilità di alcune nostre azioni a gesti che si ricollegano alla spiritualità del momento? Tra poco, le tenebre avvolgeranno la Terra, la tempesta farà udir la sua ira, la terra tremerà sotto i nostri piedi, i muri si squarceranno; dall’alto, all’auge del supplizio, una voce sfibrata dal dolore, ma traboccante di amore, profferirà “IL TEMPO E’ COMPIUTO”, quel tempo, durato, per noi, appena quaranta giorni, a cui eravamo chiamati a compiere tutto ciò che nei restanti 325 giorni dimentichiamo o rimandiamo, consci di poter rimediare quanto prima, dimostrando quanta inverecondia racchiude i nostri cuori, le nostre menti.

Il tempo è compiuto. Anche quest’anno. Non aspettiamone un altro, non riempiamoci della superbia che potremmo sempre porvi rimedio, perché, quel tempo, impassibile, potrebbe anche non passar più: il treno della salvezza, che da duemila anni, puntualmente perdiamo, potrebbe non più fermarsi.

Buona Pasqua a tutti.

 

Salvatore De Marco

 

 

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