La salsa a sfruttamento zero Netzanet verrà presentata oggi al Collettivo Exit

Riportiamo qui di seguito la nota stampa di Francesco Caputo, del Collettivo EXIT sulla presentazione, che avverrà oggi, del progetto Netzanet:

Una volta un mio vecchio professore di sociologia disse “il cibo è un atto comunicativo”. Affermazione quanto mai bizzarra, visto che la maggior parte di noi si limita spesso a guardare esclusivamente quello che si trova nel piatto, e anche molti di noi studenti all’epoca incassarono la boutade immaginando comicamente pietanze parlanti. Ma a ben guardare, la questione è ancora più complessa di quanto la frase citata suggerisca. Perché il cibo, l’alimentazione, è anche un rapporto sociale. Un rapporto tra chi e come lo produce, chi e come lo distribuisce, chi e come lo consuma, e tra questi e la rete di relazioni economiche, sociali, culturali del territorio in cui questi scambi avvengono. E dovrebbe essere chiaro quanto queste dinamiche possano pesare quando osserviamo i discorsi che vanno per la maggiori di questi tempi proprio riguardo all’alimentazione.

Basti pensare all’Expo di Milano e al caso Eataly del famigerato Farinetti; cementificazione, sfruttamento del territorio e sfruttamento dei lavoratori, precarietà, capitalismo predatorio, tutto ammantato dalla candida retorica sull’eccellenza italiana in fatto di cibo. È evidente come Il cibo in questo caso non sia mero nutrimento, ma il ceppo discorsivo e sociale tramite il quale il capitalismo finanziario genera disuguaglianze, disparità, schiavitù. Venerdì 5 dicembre vogliamo invece proporre un discorso del tutto alternativo, e mostrare come il cibo possa rappresentare la base di un nuovo modo, solidale, antirazzista, equo, di produzione e di socialità. Il progetto Netzanet, “libertà”, che verrà presentato in quella serata, è il tentativo da parte dell’associazione Solidaria, formata da migranti, lavoratori, studenti, precari  e disoccupati di slegare la produzione di cibo da una filiera caratterizzata da logiche di competitività e di sfruttamento, proponendo una nuova via.

Una via fatta di autoproduzione, di lotta al caporalato e allo sfruttamento, di distribuzione alternativa: una via che dal campo coltivato alla vendita diretta, passando per la trasformazione e l’imbottigliamento, vede migranti e italiani, disoccupati e precari lavorare insieme per produrre salsa di pomodoro a sfruttamento zero. Dall’acquisto della materia prima, da cooperative i cui lavoratori e lavoratrici braccianti siano retribuiti dignitosamente, fino alla distribuzione tramite canali alternativi quali i gruppi di acquisto solidale (GAS) o i mercati di autoproduzioni, la salsa Netzanet dimostra come sia possibile creare percorsi alternativi in questa crisi tramite l’autodeterminazione dei soggetti mediante forme di lavoro e di produzione che siano indipendenti dai ricatti dell’economia e che proponga nuove e più inclusive forme di socialità. Gli attivisti della rete solidaria verranno a presentarci in prima persona questo progetto, e in seguito avremo modo di assaggiare i loro prodotti durante una cena sociale a cui invitiamo tutti. L’appuntamento è presso la sede del collettivo Exit in Via Mariano Sante 37, Venerdì 5 Dicembre alle ore 19:00, e durante la serata sarà possibile acquistare direttamente le conserve e le bottiglie di salsa.

Francesco Caputo-Collettivo EXIT

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