La riforma degli ammortizzatori sociali del Governo, non convince Cgil Cisl e Uil

rsu

Con altri 678 milioni il governo prova a fronteggiare l’emergenza su cassa integrazione e mobilita’ in deroga nel 2014. I sindacati, però,non sono convinti. I primi giudizi sono positivi, anche perché si sana una situazione di difficoltà, ma le prospettive,al contrario, non lasciano intravedere niente di buono; anche perche’ “i criteri restrittivi potrebbero comunque compromettere la funzionalita’ degli ammortizzatori in deroga per contrastare la crisi”, come sottolinea Serena Sorrentino, della segreteria nazionale della Cgil. Da un punto di vista contabile, poi, l’esecutivo ha trovato le risorse prendendole dagli incentivi per l’occupazione e dalla formazione continua. “Appare quindi una forzatura – prosegue la dirigente sindacale – cio’ che afferma il ministro Poletti sul fatto che ci siano risorse in piu’”. Inoltre, aggiunge Sorrentino, “rimane pesante aver introdotto l’aumento dell’anzianita’ lavorativa per poter accedere agli ammortizzatori in deroga che penalizzera’ proprio quei contratti temporanei fortemente incentivati dal governo”.

La Cisl, con il segretario confederale Luigi Sbarra, fa notare che il decreto “ha accolto solo parzialmente le osservazioni critiche del sindacato”, e avverte: “La soluzione individuata sulla durata massima degli ammortizzatori in deroga (11 mesi per il 2014, 5 mesi per il 2015), se da una parte fa salvo il 2014, dall’altra non fa che rinviare l’emergenza al 2015, anno per il quale le previsioni economiche sono ancora negative”; se c’e’ “apprezzamento” per l’iniezione di risorse, c’e’ anche preoccupazione per le nuove “forti restrizioni” che “creeranno nel Paese e sopratutto nelle aree del Mezzogiorno problemi e tensioni sociali che il Governo sta sottovalutando”.
Anche la Uil teme “tensioni sociali”, soprattutto al Sud. E rileva che le misure di rifinanziamento annunciate dal Governo “per un verso rappresentano una vera e propria boccata di ossigeno”, ma che tuttavia – dice il segretario confederale Guglielmo Loy – “se osservate nel loro complesso” le misure varate “non sembrano risolutive e sufficienti per gestire la transizione verso un sistema di tutele di tipo universale”.
Mentre “e’ paradossale che si continui a indebolire, saccheggiandone le risorse, le poche misure di politiche attive presenti nel nostro mercato del lavoro”.

Commenta questo articolo

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here