La Regione Puglia contro l’ecomafia campana

“Azioni in danno a coloro che hanno determinato questa situazione in virtù del principio ‘chi inquina, paga’”

È del 24 aprile l’assurda notizia da noi riportata dove negativamente protagonista è la città di Ordona, presa di mira dall’ecomafia e diventata sito dello scarico illegale di 500mila tonnellate di rifiuti. 

Ne ha discusso, in un incontro ad hoc l’assessore regionale all’Ambiente Lorenzo Nicastro con i rappresentanti delle province di Foggia e Barletta-Andria-Trani, Comune di Ordona, Cnr, Arpa Puglia e Noe sulle risultanze ambientali dell’inchiesta Black Land nel territorio di Capitanata. Necessario, in virtù degli elementi emersi dall’informazione di garanzia che la Regione Puglia ha ricevuto come persona offesa, affrontare la questione in un tavolo comune di confronto che delineasse un percorso ed una definizione dei compiti per dare risposte ai cittadini di quel territorio che, legittimamente, si sentono minacciati da queste notizie.

In tempi rapidi, forse anche entro una settimana, la Puglia avrà un modello concettuale per la gestione degli interventi, cui farà seguito il progetto con richiesta, da parte del Comune di Ordona, di intervento finanziario alla Regione. Secondo fonti dell’Assessorato, le risorse saranno messe a disposizione immediatamente per le attività di caratterizzazione delle aree e per le necessarie indagini relative ad ipotesi di contaminazione dei suoli e della falda. Tutti questi elementi permetteranno di avere un quadro più puntuale della situazione con la possibilità di progettare interventi di innocuizzazione dei rifiuti.

Tuttavia – si fa comunque notare – se davvero i quantitativi in sito dovessero essere quelli di cui si parla, basandosi sulle prime stime, allora la Regione si avvarrà della possibilità, prevista dal decreto legislativo 152, di interessare il Governo nazionale cui, peraltro, notificherà sin da subito (tramite il Ministero dell’Ambiente e le Prefetture territorialmente competenti) tutti gli atti relativi agli interventi che verranno fatti. Sarà effettuata, inoltre, ogni azione in danno a coloro che hanno determinato questa situazione in virtù del principio ‘chi inquina, paga’.

 

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