La raccolta differenziata vista dai cittadini. Un sondaggio artigianale – Parte III

Dopo il mio articolo “La raccolta differenziata vista dai cittadini. Un sondaggio artigianale”, pubblicato in due parti il 15 e 16 ottobre su questa stessa testata, cittadini di diversi quartieri e di differente estrazione sociale hanno infatti segnalato altri aspetti problematici, che sento in qualche modo il dovere di rendere pubblici, non prima di avere ribadito le tre premesse  alla base di quell’intervento. Non volendo dare l’impressione di una interruzione, riprenderò le fila del discorso dal punto in cui era stato lasciato, anche nella numerazione dei problemi evidenziati.

10 – Orari di conferimento dei rifiuti

Molti cittadini lamentano il fatto che è troppo tardi conferire i rifiuti non prima delle ore 22,00. Tra questi i più infastiditi sono le persone che vanno a letto presto perché si alzano di buon mattino per motivi di lavoro, come anche gli anziani. Tra questi ultimi, quelli che vivono da soli si sentono particolarmente penalizzati. E se in estate la cosa è meno gravosa, col freddo dell’inverno (e il prossimo sarà il primo inverno per tutti) uscire dopo le dieci di sera per portare giù i rifiuti, se sarà irritante per tutti, per queste categorie di cittadini sarà anche oggettivamente difficoltoso. Non si può dimenticare il fatto che in precedenza l’ora per il conferimento era fissata alle 20,00, e lo stacco è davvero drastico. Si potrebbe esaminare la possibilità, come rimedio minimo, di far scattare l’ora solare anche per questo servizio, anticipando l’orario alle ore 21,00 almeno da ottobre a marzo. Non risolverebbe del tutto il problema, ma ne attenuerebbe l’impatto.

11 – Centro e periferia

I cittadini residenti in periferia sostengono che ci sia una diversità di trattamento rispetto alle zone centrali: mentre al centro si profondono maggiori risorse ed energie sia per la pulizia, sia per la vigilanza urbana, la periferia è meno curata. Questo aspetto rende la situazione ancora più difficile, alla luce del fatto che proprio nelle zone periferiche, e in particolare nell’anello più esterno della città (se si può dire, nella periferia della periferia) ci sono le aree dove si verifica, ad opera di non poche persone, lo smaltimento selvaggio e senza regole.

12 – Raccolta nei giorni pre-festivi

Il primo assaggio si avrà in occasione del 1° novembre (sabato e festivo). Non si potrà conferire né il venerdì precedente, in quanto pre-festivo, né il giorno stesso, in quanto pre-festivo rispetto alla domenica del 2. Fatti i conti, i rifiuti si potranno conferire soltanto giovedì 30 ottobre e poi domenica 2 novembre dopo tre giorni.

Ma il periodo più difficile sarà durante le feste natalizie, quando quasi la metà delle giornate non sarà disponibile, per giunta in un periodo in cui aumentano notevolmente i consumi e di conseguenza la quantità di rifiuti prodotti dalle famiglie. Ora, a quel che si dice, la BAR.S.A. sta mettendo a punto un piano straordinario per le feste, ma, visto che non c’è soltanto il Natale, ma anche le altre feste, religiose e nazionali, con pre-festivi che si susseguono, e che queste si ripetono tutti gli anni, non sarebbe bene pensare ad un insieme di regole valide per questi periodi?

Non è tutto. La sospensione della raccolta nei pre-festivi, è stato detto, dipende dal fatto che nei giorni festivi sono chiusi gli impianti di smaltimento. E allora, dicono molti, perché non approfittare, in quelle giornate, per raccogliere tutti quei rifiuti (cassette, lampadine, tecnologici, materiali casalinghi trasportabili come retine e materassi, oli esausti ecc.) che la BAR.S.A.  è in grado di stoccare nei propri centri di raccolta, senza costringere la gente ad andarci personalmente?

Queste le doglianze e, in qualche caso, le proposte alternative di molti cittadini, più o meno plausibili, giuste o sbagliate che siano. L’impressione che se ne ha è che non ci sia (o non ci sia ancora, speriamo di poter dire) una discussione seria e costruttiva su questi problemi, che sono di impostazione generale, e che non può essere limitata ad una segnalazione al numero verde, ammesso che qualcuno risponda. Non sembra esserci al momento neanche uno sforzo particolare per avviare il confronto, dove il segnale non può che arrivare inizialmente dal Comune e dalla BAR.S.A., cosa che auspico possa avvenire presto.

Dall’altra parte, la risposta a regole che possono apparire in taluni casi anche astruse e fastidiose, soprattutto a chi non è mai stato abituato a certi comportamenti, può essere soltanto quella di mettersi insieme affinchè esse vengano migliorate. Come tutti quelli della mia generazione che erano dei ragazzi negli anni ’70, ricordo che in alcuni casi la reazione a certi provvedimenti ritenuti, a torto o a ragione, sbagliati, era la “disobbedienza civile”, si chiamava così. Ma ora che facciamo? Rispondiamo con la disobbedienza incivile?

In un articolo di Barbara Rita Corvasce del 26 ottobre su questa testata, si fa riferimento al proliferare dei topi, ma anche di gatti e cani randagi, con conseguenti problemi igienici e di sicurezza, attratti dai rifiuti su strade e marciapiedi. Ora, mentre per i topi si fa la derattizzazione, non sono possibili (meno male) né “degattizzazione” né “decanizzazione”. Allora l’unica risposta è chiedere un servizio più a misura di cittadini utenti, in particolare per le categorie più deboli, ma nel frattempo rispettare le regole attuali, evitando di disseminare di immondizia strade e marciapiedi.

Se si lasciano in giro briciole e zucchero, non ci si può lamentare se c’è l’invasione delle formiche.

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