La Puglia Regione di eccellenza per il welfare

“La Puglia è una Regione che ha prodotto prassi di eccellenza sui temi del welfare” ha detto l’on. Giovanna Martelli, Consigliera Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, in visita oggi presso l’Assessorato regionale al Welfare a Bari alla presenza dell’Assessore regionale al Welfare Donato Pentassuglia, della Consigliera regionale di Parità Serenella Molendini e della struttura tecnica dell’Assessorato regionale al Welfare.

“Soprattutto – ha continuato Giovanna Martelli – ha un approccio culturale che è di eccellenza che è quello della programmazione partecipata, quindi dei territori che contribuiscono alla programmazione di sistemi di welfare e poi ha questo tema forte che entra in tutte le politiche e che è l’emancipazione dalle vulnerabilità e questo è un approccio sicuramente innovativo e di eccellenza”. Diversi i temi che il Dipartimento intende affrontare a partire dal nuovo assetto che ne vede Giovanna Martelli alla guida dall’ottobre di quest’anno: portare a compimento il lavoro sul piano antiviolenza, incidere sulle questioni del lavoro femminile, sulla tratta degli esseri umani e affrontare il filone trasversale della discriminazione. Intanto ancora troppo esigui saranno, anche per il 2015, i fondi complessivamente destinati all’antiviolenza: sono stanziati infatti circa 26 milioni di euro di cui 7 milioni vanno al sostegno alla gestione dei centri antiviolenza e 19 milioni di euro per il piano antiviolenza.

“Ed è proprio su quest’ultimo tema, alla vigilia della Giornata internazionale della lotta alla violenza contro le donne, che si sofferma la rappresentante del governo nell’incontro che si è tenuto stamani in via Gentile a Bari: “Bisogna puntare tutto su una governance forte che agisca su tre livelli – ha spiegato Giovanna Martelli – quello centrale, quello regionale e quello territoriale. Il secondo tema è quello della programmazione sul dato di realtà, con una banca dati che monitori il fenomeno reale, il terzo, la rete di protezione e il reinserimento delle donne vittime di violenza”. Oggetto del confronto anche il tema della presa in carico dei minori vittime di violenza, anche nella forma della violenza assistita e della necessità della collaborazione e della sinergia tra i diversi servizi. “Manca ancora al nostro Paese un passaggio fondamentale che è quello pedagogico – ha concluso Giovanna Martelli – ma manca soprattutto un’impostazione culturale che diminuisca il gap tra i rapporti di forza tra uomini e donne, specialmente nella sfera pubblica”.

                                                                                                             

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