“La Puglia dei Polacchi”, a Barletta conclusa con successo la mostra fotografica dopo la presentazione del libro

Terminata con successo, dopo la presentazione del libro “La Puglia dei Polacchi”, la mostra fotografica che ha raccontato alla cittadinanza barlettana (da domenica 23 dicembre a domenica 6 gennaio 2019 nelle vetrine di corso Garibaldi 87 – 89) la storia della comunità polacca in Puglia dal 1944 al 1946. L’esposizione, resa possibile grazie alla disponibilità dei locali da parte della famiglia Canfora, si è svolta promossa ed organizzata da Archeoclub d’Italia Onlus Canne della Battaglia Barletta e da Comitato Italiano Pro Canne della Battaglia sotto gli auspici del Senato (Ufficio cerimoniale di Palazzo Madama), Consolato della Repubblica di Polonia in Italia, Associazione culturale Piccola Polonia, Associazione Famiglie Combattenti Polacchi in Italia. L’allestimento è stato curato grazie alla cortese quanto generosa collaborazione della dell’impresa Edildetto Sas e di Pedico Arti Grafiche.

Il libro “La Puglia dei Polacchi” scritto da Gianluca Vernole e Zaneta Nawrot. Il volume (Aletti Editore, Collana “Gli emersi”, narrativa), frutto di anni nella scrupolosa ricerca di fonti e testimonianze inedite, ha raccolto in 362 pagine la storia del 2° Corpo d’Armata polacco del generale Wladyslaw Anders quando, nel dicembre del 1943, i soldati polacchi sbarcarono a Taranto e nessuno poteva immaginare quale profondo segno avrebbe lasciato la loro presenza nei cuori della generosa popolazione pugliese, combattendo valorosamente a fianco delle truppe alleate a Montecassino e nella battaglia di Ancona: una scelta formazione, un’armata che raggruppò gli esuli polacchi.

Terminate le ostilità, fu grazie al generale Anders come segnale forte di una futura unità nazionale nella madrepatria che nell’aprile ’45 si organizzarono proprio a Trani e Barletta due centri di raccolta, dove la W.R.S. – N.C.W.C. (War Relief Service – National Catholic Welfare Conference) cercava fondi per la propria opera caritatevole. Accadde così che, subito dopo la fine della seconda guerra mondiale quando, terminato il conflitto, i tanti polacchi in terra di Germania come prigionieri, operai o altro, passarono in Italia dove vennero diretti a Trani e Barletta a ridosso della 7a divisione fanteria del 2° corpo che stazionava nelle due città.

Da quest’attività nacquero spontaneamente, nello stretto ed amichevole rapporto di solidarietà vera e tangibile con la popolazione di Barletta, quelle forme di aiuto caritatevole e solidale che ancora oggi i più avanti negli anni fra i nostri concittadini ricordano come il “mercatino dei polacchi”: una serie di bancarelle allineate ordinatamente in quella che fu la parte iniziale di via XXIV maggio sottostante l’edificio scolastico Massimo d’Azeglio lungo i giardini di viale Giannone.

In quelle bancarelle si vendevano soprattutto abiti e indumenti usati, spesso di origine militare, dalla cui vendita si poteva liberamente ed umilmente contribuire al sostentamento dei connazionali polacchi che risiedevano nei quartieri militari ed avevano costanti relazioni sociali e civili con la gente barlettana. Questo spicchio di Polonia, a Barletta come altrove in Puglia (a Casamassima sorse il primo dei quattro cimiteri militari polacchi in Italia) generò una presenza ed una testimonianza: la piccola grande terra polacca “made in Puglia” fu battezzata proprio con un preciso nome della lingua polacca: “osiedle”, ovvero un’entità territoriale, la frazione di un comune urbano, generalmente di dimensioni medie o piccole. E Barletta ebbe l’onore ed il privilegio di ospitare nel proprio territorio comunale una “osiedle” stabilmente abitata da polacchi che spedivano e ricevevano lettere, corrispondenza, pacchi. Per questo, con delibera del comando del 2° corpo venne autorizzata ad emettere francobolli chiudi-lettera. La suddivisione dei ricavi doveva essere: 50% ai fini della società, 35% aiuti civili e 15% vedove e orfani dei soldati del 2° Corpo. I centri di raccolta facevano uso gratuito della Posta militare riservata ai polacchi (con sede in Barletta). Le poste italiane non ricevevano compenso per la corrispondenza inoltrata, che poteva essere dunque affrancata con i soli chiudi lettera. Quanto agli annulli, erano i seguenti: Centro di Raccolta di Barletta; Centro di Raccolta di Trani; Posta dei Centri di Raccolta polacchi Barletta-Trani; Posta dei Centri di Raccolta in Italia Barletta-Trani; Posta Militare Polacca, 2° Corpo. Di tutta questa storia, tenuta “nascosta” per decenni e finalmente raccontata soprattutto per i più giovani a completare le conoscenze su quanto accaduto negli anni del dopoguerra, si alimenta la mostra. 

Nino Vinella

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