La politica barlettana non va in vacanza: tra polemiche e contraddizioni va in scena l’elogio dell’incoerenza

barlettanews - Sinistra Italiana Barletta

Il rompete le righe è giunto per la politica di casa nostra lunedì 25 luglio: data in cui si è celebrato l’ultimo Consiglio comunale prima della pausa estiva.

Una seduta di estrema importanza nel corso della quale l’adunanza consiliare è stata chiamata a discutere la manovra di salvaguardia degli equilibri e di assestamento del bilancio 2016/2018, atti dall’approvazione dei quali la legge ( il Testo Unico degli Enti Locali) fa dipendere le sorti di un sindaco e della sua Giunta.

Lo stesso legislatore ha dunque inteso suggellare la tenuta del Consiglio comunale alla materia del bilancio,con la conseguenza fisiologica che un sindaco dovrebbe avere i numeri necessari derivanti dalla propria maggioranza  per fare approvare questo documento. Diversamente dovrebbe rassegnare le dimissioni. E non farsi scudo con i numeri dell’opposizione.

Ma si sa: a Barletta si preferisce “tirare a campare piuttosto che tirare le cuoia”. E Volendo vedere il bicchiere mezzo pieno, l’assise civica  ha portato  a casa l’approvazione della manovra e a ha scongiurato così lo scioglimento del Consiglio comunale e gli incubi di un conseguente commissariamento della città. Almeno per ora.

Ma davanti allo sfascio dell’attuale amministrazione, siamo certi che quella del commissario non sarebbe invece la soluzione migliore per uscire dall’impasse in cui si è cacciato il primo cittadino? In molti in città cominciano a pensarla così: lo scempio che si sta consumando a Palazzo di Città è sotto gli occhi di tutti. Sembra tollerarlo ancora soltanto Cascella. Forse, solo se la Giunta di Barletta potesse essere composta da 12 assessori, il sindaco potrebbe soddisfare tutti gli appetiti dei partiti che compongono la sua coalizione.. Forse.

Ma quello della Giunta è un falso problema: la verità è che siamo di fronte ad un esecutivo che non sa dove andare e cosa fare. E con la patetica giustificazione di un rilancio dell’azione di governo, pensa di gabellare i cittadini, cambiando qualche pezzettino qua e là.

Ma dove sono i segni del rilancio dell’azione amministrativa della Giunta Cascella scaturiti dai due rimpasti e dal successivo giro di valzer di assessori e deleghe? La realtà è ben altra: le questioni che hanno rappresentato il cavallo di battaglia della campagna elettorale dell’attuale sindaco non sono state ancora affrontate, eccezion fatta per l’avvio della raccolta “porta a porta”. E le promesse di discontinuità con i passati trascorsi consiliari, sono state quasi tutte disattese. In compenso si sta pagando qualche debito con provvedimenti che guardano a pochi.

Ma a che gioco sta giocando Cascella? Qui la casa brucia e non si riesce a spegnere il fuoco poiché si fa finta di tirare l’acqua.

Il colpo di grazia al primo cittadino stava per arrivargli nell’ultimo Consiglio comunale proprio dalla sua maggioranza fortemente lacerata: il capogruppo del partito democratico, Pasquale Ventura ha “pensato bene”, unitamente alla consigliera di Area Popolare, Grazia Desario, di abbandonare l’aula nel momento in cui ci si accingeva ad esprimere il voto sugli equilibri di bilancio. Ma il tentativo di “accoppare” sindaco e Giunta non è riuscito.

L’occasione era davvero ghiotta: per una volta l’opposizione coesa  ( addirittura socialisti compresi!)) aveva deciso di far mancare il proprio sostegno al sindaco. E di mandarlo a casa. Invece, no! Cascella ancora una volta “per il rotto della cuffia” è rimasto in sella grazie al provvidenziale ingresso in aula dell’ex consigliere comunale forzista, già candidato sindaco nel 2013 espresso dalla coalizione di centro destra, Giovanni Alfarano che in realtà già da tempo scalpitava irrequieto tra i banchi dell’opposizione. Proprio lui che per circa un anno e mezzo ha disertato l’aula consiliare, risultando assente “giustificato”, improvvisamente, come nella fiaba della “Bella addormentata nel Bosco”, è stato destato dal suo principe azzurro: Pasquale Cascella . E si è accorto, finalmente, di aver ricevuto un mandato dagli elettori ben tre anni fa! Sopitosi dal sonno profondo in cui era misteriosamente caduto, ha riscoperto il senso di responsabilità istituzionale. Bè, meglio tardi che mai! Evidentemente in politica capita come spesso succede in amore, secondo il detto “ chi disprezza compra”.

Ironia a parte, il quadro politico che emerge è tra i più desolanti: la maggioranza scricchiola da sempre, tesa sull’orlo di una crisi perenne. Cascella ha fallito la sua missione: ricucire gli innumerevoli  strappi, assicurarsi una coalizione stabile e efficientare la macchina amministrativa.

Nel civico consesso pare che si faccia a gara per rendere sempre più basso il livello dell’assemblea: pochi atti importanti, nessun dibattito profondo sulla città, nessuna azione propositiva, aula consiliare più simile a un campo di battaglia fra maggioranza e certa opposizione che si sfidano a colpi di  sterili conflitti di schieramento conditi dalle solite accuse di irregolarità, di illegittimità, di scarsa attenzione al regolamento. E chi più ne ha, più ne metta!

Barletta in questi tre anni è stata guidata da un’ amministrazione che, occupandosi solo (e male) dell’ordinarietà, è stata abbandonata a turno  un po’ da tutti: assessori, segretari generali, dirigenti e consiglieri comunali.  E’ notizia di queste ore che  al  girovagare dei consiglieri  da uno schieramento all’altro e degli assessori da una delega all’altra (nella migliore delle ipotesi), si è aggiunto il rimescolamento dei ruoli dirigenziali.

A Palazzo di città, da tre anni a questa parte, le parole d’ordine sembrano essere soltanto due: rimpastare e rimestare. A quale scopo? Cosa c’è dietro il “ Sistema Barletta”? E, soprattutto, chi c’è dietro? Come mai nonostante la risonanza nazionale che hanno avuto le tristi vicende politiche che si stanno miseramente consumando nella città della Disfida, nessuno intervenga a porre fine a tanto squallore? I vertici nazionali, regionali e provinciali del partito democratico cosa aspettano ad intervenire? Aspettano, ahimè,  un signor Godot che non arriverà mai? Sembrerebbe proprio di si!

Nel  frattempo, la morte politica dell’agonizzante Cascella è soltanto rinviata, molto probabilmente al 5 settembre, data in cui il Consiglio comunale tornerà a riunirsi.

E ai barlettani non resta che augurarsi che al sindaco, tenuto  da tre anni in “ coma farmacologico”, qualcuno possa presto staccare la spina,

Aggrapparsi al flebile filo della speranza è ciò che rimane, ahimè, perché oltre la speranza non è proprio possibile andare.

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Patrizia Corvasce

Patrizia Corvasce, classe ’72.
Maturità classica. Giornalista pubblicista iscritta all’Ordine dei Giornalisti della Puglia dal 1° febbraio 2016. Appassionata di diritto, teatro e politica. Già consigliere comunale. Attualmente collabora con la testata giornalistica telematica Barletta News occupandosi prevalentemente di approfondimento politico. Crede che la libertà di stampa dipenda soprattutto dalla volontà di fare informazione libera.

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