La nota del giornalista Nino Vinella per FIOF: “Prima volete mettere in caricatura la battaglia di Canne e poi la candidate all’unesco ?”

Chi ha paura del Volontariato culturale organizzato e riconosciuto? Chi evita il confronto fra politica ed operatori del settore? Chi discrimina? Chi evade dalle proprie responsabilità? Chi assolve lo sfregio alla Storia di Canne della Battaglia con quel manifesto del Fiof che mette in caricatura la Battaglia?

Tutti interrogativi sollevati dal giornalista Nino Vinella in qualità di attuale presidente del Comitato Italiano Pro Canne della Battaglia, organizzazione di volontariato riconosciuta in ambito regionale ed operante dal 1953 nei beni culturali e turismo. Ecco la sua nota agli organi di stampa.

“Sarebbe davvero sorprendente che consiglieri comunali eletti dal popolo quali i presidenti di Consiglio Comunale (Sabino Dicataldo), delle Commissioni consiliari alla Cultura (Stella Mele) ed Attività produttive (Luigi Dimonte), consiglieri di maggioranza a sostegno del Sindaco Cannito, omettano le loro precise responsabilità normative ed istituzionali circa la convocazione delle parti sociali su tematiche di attualità sul panorama cittadino con evidenti ripercussioni ben oltre la grancassa propagandistica elettorale.

Il clima in città sta progressivamente deteriorandosi con la recrudescenza malavitosa (un assassinio, una bomba carta del racket nel giro di ventiquattr’ore) e la politica, quella con la pi minuscola di basso cabotaggio, confina il Volontariato ai margini del confronto. Ci sfuggono quali perversi meccanismi guidino tale gravissimo atteggiamento omissivo…

Ma sta di fatto che da due mesi una precisa richiesta di audizione avanzata dal nostro Comitato è rimasta lettera morta come insulto alla volontà di trasparenza e soprattutto di partecipazione democratica che contraddistingue questo passaggio della vita politico-amministrativa di Barletta.

Atteggiamento grave quanto irresponsabile perché il tema della richiesta audizione (in data 21 novembre 2018 mediante posta elettronica certificata) era ed è: “Richiesta di audizione in seduta congiunta avente ad oggetto “Canne della Battaglia ed il suo territorio: dalla borsa del turismo archeologico di Paestum alla candidatura Unesco. Considerazioni e suggerimenti del Volontariato riconosciuto. A norma dello Statuto comunale con riferimento all’oggetto ed al comunicato-stampa ufficialmente diffuso dal Comune di Barletta nei canali mediatici territoriali e qui richiamato (vedi testo a seguire), come da vigente statuto associativo ed in linea con la migliore sinergia fra soggetti pubblici e terzo settore”.

Tale richiesta è stata reiterata in data 16 gennaio, ieri, con ulteriore posta elettronica certificata protocollata, ed è giusto informare l’opinione pubblica di tanto attraverso gli Organi di Stampa perché siffatto atteggiamento elusivo contrasta nettamente con le regole della vita democratica a cui tutti (ipocritamente) si appellano nel tenere atteggiamenti perbenisti di facciata e per legge con il Regolamento del Consiglio Comunale approvato con deliberazione di Consiglio Comunale n. 47 del 19 settembre 2012, art. 91 (Interventi, consultazioni e iniziative pubbliche).

La questione collegata ai veri, tangibili, spendibili risultati della presenza a Paestum del Comune di Barletta in rapporto alla vigente convenzione con il Polo Museale della Puglia è di natura soprattutto politica, alla luce delle trionfalistiche dichiarazioni successive alla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico da parte di una certa malaccorta politica, soprattutto di livello regionale. Posizioni politiche di totale opacità e che inducono ad atteggiamenti permissivi autoreferenziati quali, ad esempio, la mostra fotografica tenutasi nella Cittadella e conclusasi lo scorso 12 gennaio, effigiata nei manifesti istituzionali con una immagine (l’elefantino giocoliere sulla colonna commemorativa) offensiva quanto sgradevole, aberrante ed insultante verso la millenaria Storia di Canne della Battaglia ed il suo autentico patrimonio identitario tramandato in secoli di identificazione con sentimenti di patriottismo.

In assenza di una vigile osservanza della convenzione fra Comune di Barletta (soggetto proprietario) e Polo Museale (soggetto gestore), tali dinamiche si rifletteranno negativamente proprio sulla sedicente candidatura della Battaglia di Canne a patrimonio mondiale dell’Unesco.

La domanda è semplice: prima mettete in caricatura il simbolo riconosciuto universalmente della Battaglia di Canne (con il più assordante silenzio di tutti, comprese quelle figure femminili sbandieratrici dai banchi della maggioranza del concetto di Patria, ma a modo loro) e poi volete candidare la Battaglia di Canne all’Unesco?

Nino Vinella, giornalista

Comitato Italiano Pro Canne della Battaglia

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