La Morte e il Mito – Parte I: Ade, Thanatos e le Moire

Il mese di novembre non si può certo definire un mese di per sé particolarmente allegro: da tempo immemore è ormai dedicato al ricordo dei nostri cari defunti ed è quindi comunemente ritenuto il “mese dei morti”. Parlando di mitologia quindi non possiamo esimerci, anche se con un certo ritardo, di parlare degli dei che, nelle varie culture, presiedono questo particolarissimo aspetto della vita dell’uomo.

Come di consueto partiremo dalla mitologia greca, dove il discorso può sembrare solo ai profani semplice ma in realtà è molto, ma molto più complesso. In effetti la gente tende sempre ad identificare il dio dell’oltretomba con la personificazione stessa della Morte, ma in quasi tutti i miti questa convinzione è sbagliatissima. Il mito greco non sfugge a questa erronea credenza.

Partiamo subito col dire che il dio dei morti e dell’Oltretomba greco è Ade, e fin qui non ci piove. Il povero Ade è stato abbastanza sfortunato da vedersi assegnare questo dominio, ma le sue sfortune sono iniziate fin dalla più tenera età. In effetti Ade è il quartogenito del titano Crono, nonché suo primo figlio maschio. Come le sue sorelle prima di lui e il fratello dopo, verrà inghiottito per intero e ancora in fasce dal padre finchè suo fratello minore, Zeus, non giungerà a salvarlo.

Già sento i commenti: “Come?! È Zeus il maggiore dei fratelli!”; eh no, vi sbagliate! Zeus è l’ultimo figlio di Crono, ma siccome i suoi fratelli sono considerati “rinati” una volta liberati dallo stomaco paterno, Zeus, il primo che ha effettivamente messo piede nel mondo reale, verrà considerato il maggiore e i suoi fratelli i minori, con Ade che si conquista il triste ruolo di fratello maschio più giovane in assoluto.

Come se ciò non bastasse, prima che Ade potesse avere pace ha dovuto combattere assieme ai fratelli contro i Titani e i Giganti, acquisendo però la sua arma caratteristica, l’Elmo dell’Invisibilità; finite le guerre con le varie creature del caos, e solo allora, i tre fratelli figli di Crono si spartirono il mondo… e proprio per questo, Zeus e Poseidone riuscirono in qualche modo ad accaparrarsi con l’inganno i regni migliori lasciando ad Ade il triste dominio sul grigio Tartaro, ovvero l’Oltretomba che poi prenderà il nome di Ade proprio in onore del suo dominatore.

Quindi il povero Ade dovrà abbandonare il suo ruolo tra gli Olimpi (non è infatti ricompreso tra le dodici divinità dell’Olimpo poiché non vi risiederà mai) e andare nei regni sotterranei, dove magari perderà un po’ di abbronzatura ma manterrà il suo aspetto da possente guerriero, con tanto di carro, tunica completa nera, barba e capelli folti nerissimi e viso truce e severo. Molto diverso da quello che possono far credere i popolarissimi film Disney!

Ade diventerà dunque il custode dell’Oltretomba, organizzandolo e predisponendo i luoghi dove le anime avrebbero trascorso dapprima una grigia eternità, poi un’eternità diversificata a seconda della condotta in vita (un concetto, molto simile a quello cristiano di Inferno/Purgatorio/Paradiso, introdotto solo in tarda epoca greca e nella Roma Imperiale); infliggendo punizioni alle anime di esseri umani particolarmente malvagi (a lui si devono i supplizi eterni più famosi come quelli inferti a Tantalo e Sisifo); assicurandosi soprattutto che nessuna anima abbandonasse il regno dell’Oltretomba, coadiuvato da tante altre divinità e dal mastino infernale, Cerbero.

Da qui risulterà chiaro come tra il ruolo di Ade e quello di un Tristo Mietitore randomico ci sia un’enorme differenza: Ade infatti non è il dio che sceglie chi deve morire o, ancora, va personalmente a mietere le anime dei morti. Quindi chi ha questo compito nel mito greco?

Principalmente questo compito è svolto da quattro divinità: le Moire e Thanatos.

Le prime sono il terzetto di divinità che, risiedendo o proprio nell’Oltretomba o sull’Olimpo o in terre sperdute, si dedicano a tessere la tela del destino, decidendo quindi, con il loro telaio e le loro forbici quando una vita mortale debba iniziare e, ovviamente, finire.

Il secondo è una divinità molto antica: è in realtà un Primo Nato, un Protogenos, figlio di Nyx e fratello di Hypnos. I due fratelli sono la personificazione divina di due concetti che per i greci erano molto simili: Thanatos significa letteralmente “Morte” in greco così come Hypnos significa “Sonno”.

Thanatos era quindi il “mietitore” d’anime greco, per quanto sia descritto come una sorta di inespressivo angelo, bello e con grandi ali nere sulle spalle, il quale rappresentava la mortalità degli esseri viventi e il cui compito era fare la guardia alle “Porte della Morte”, pur venendo ingannato in alcune occasioni a far passare qualcuno attraverso queste ultime (per esempio, il già citato Sisifo).

Possiamo definire queste divinità collaboratrici stretta di Ade, il quale, pur non essendo in alcun modo a loro superiori, aveva il gravoso compito di coordinarle e mettere ordine in uno spazio altrimenti caotico e senza controllo.

Perché questo era il compito di Ade: portare l’ordine, come per tutti gli Olimpi, in un luogo che però non aveva un’ottima nomea. Sostanzialmente Ade è nel mito greco una sorta di spazzino e custode cosmico, sentinella solitaria che evita che vivi e morti sguazzassero indistintamente nello stesso piano esistenziale.

Un compito scomodo e tremendamente gravoso, come quello di tutti i suoi omologhi… e, ovviamente, un compito largamente frainteso e disprezzato, tanto nella cultura greca quanto in quelle di cui parleremo nei prossimi articoli.

Commenta questo articolo

CONDIVIDI
Articolo precedenteBarletta, rubano biciclette a turisti francesi di passaggio. Tre arresti dei Carabinieri
Articolo successivoBarletta, furto in una gioielleria in via Geremia Di Scanno
Vittorio
Vittorio Grimaldi è nato il 17 agosto 1991. Diplomato presso il Liceo Classico "A. Casardi" di Barletta, attualmente studia Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Bari "Aldo Moro". Appassionato ed esperto di folklore e mitologia, gestisce dal 2013 il canale youtube a tale materia dedicato "Mitologicamente". Giornalista iscritto all'albo dei pubblicisti dell'Ordine dei Giornalisti della Puglia, dal 2014 è stato cronista politico della testata online Barletta News fino a dicembre 2017.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here