La Mitologia e le Stelle: il mito dietro le 12 costellazioni dello Zodiaco

Di solito a cavallo tra la fine e l’inizio del nuovo anno molte persone tendono ad attaccarsi alla tv e alla radio per venire a conoscenza dell’oroscopo annuale del proprio segno zodiacale. Superstizione o no, l’oroscopo e l’astrologia sono un frammento della vita di ogni giorno per molti davvero importantissimo, vi basti pensare quello che è accaduto quando l’oroscopo di Paolo Fox è stata in un primo momento eliminato in favore di un servizio sull’attentato di Istanbul!

Assurdità a parte, molte persone conoscono lo Zodiaco e le dodici costellazioni che lo compongono, così come molti conoscono alcune altre costellazioni che il genere umano ha elaborato nel corso del tempo; ma pochi sanno il loro numero preciso.

Ebbene, le costellazioni (come ci insegnano i Cavalieri dello Zodiaco) sono 88, divise nelle dodici dello zodiaco, le 38 elencate da Tolomeo, dette per l’appunto tolemaiche, e le restanti 38 istituite nel 1600 circa. Quello che molti non sanno è anche che dietro la maggior parte delle costellazioni, e praticamente dietro tutte le costellazioni dello zodiaco e tolemaiche, c’è un mito che ne ha definito il nome e la forma. Un mito che varia di regione geografica in regione geografica, ovviamente, ma quest’oggi ci concentreremo sui miti delle costellazioni secondo la cultura greca, concentrandoci oggi sulle dodici costellazioni più famose, ovvero quelle dello Zodiaco.

aries-3dPartiamo quindi subito dalla prima costellazione zodiacale, quella dell’Ariete, che ha in sé una storia molto particolare e interessante. Infatti, l’Ariete in questione si chiamava Crisomallo e, come ci dice il nome, era un ariete (secondo alcuni creato da Poseidone) dalla lana d’oro e con la capacità di volare. Il suo mito si ricollega alla strana questione di Atamante e le sue due mogli. In prime nozze, Atamante aveva sposato Nefele, dalla quale ebbe due figli: Frisso, un maschio, ed Elle, una femmina. Il matrimonio non fu felice e Atamante si trovò una nuova moglie che, gelosa dei figliastri, ordinò al novello marito di ucciderli.

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Il Vello d’Oro

Proprio mentre Atamante stava per uccidere suo figlio Frisso, le preghiere di Nefele furono accolte: su insistente richiesta della povera donna, gli dei inviarono Crisomallo che, volando contro Atamnte, lo allontanò e prese in salvo prima Frisso e poi sua sorella. Il caso volle però che Elle non riuscì a tenere salda la presa su quella strana pecora volante e cadde in corrispondenza dell’insidioso stretto dei Dardanelli, chiamato dai greci da allora in poi “Ellesponto”, proprio in onore della giovane ragazza. Frisso invece giunse in Colchide, sacrificò l’ariete a Zeus e ne donò il famosissimo Vello d’Oro al re Eeta. Della storia di Frisso e del suo discendente, Giasone, così come la ricerca del Vello d’Oro, ne parleremo una prossima volta, per adesso vi basti sapere che Crisomallo, sacrificato a Zeus, fu quindi posto dal padre dei cieli nella volta celeste come costellazione.

taurus-3dPassiamo quindi al segno zodiacale del Toro, dalla storia ben più semplice: è infatti una costellazione in onore di una delle tante forme che assunse Zeus per ammaliare, rapire e violentare l’ennesima donna di turno. Per rapire Europa e poter giacere con lei, Zeus infatti assunse in un primo momento le sembianze di un divino toro bianco, che si caricò in groppa la donna e la portò in una caverna lontano dalla civiltà.

gemini-3dI Gemelli sono probabilmente la costellazione dalla storie più triste: rappresentano i grandi Dioscuri, Castore e Polluce, figli di Zeus e inseparabili guerrieri, uno puglie, l’altro oplita provetto. I due combattevano e vivevano costantemente fianco a fianco e compirono diverse imprese eroiche (il loro contributo nell’impresa degli Argonauti fu a dir poco fondamentale).

Tuttavia, tornati dall’impresa, i due litigarono con un’altra coppia di gemelli per averci spudoratamente provato con le loro sorelle (buon sangue non mente… n.d.r.) e, alla fine della zuffa, i due prevalsero sulla coppia avversaria, ma Castore morì Polluce, distrutto dal dolore, pregò il padre affinché desse la sua vita al fratello e Zeus, distrutto anch’egli dopo un giorno di ininterrotta preghiera, “uccise” Polluce dando nuova vita a Castore. Questo però imitò il fratello e, giorno dopo giorno, i due vivevano una vita a metà, con Castore morte quando Polluce era vivo e viceversa, giorno dopo giorno. Distrutto, Zeus trovò l’unica soluzione possibile: impresse i suoi figli nella volta stellata, cosicché potessero stare insieme per l’eternità.

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Statue di Castore e Polluce a Roma, di fronte al Campidoglio

cancer-3dIl Cancro ha una storia ben più allegra: pare che mentre Ercole affrontava l’Idra di Lerna, un granchietto lo avesse pizzicato sul piede, dandogli fastidio. Era, che odiava ferocemente il figlio prediletto di suo marito, decise di onorare il granchietto, ponendolo nella volta celeste. In realtà però ci sono altri miti per cui il Cancro sia stato in realtà un mostruoso granchio gigante che Ercole aveva ucciso poco dopo l’Idra.

leo-3dCosì come ad un’altra creatura uccisa da Ercole fa riferimento la quinta costellazione, quella del Leone: qui ci si riferisce al Leone Nemeo, gigantesca fiera dalla pelle indistruttibile che Ercole ucciderà (lo strangolò, visto che non poteva fare altrimenti) e di cui utilizzerà il manto come armatura personale.

virgo-3dLa costellazione al giro di boa, la Vergine, ha una storia un po’ dubbia: potrebbe riferirsi infatti a varie dee tradizionalmente vergini, come Artemide o Atena. È però più probabile che raffiguri la dea Astrea, dea della giustizia, rimasta anch’essa vergine, che porta in mano la Bilancia del giudizio. La “b” maiuscola ovviamente non è un caso.

libra-3dLa Bilancia infatti è l’unica costellazione che non ha una storia propria, essendo oggi giorno lo strumento di giustizia della Dea ad essa preposta. In tempi antichissimi però la costellazione aveva un altro nome e un’altra sotria, ma sempre affiancata da un’altra costellazione: era anticamente chiamata “Chele” perché la si rappresentava come le chele della costellazione che nello Zodiaco la segue, ovvero lo Scorpione.

scorpio-3dLo Scorpione è una costellazione dalla storia più interessante e dalla storia collegata ad un’altra costellazione, stavolta tolemaica. Lo Scorpione fu infatti l’animale che Madre Natura, Gaia o Gea se preferite, o secondo altre versioni la dea Artemide, inviò di notte ad uccidere Orione il cacciatore, per l’offesa arrecata alla dea di turno (ne parleremo più approfonditamente nel prossimo articolo), e per essersi vantato che nessuna creatura al mondo potesse resistere alle sue abilità da cacciatore. Lo scorpione, piccolissimo ma letale, fu la degna fine all’ubris del figlio di tre padri (di nuovo, ne parleremo la prossima volta).

dreamstime_9048880Dopo lo scorpione, viene il Sagittario, segno che immortala tradizionalmente un centauro arciere, ma che in origine probabilmente nasce come un satiro arciere, o meglio come IL satiro arciere: la costellazione ricorda Crotus, satiro che inventò il tiro con l’arco (secondo questa tradizione) e che era compagno (forse amante) delle Muse, le quali chiesero al padre Zeus, morto il satiro, di porlo nella volta celeste per ricordarne la bravura con l’arco.

capricorn-3dGiungiamo ad una costellazione dall’origine molto più antica dei greci; il Capricorno  è una costellazione creata dai Sumeri e rappresenta un essere mezzo capra e mezzo pesce, così come molte creature soprannaturali di quel folklore erano per metà animali marini. Nella versione greca, dovrebbe ricordare il momento in cui il dio Pan, nascondendosi dal terribile mostro Tifone, cercò di nascondersi trasformandosi prima in una capra per poi gettarsi in una pozzanghera cercando di assumere una forma di pesce. La poca profondità della pozza però lasciò la metà superiore del corpo all’asciutto e sempre sotto forma di capra mentre le zampe posteriori si tramutarono in una coda di pesce.

aquarius-3dPenultima costellazione è l’Acquario, che ricorda il bellissimo Ganimede, figlio di Troo, antico re dei Troiani, di cui abbiamo parlato negli scorsi articoli. Ganimede, compagno e coppiere di Zeus, fu dopo lunghi anni di servizio per il signore degli dei posto da quest’ultimo nella volta celeste, intento a versare del liquido in prossimità della costellazione dell’Aquila, simbolo per antonomasia di Zeus.

pisces-3dUltima costellazione dello Zodiaco è quella dei Pesci che, similmente al Capricorno, ha origini Sumere a noi quasi sconosciute. Il mito assegnato a questa costellazione è ancora relativo a Tifone che attacca gli Olimpi: mentre Pan sbaglia le misure e si trasforma in un ibrido capra-pesce, Afrodite e suo figlio Eros (che è suo figlio però solo in alcuni miti) si trasformano effettivamente in pesci e si nascondono in un laghetto, sfuggendo al mostro che, di lì a poco, riuscirà a mettere KO persino Zeus!

Questi sono i miti dietro alle costellazioni più famose, ovvero quelle dello Zodiaco. La prossima settimana approfondiremo la prima metà di quelle Tolemaiche, tralasciando quelle più recenti poiché, per buona metà, non richiamano alcun mito. Preparatevi perché tra le stelle del firmamento scopriremo gran parte dei racconti più famosi del mito classico!

Per approfondimenti, visitate il canale youtube “Mitologicamente…”

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Vittorio
Vittorio Grimaldi è nato il 17 agosto 1991. Diplomato presso il Liceo Classico "A. Casardi" di Barletta, attualmente studia Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Bari "Aldo Moro". Appassionato ed esperto di folklore e mitologia, gestisce dal 2013 il canale youtube a tale materia dedicato "Mitologicamente". Giornalista iscritto all'albo dei pubblicisti dell'Ordine dei Giornalisti della Puglia, dal 2014 è stato cronista politico della testata online Barletta News fino a dicembre 2017.

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