La minoranza mette a nudo la maggioranza “spappolata”. Fumata nera sui debiti fuori bilancio

Il Consiglio comunale si scioglie per mancanza del numero legale.

 

Nervi tesi in Consiglio comunale chiamato a votare i debiti fuori bilancio. Il rafrain è sempre lo stesso. Raggiungere il numero legale per l’amministrazione Cascella è diventata impresa sempre più ardua. Questa volta, difatti, per la prima volta, con un vero “buco nell’acqua” si è conclusa la seduta dell’Assise civica, svoltasi in data 27 novembre. Il Presidente del Consiglio è stato costretto a dichiarare sciolta la massima assemblea cittadina poiché è venuto a mancare , lo ribadiamo, il numero legale.

La “non maggioranza” di centrosinistra è stata messa a nudo dalla minoranza che ha abbandonato l’aula facendo così mancare il sostegno al sindaco, nella seconda parte dello svolgimento dei lavori consiliari. Sostegno che, invece, gli aveva garantito nella prima parte dei lavori dell’Assise, consentendo l’approvazione, già auspicata nella precedente amministrazione, ma mai concretizzatasi, del regolamento della biblioteca comunale “S. Loffredo”. Deliberato, seppur tra aspre contestazioni, anche il Piano comunale per il diritto allo studio 2015.

Inevitabile l’infelice conclusione a cui giunge la seduta  Consiliare.  Salta, ahinoi, l’approvazione del riconoscimento degli atti relativi ai debiti fuori bilancio e l’istituzione della giornata della memoria. Uno dei doveri di una maggioranza, che possa definirsi tale, è garantire il numero legale. Stupisce che, trascorso più di un anno, non ci sia ancora questa consapevolezza.

Arranca, dunque, Cascella nel trovare i numeri per evitare di paralizzare una azione amministrativa già compromessa dal pesante fardello ereditato dalla precedente amministrazione Maffei che dello sperpero di risorse pubbliche nonché della gestione scriteriata e irresponsabile della cosa pubblica, ne ha fatto una costante della propria legislatura, depredando, saccheggiando e male amministrando. Questa maggioranza, non solo non ha i numeri, ma “da i numeri” nel maldestro tentativo di mascherare ciò che è da sempre evidente a tutti: lo scollamento tra la stessa e il sindaco.

La “prova provata” di una situazione, a dir poco penosa, che si trascina sin dalla nascita dell’amministrazione Cascella, la si evince dall’ intervento del capogruppo del PD Pasquale Ventura che, con grande enfasi, in uno dei suoi contributi all’Assise più incisivi afferma: “sindaco, la maggioranza c’è, il partito democratico è presente” Di lì a poco, in occasione della votazione del primo atto relativo al riconoscimento dei debiti fuori bilancio vi sarà l’inequivocabile dimostrazione che la maggioranza non c’è e che il partito democratico si è ricompattato in extremis con l’arrivo del consigliere comunale Caracciolo, sempre impegnato su “altri fronti istituzionali” e grazie alla spasmodica rincorsa telefonica, alla ricerca dei consiglieri sperduti tra i meandri delle stanze dell’Assise, il più delle volte computati nella votazione, poiché ritenuti presenti “a prescindere”.

A dir poco indecoroso lo spettacolo che si offre ai cittadini presenti alla seduta. Malriuscito, seppur  di apprezzabile impatto mediatico, il contributo offerto dal consigliere Ventura,  la cui oratoria è stata definita, “da accaparramento elettorale” dal consigliere Losappio, ma, ahinoi, contributo, tutt’altro che convincente.

In realtà, riteniamo, che neanche il capogruppo del PD creda più a dichiarazioni rese nell’affannoso tentativo di salvare almeno la facciata di un edificio, quello di Palazzo di città, le cui mura, se potessero parlare, rivendicherebbero legalità, trasparenza e correttezza nell’azione amministrativa per una Città che conta circa 100 mila abitanti e che, sicuramente, non merita una fine così ingloriosa. La conclusione a cui giunge la seduta consiliare, dunque, smentisce, inequivocabilmente, le dichiarazioni del capogruppo del PD.

Si doveva discutere dell’approvazione di debiti fuori  bilancio, non di ‘leggine’ di poco conto ma, questa volta non ce l’ha fatta il PD a rimettere insieme i cocci di una sgangherata maggioranza e “i conti non sono tornati” per evitare il crollo di un edificio da sempre pericolante. Si è dovuto regalare alla Città il peggiore spettacolo che sino ad ora  il Consiglio comunale era riuscito ad offrire ai barlettani.

La solita bagarre fa da sottofondo ad una seduta dal clima infuocato.  Maggioranza e opposizione si sono affrontate, come è di consuetudine, oramai, senza sconti. Vanno in scena i soliti inghippi procedurali, strali reciprochi lanciati durante un dibattito a tratti furioso che irrita, e non poco, il Presidente della Commissione Bilancio, Sabino Dicataldo, che giunge ad una conclusione estrema, quella di annunciare le sue dimissioni dalla presidenza della stessa, poiché si ritiene “bypassato”, nello svolgimento della sua funzione, dal dirigente competente, Dott. Nigro. Insomma, lo scenario di sempre, senza appello, però, questa volta l’epilogo. Una sentenza che pesa come un macigno sul capo, già in più occasioni “colpito”, del primo cittadino.

Tant’è che dal suo profilo facebook Cascella esorta tutti ad una profonda riflessione. Ci saremmo aspettati un atto di coraggio, un guanto di sfida alla sua “non maggioranza”, un vero e proprio ultimatum! Invece, ancora una volta una esortazione alla riflessione, ma, poi, ci chiediamo, per riflettere su cosa? E con chi? Ormai, è pacifico. Sono divenute insanabili le divergenze tra la maggioranza e il sindaco. Una situazione incancrenita che ha ormai abbondantemente superato il ridicolo. Si assiste ad una vera e propria pagliacciata. E già, poiché all’origine di tutto questo malcontento ci sono, ahinoi, sempre e solo le questioni afferenti alle ambite poltrone, al rimpasto della Giunta. Batte la lingua dove il dente duole! Ma è legittimo chiedersi se non sia il caso di estrarlo questo dente dolente, piuttosto che curarlo con una scadente amalgama, nel tentativo di lenirne momentaneamente un dolore che, con il passar del tempo, potrebbe tornare nuovamente ad acuirsi.

Cascella non ceda al ” ricatto” dei partiti, non infici irrimediabilmente la sua credibilità di persona perbene, onesta, pulita. Attraverso l’onestà intellettuale che le appartiene e che le è riconosciuta, sappia dare un segno chiaro e netto di discontinuità rispetto al torbido passato che ha caratterizzato la precedente amministrazione. In nome di quella discontinuità, tanto desiderata dai cittadini di Barletta, è stato scelto alla guida della Città e le è stata accordata la fiducia dai suoi elettori.

Insomma, caro sindaco, non doveva essere un’altra la storia quella che lei aveva promesso di scrivere per la città di Barletta? Lo faccia! Prosegua, nel percorso già avviato all’indomani della sua elezione  a primo cittadino dimostrando con i fatti di voler invertire la rotta. Ha presentato alla città una giunta politica e non partitica, dichiarando di averla selezionata tenendo conto delle competenze e non delle appartenenze. Che fine hanno fatto i suoi buoni propositi ? L’auspicio è che, caro sindaco, lei non ceda al rimpasto solo per saziare gli appetiti dei partiti che chiedono maggiore rappresentanza in Giunta. Assistere al “calciomercato” degli assessori nonché ad una vera e propria “campagna acquisti” delle poltrone assessorili, è  davvero inaccettabile! La speranza è che non si propini alla città un governo formato arrendendosi alle logiche del ribaltone per far cessare vere e proprie faide interne  tra gruppi di potere forzisti e per dare spazio a gente affascinata solo dalla poltrona. Non si esige dal primo cittadino di adoperare la bacchetta magica, atteso che i suoi predecessori hanno utilizzato un macete. Ma, dopo il macete, è necessario munirsi di una zappa per poter piantare, prima e coltivare, poi, il seme della rinascita per la nostra città.

 

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