La Medea del Teatro Patalogico, video intervista a Papaceccio

barlettanews- Papaceccio

La Medea del Teatro Patologico – standing di applausi ed emozioni in giro per il mondo. Intervista al musicista Francesco Papaceccio.

Appena rientrato nella sua città natale e prossimo al matrimonio, Francesco Maria Crudele in arte Papaceccio ha gentilmente concesso una piccola intervista ai lettori di Barletta News raccontando del tour della “Medea del Teatro Patologico” e del successo riscosso in giro per il mondo.

Il “Teatro Patologico” pone come elemento centrale degli spettacoli il rapporto tra corpo e linguaggio. Un modo diverso di comunicare e che ha unito attori speciali e attori affermati tra cui Celeste Moratti.

Il fondatore di questa nuova emergente forma d’arte è il regista, attore e sceneggiatore Dario d’Ambrosi e, Francesco Papaceccio ha lavorato con lui insieme alla scuola di teatro “la Magia del Teatro” accompagnato dal talentuoso musicista Francesco Santalucia.

Colonna sonora portante e un vero e proprio intervento corporeo, non solo un tappeto musicale per questo “tour de force emotivo”, il lavoro svolto dai due musicisti. La Medea ha infatti solcato la soglia emozionale in tutte le città in cui è stata rappresentata: Tokyo, Londra, Milano, New York e anche la regione Puglia.

In merito al successo che ha ottenuto questo interessante tour, basti pensare che la Medea è stata esibita d’avanti all’ONU (Organizzazione Nazioni Unite), Francesco ha gentilmente risposto ad alcune curiosità di Barletta News.

Avete portato la Medea del Teatro Patologico da Roma a Milano, Tokyo e New York. Qual è stata la risposta del pubblico in queste città e soprattutto cosa ha significato per te questa esperienza?

<<Questa esperienza per me ha significato tantissimo e la risposta del pubblico è sempre strepitosa! Ormai portiamo in giro da più di dieci anni questa “Medea”, l’abbiamo portata a Londra, per tre volte a New York, anche qui in Puglia, Milano e ovunque andiamo la risposta è esclusiva perché è uno spettacolo talmente carico e poi lavorare con i ragazzi del teatro patologico è sempre un’esperienza nuova. Quindi il pubblico reagisce in maniera sempre imprevista ma sempre sorprendente>>.

 Vi siete esibiti d’avanti all’ONU un’esperienza sicuramente emozionante … ma quali riscontri avete ottenuto da parte delle Nazioni Unite?

<<È stata un’esperienza assurda! Ritrovarsi in questa sala in cui si è abituati a vederla nei collegamenti del Tg, con tutti i Capi di Stato che a fine spettacolo si sono alzati tutti in piedi per fare una standing di applausi per più di cinque minuti. È stata decisamente un’esperienza unica e magica. Tutti gli schermi dei Capi di Stato avevano la scritta “Teatro patologico” … è stata una “botta fortissima”! Già durante le prove si sentiva una tensione fuori dal normale e avere un riscontro così importante nella giornata mondiale delle disabilità, lavorando con i nostri ragazzi d’avanti a tutto il consesso dell’Onu riunito per noi… è stato davvero unico>>.

Ma New York non è stata soltanto ONU?

<<Assolutamente no. Infatti siamo stati per due settimane in scena con La Mama, una nuova produzione il “Titus – Follies titus” ed è stato sorprendente il successo di critiche, del pubblico e come la forza di questo lavoro ha impressionato i New Yorkes, gli addetti e il lavoro dei ragazzi è stato davvero strepitoso. Anche questa volta hanno dimostrato di essere un grandissimo gruppo. Con Ii Teatro Patologico, “La Magia del Teatro” e i ragazzi abbiamo nuovamente spaccato e lasciato il segno e sono davvero orgoglioso di questo…grande!>>.

Com’è stato lavorare con Dario D’Ambrosi?

<<(sorride) Lavorare con Dario è sempre un punto interrogativo. Ci scorniamo ma poi abbiamo tante condivisioni e una grandissima stima. Condividiamo tantissimo e lavoriamo sempre a stretto contatto insieme a Francesco, ormai diventati un tutt’uno, siamo sempre in simbiosi con Celeste, con Raffaella e con tutto quanto lo staff. Dario è un regista che ti lascia assoluta libertà anche se poi da delle direttive precise e vuole che si seguano, anche perché è un percorso che segue la sua poetica. Lavorare con Dario è sempre stimolante, come cambiare nuovamente pelle, mi stimola tanto e sono entusiasta di lavorare con D’Ambrosi>>.

Insieme a Francesco Santalucia, giovane e talentuoso musicista barlettano siete impegnati in nuovi progetti parallelamente a questo del Teatro Patologico?

<<È appena uscito il muovo disco di Francesco, “Memoria” e che consiglio assolutamente di acquistare perché davvero… merita.

In questo disco, tra parentesi, è inserito un brano che abbiamo composto insieme durante il percorso teatrale che tra parentesi è anche la colonna sonora del film “l’Uomo Gallo” di Dario D’Ambrosi. In realtà abbiamo, proprio in questi giorni a New York, deciso di mettere su un progetto discografico per pubblicare le tantissime composizioni di musiche per le scene che abbiam fatto insieme, quindi a brevissimo in cantiere… è questo il nuovo progetto>>.

Cosa porti di Barletta in questi tuoi viaggi?

<<Nel Dna del mio animo Barlettano porto la sfida, la disfida è sempre con me! L’animo di tenzonare come direbbero, quindi la carica… la carica da Barlettano di portare sempre nuove sfide e di affrontarle con l’entusiasmo di sempre e con la giusta tensione e tenzone>>.

Ci sono nuove sfide all’orizzonte?

<<Assolutamente si, a parte un matrimonio imminentissimo e non si tratta di una sfida ma  fortunatamente del coronamento di un bellissimo sogno. Le sfide sono sempre tante e il prossimo progetto è una nuova produzione con la mia compagnia il “Teatro dei Borgia” regia di Giampiero Borgia “Cabaret Sacco & Vanzetti”.

Saremo in scena a brevissimo e stiamo già componendo le musiche insieme a Roberta Carrieri. È uno spettacolo che tra pochissimo debutterà e sono felicissimo di continuare a lavorare sempre qui con il tetro, la musica e tutto quello che è in qualche modo il mio mondo>>. 

Quale consiglio daresti a chi come voi sceglie d’intraprendere la carriera artistica?

<<Di cambiare! (accompagna tale affermazione con una bella risata) Scherzo!

Di credere perché sinceramente è dura! È una lotta e devi stare sempre quotidianamente concentrato e non demordere mai. Essere convinti e una volta presa questa scelta bisogna mantenere la linea e andare sempre dritti, affrontare difficoltà sempre cercando nuovi stimoli, entusiasmo e poi … lavorando. 

Lavorando tanto su stessi, studiando, esercitandosi, praticando e non lasciare mai la “ruggine” in tutto quello che si fa. Praticare uno strumento, scrivere, allenarsi, nutrirsi quindi leggere, vedere film, andare a teatro e fare tutto quello che possa in qualche modo nutrire l’animo artistico e non demordere mai continuando sempre per la propria strada>>.

Grazie Francesco

Di seguito la video intervista a Papaceccio

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Francesca Soricaro
Francesca Soricaro nata a Manfredonia nel 1986. Ha conseguito la maturità in "ragioniere e perito commerciale" nell'anno 2005 e subito dopo è entrata nell'azienda di famiglia. Da sempre ha la passione per l'arte declinata in tutte le sue sfumature, per la tecnologia, il disegno artistico e digitale, musica e moda.

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