La guerra che accorciò le gonne e i capelli. Storie di donne nella grande guerra

In concomitanza alla giornata internazionale contro la violenza sulle donne, nei sotterranei del castello Svevo di Barletta, si è svolto l’incontro “Cancellate dalla memoria – Storie di donne nella grande guerra”.
Un importante evento, patrocinato dal Comune di Barletta, e realizzato dal comitato locale di “Se non ora, quando?” in collaborazione con La caramella buona onlus, Centro per la famiglia, FLC CGIL e La tana, senza dimenticare il ruolo degli studenti della V B del Liceo Scientifico “C. Cafiero”

Gli alunni hanno voluto puntare l’attenzione sul ruolo spesso dimenticato delle donne durante i difficili anni della prima guerra mondiale leggendo alcune significative storie tratte dal libro “Donne nella grande guerra”, edito dal Il Mulino.
Un iniziativa importante se si pensa a quanto poco si sappia di donne come Maria Plozner Mentil madre di quattro figli, che ogni giorno rischiava la propria vita portando sulle sue spalle, fin sopra le montagne, viveri, armi e panni puliti ai soldati. E proprio durante uno di questi viaggi faticosi che, sparata alle spalle dall’esercito nemico, non tornerà più a casa.
Coinvolgenti i racconti dei giovani studenti, che hanno narrato le vicende di donne forti e combattive come Fanny Dal Ry, ma anche l’importante contributo di quella che verrà ricordata come la regina di cuori, la principessa Elena di Savoia, che durante gli anni della guerra posò la corona e si dedicò completamente ai soccorsi e al sostentamento delle vittime, trasformando il Quirinale in un vero e proprio ospedale.

La figura della regina Elena sarà poi un esempio di virtù importante soprattutto per l’istituzione della croce rossa, che ha da sempre ha visto le donne come forza principale di questa grande organizzazione umanitaria. Presenti all’incontro, infatti, alcuni esponenti della Croce Rossa Italiana che hanno sottolineato quanto fu decisivo il proprio ruolo in quel particolare momento storico e come le donne siano state parte attiva e vitale, eroine senza paura, di quei terribili anni.

Ricordare queste donne è un importante opera civile, ed è stato questo il tema principale dell’evento, che ha voluto rendere omaggio e ricordare il profondo sacrificio di alcune di loro, offese nello spirito ma anche nel corpo, come ricordato da Giuliana Damato, anch’essa presente all’incontro, che ha letto un duro ma importante passo del libro in cui si parla della brutalità degli stupri alle donne durante gli anni della guerra e del lungo percorso, nel vederlo riconosciuto come reato contro l’umanità. Donne in schiavitù politica, economica, legale ed umana che hanno sempre combattuto e che meritano di essere ricordate, per opporsi alla violenza non solo fisica ma anche mentale della dimenticanza collettiva. L’amore va al posto della violenza, come il ricordo va sostituito all’oblio.

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