La Grande Guerra e i Ragazzi del ’96

fig. 1
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Il lavoro che l’Archivio di Stato di Bari – Sezione di Barletta ha realizzato, in collaborazione con la Prefettura della Provincia Barletta Andria Trani e il Comune di Barletta dal titolo “Spunti di ricerca storica per le celebrazioni nella Provincia di Barletta Andria Trani del centenario della Grande Guerra” inaugurato il 12 settembre dall’ex Presidente del Senato Marini, è stato indirizzato ad un pubblico esteso e vario appartenente a più ambiti: cittadini, studenti ma anche istituzioni culturali, associazioni, ricercatori archivi, biblioteche, musei ed in particolare cultori di certi sopiti sentimenti.

È indubbio che la motivazione profonda che ci ha spinto ad intraprendere questo viaggio triste ma nello stesso tempo glorioso, è il fervido patriottismo alimentato da una innegabile passione civica.

Proprio a proposito di questo, in tanti ci hanno chiesto se sarebbe stato possibile parlare di un evento militare e dei protagonisti che lo hanno animato, scindendolo dal Sentimento patrio. Scusandoci abbiamo risposto, affermando con forza, che non sarebbe stato assolutamente possibile.

Da qui si è partiti per far comprendere facilmente che la via maestra da seguire e musa ispiratrice, sarebbe stata lo sviscerato amor di Patria il cui culto ha sempre camminato con quello della Famiglia.

In questo lavoro si è cercato, con le ovvie lacune, di “raccontare” le vicende e gli uomini di Barletta nell’epoca della Grande Guerra e Barletta, nelle vicende fortunate ed avverse della Patria, non è mai stata assente.

Riconosciuto da tutti, la Città della Disfida ha rivestito un ruolo primario ed a volte da vero e proprio Protagonista. Scaturiva spontanea la necessità, quindi, che tutto venisse narrato, pubblicato e nel tempo passato al grande Giudizio della Storia.

Vivendo nell’epoca della comunicazione, è stata compiuta la scelta di riportare i fatti come si  stesse assistendo alla proiezione di un interminabile film. Proprio come succede nei lungometraggi, in un crescendo, vi appariranno sull’immaginario schermo panoramico, la figure maggiori, le scene salienti della Storia di Barletta e di conseguenza dell’Italia.

Come in un virtuale trailer assisteremo allo scoccare della fatidica data del 24 maggio 1915, quando il Castello normanno – svevo di Barletta fu bombardato dall’esploratore asburgico Helgoland dall’imboccatura del porto (fig.1) e che solo l’eroico intervento del cacciatorpediniere Turbine scongiurò che il bombardamento fosse diretto sulla Cattedrale.

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Si proseguirà, colonna sonora le note del “Piave mormorò”, con il fulgido eroismo del diciannovenne sergente dei bersaglieri Giuseppe Carli  il quale, al terzo anno della scuola di ragioneria, interrompe gli studi per arruolarsi nel 11° Reggimento come allievo sergente. L’anno successivo (1915) viene trasferito nel grado al 12° (4a cp. XXIII Btg.). Dopo appena venti giorni dall’entrata in guerra dell’Italia, il 1 giugno del 1915 sul finire del giorno cadde, incitando i suoi ad avanzare, sul  Monte Mrzli e per questo atto di estremo amor patrio, sarà il primo sodato italiano a meritare la Medaglia d’Oro (fig.2).

Il film neo-realista continuerà con le storie di tanti altri Figli di Barletta che versarono il loro sangue, meritandosi di essere ricordati e scritti a lettere d’oro nell’albo dei patrioti e da parte nostra, altro non si poteva offrire se non far conoscere l’interminabile elenco di Caduti e decorati della Grande Guerra, i nomi e lo stato di servizio, i luoghi dove caddero, le campagne effettuate ed infine le meritatissime ricompense ricevute.

Ci sforzeremo, stimolando la fantasia di chi seguirà la mostra, di farvi quasi scorgere l’interminabile fila di Eroi barlettani rappresentati dalla Brigata Barletta (fig.3) con le povere divise ormai logore, con le ferite sanguinanti ma con qualcosa che da’ luce a tutto e che fa bellissima mostra sui loro petti, le “Stellette” a simboleggiare il fulgido Amor Patrio.

Il 24 maggio 1915 l’Italia entrò in guerra a fianco dell’Intesa contro l’impero austro-ungarico. Sul fronte austriaco ebbe subito inizio la guerra di logoramento.

Molti italiani si arruolarono volontari e tra questi il diciottenne Giuseppe Carli classe 1896, ma la maggior parte dei combattenti fu costituita dai richiamati alle armi con l’arruolamento obbligatorio.

Furono numerose le battaglie che vennero combattute, soprattutto in Trentino, Veneto e Friuli. Tre furono i fiumi teatro di grandi battaglie: l’Isonzo, il Tagliamento e il Piave.

L’Italia, quando scoppiò la guerra mondiale, aveva alle armi 248.000 uomini ed aveva appena 2.250.000 cittadini con obblighi militari e con una pur sommaria istruzione; a questi 2.534.000 nel corso dei quattro anni di guerra vennero aggiunti altri 3.224.000 uomini, dei quali 2.788.000 rimasero per un periodo più o meno lungo nell’Esercito mentre 720.000 furono dispensati ed esonerati per esigenze imprescindibili della produzione agricola, industriale e bellica nonché per il funzionamento dei pubblici servizi.

fig. 3
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Nell’ora in cui la Patria fa luogo al riconoscimento di ogni benemerenza anche se umile e taciuta, è doveroso mandare una parola di conforto ai genitori che fecero alla Patria l’omaggio della vita del loro figliolo senza la gloria della bella morte sul campo o di una ferita in battaglia, o di una ambita ricompensa al valore. Col volgere degli anni e sotto l’assillo degli eventi tragici della lotta, aiutarono a superare questo faticoso rastrellamento di gente.

Furono chiamate, durante la guerra, le classi dal 1874 al 1900 che per l’esercito salirono a 5.698.000; i volontari di altre classi furono circa 8.000 e gli elementi permanenti 52.000.

Il rendimento delle classi chiamate variò da un minimo di 148.000 la più vecchia (1874) ad un massimo di 294.000  (classe 1896).

I morti italiani per diretta causa di guerra si calcolarono intorno a 680.000, ma bisogna aggiungervi, sia pure basandosi su acuti metodi di stima, una quota almeno della mortalità verificatasi nella popolazione per concause di guerra, raggiungendo così la cifra di circa 750.000 vite umane. La guerra non terminò per una vittoria decisiva, ma per esaurimento di uno dei due blocchi, quello degli Imperi Centrali.Infatti, nel 1918, una crisi attraversò sia l’Impero tedesco sia l’Impero austriaco.

Le conseguenze sociali ed economiche della guerra furono enormi.
Quando essa terminò si contarono milioni di morti e feriti. Ma, a guerra finita, poi, scoppiò un’epidemia di influenza, detta spagnola, che provocò quasi 13 milioni di vittime. Molte famiglie erano rimaste senza giovani e capofamiglia, molti dei quali o erano morti o erano ritornati a casa inabili, rendendo ancora più gravoso il carico economico delle famiglie.

In conclusione quello che ci siamo sforzati di riportare non è un freddo elenco di nomi e luoghi ma uno splendente esempio di “ragazzi” i quali risposero “Presente”, come riportato sui gradoni del Sacrario di Redipuglia, per l’onore di Barletta e per servire l’Italia.

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Michele Grimaldi
Michele Grimaldi, nato a Barletta il 28 gennaio 1958. Archivista di Stato, Responsabile della Sezione di Archivio di Stato di Barletta, in servizio nel Ministero dei Beni Culturali dal 1978, ha svolto negli anni un’intensa attività di riordino, ricerca e divulgazione di archivi pubblici e privati, Nel 1977 si diploma presso il Liceo Classico “Alfredo Casardi” di Barletta e nel 1980 consegue il diploma in Archivistica, Paleografia e Diplomatica presso l’Archivio di Stato di Bari. Ha curato, diretto e coordinato l’allestimento di numerose mostre, alcune a carattere scientifico, altre dai temi più didattici e nella scelta dei temi di rilevanza regionale e nazionale ha tenuto presente gli orientamenti storiografici più recenti, considerando gli appuntamenti con la storia forniti dalle ricorrenze di vari avvenimenti o dalle celebrazioni di personaggi famosi che, al di là delle manifestazioni celebrative, hanno fornito l’occasione di rivisitare criticamente il passato. Tra le più significative, “Barletta tra il grano e la sabbia. I progetti per il porto” (ottobre 1982), “L’Archivio che Verrà” (Barletta 2010) e quelle relative alle manifestazioni organizzate per il Centenario dello scoppio del 1° Conflitto Mondiale. Il 2014 “Spunti di ricerca storica per le celebrazioni nella Provincia Barletta Andria Trani del Centenario della Prima Guerra Mondiale” e nel 2015 “L’Italia chiamò – Barletta e la Grande Guerra”. Componente della redazione giornalistica del mensile di cultura, informazione ed attualità “Il Fieramosca” edito a Barletta, per il quale cura, in particolare, una rubrica di storia locale. È inoltre componente del consiglio direttivo della Associazione Nazionale Archivisti Italiani – Sezione di Bari e socio ordinario dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano - Comitato provinciale di Bari.

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