“La grande bellezza” secondo noi

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Michele Lasala

Ritorniamo ad interessarci con maggior approfondimento della pellicola- Oscar ” La grande bellezza”. A freddo se ne è occupata la collega Giusy Del Salvatore e oggi, a caldo, torna a selezionare l’anima del film il critico cinematografico di Barletta News Michele Lasala che distingue storia e tempi del regista cogliendo il suo spirito partenopeo.

Titolo originale : La grande bellezza
Regia: Paolo Sorrentino
Interpreti principali: Toni Servillo ; Carlo Verdone ; Carlo Buccirosso; Sabrina Ferilli; Roberto Herlitzka; Isabella Ferrari
Genere: drammatico
Durata: 140 minuti
Valutazione: Gold-star-graphic_(1)Gold-star-graphic_(1)Gold-star-graphic_(1)Gold-star-graphic_(1)half star

Paolo Sorrentino si segnala da sempre come uno dei talenti più istrionici del nostro cinema. Ed è senz’altro nella complessità della forma che sono naufragate alcune delle sue opere potenzialmente migliori ( “This must be the place” altro non narra che il viaggio di un uomo per ritrovare se stesso, ma ancora oggi mi chiedo se fosse davvero necessario un approccio tanto sperimentalistico quanto “eterodosso”). In seno a molta critica italiana vi è purtroppo ,a mio avviso, una vena d’altezzosità degna d’un “poeta vate” per cui diviene indegno di una seppur minima visione il film pseudo-popolare, di massa, oserei dire plebeo. Stesso trattamento lo si riserva talvolta a un cinema di carattere sfacciatamente intellettuale , a tal punto da venir considerato sui generis , quasi puro riverbero dell’autocompiacimento registico di alcuni autori del bel paese. D’altronde non nego di essermi in prima persona schierato a favore di tali sprezzanti opinioni, anche nei confronti del buon Sorrentino. Ma credo sia arrivato il momento di asserire, come ampiamente dimostrato dai fatti, che il regista partenopeo sia giunto ad una completa maturità artistica.

C’è chi coglie anche ne “La grande bellezza” la stessa pretestuosità di altre sue opere e non nego di coglierla anch’io. Tuttavia credo che stavolta, dietro l’evidente esagerazione e ricercatezza estetica di Sorrentino, si celi una pellicola di valore assoluto. E negarlo in toto è forse segno di una cecità critica che credo vada ben al di là dell’accettabile e del condivisibile. Esaurite le premesse, ci troviamo di fronte al sesto lungometraggio del regista nativo di Napoli. Ed alla quarta collaborazione ed interpretazione dell’attore-feticcio Toni Servillo. L’attore (da “ brividi” la sua interpretazione) interpreta il sessantacinquenne giornalista Jep Gambardella , da sempre protagonista compiacente della scena mondana della capitale. Non vi è festa in cui non sia mattatore, non c’è mano che non abbia stretto o sorriso che non abbia ricambiato. Ma in Jep matura lentamente da qualche tempo una sorta di intimo rigetto verso un mondo che forse sa in fondo non appartenergli .

Lui, autore in gioventù di un unico romanzo (straordinario, a detta dell’amico Romano, interpretato da un piacevole Carlo Verdone) quasi vittima consapevole di un etichetta che il magma caotico capitolino gli ha affibbiato e di cui adesso non può più fare a meno. Una serie di eventi e conoscenze curiose quanto improbabili , e la consapevolezza della vecchiaia, porteranno Jep a ridiscutere il rapporto col proprio io. Questi i tratti salienti della trama , anche se è mio dovere di recensore avvisarvi che il film non brilla certo per linearità e chiarezza narrativa. Estrapolare un cenno di trama, al contrario, ritengo sia addirittura deleterio per il quadro finale che Sorrentino intende fornirci. Un mosaico di inaudita complessità, vortice eterno di sofferenze celate e di personaggi alquanto singolari; didascalica e dal forte sapore Felliniano , ma a mio avviso efficace, la scena ambientata nelle terme di Caracalla in cui un anziano circense fa scomparire una giraffa dinanzi agli occhi disillusi del protagonista.

Nella Roma contemporanea di Sorrentino, mille e più personalità celano a fatica dietro l’ostentazione della ricchezza e di una vuota cultura citazionista ( come dimenticare la battuta di uno dei tanti personaggi, che non esita a scomodare Pirandello per spiegare la sua continua voglia di cambiare abito da sera ) drammi famigliari o personali. In tal senso merita menzione l’anziana coppia di nobili decaduti che si prestano tristemente ad essere affittati per una notte da chiunque, ad una festa ,voglia vantare conoscenze tra conti e duchesse. A Sorrentino riesce l’indicibile impresa di dir tutto senza dir niente. Di abbracciare la visione del singolo senza scomporre i delicati equilibri di una critica che si fa sistemica , universale, che colpisce la condizione umana più che l’uomo , senziente ingranaggio di questo eterno carnevale tragicomico.

Sai cos’hanno di bello i nostri trenini ? che non vanno da nessuna parte…” . Ed è forse nel puerile desiderio di trovare una risposta ad un’innocente interrogativo sepolto dal tempo, che Jep trova la redenzione ( definitiva ?). Nel tornare a essere schiavo di un impulso infantile, della volontà di conoscere i motivi che spinsero la bella fidanzatina a lasciarlo più di 40 anni prima. Il finale non ci fornisce alcuna risposta, ma è il quadro di insieme che risplende di una spietata e cinica luce di verità, di una tristezza cosmica priva di spiraglio alcuno.

È tutto sedimentato sotto il chiacchiericcio e il rumore, il silenzio e il sentimento, l’emozione e la paura… Gli sparuti incostanti sprazzi di bellezza. E poi lo squallore disgraziato e l’uomo miserabile.

 

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Michele Lasala
Michele Lasala è nato a Barletta l'11/6/1989. Ha conseguito la maturità scientifica nel 2010. Iscritto alla facoltà di Giurisprudenza, indirizzo d'impresa, é giornalista pubblicista dal 2016. Amante della lingua inglese, ha svolto un corso di Business English e possiede certificato Cambridge di livello B2. Nel 2016 consegue l'attestato Google: Eccellenze in digitale. Appassionato di Cinema e Poesia e scrittore a tempo perso, ha ricoperto il ruolo di responsabile della comunicazione presso NIDOnet e ne é attualmente addetto all'ufficio stampa. Dal Gennaio 2014 é redattore di cultura e spettacolo presso la testata telematica Barletta News.

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