La disfida e le nuove sfide: per un’Italia ancora da pensare

Serata al Teatro Curci per ricordare l’impresa di Fieramosca e per riflettere sull’idea di patria nell’anniversario della Disfida di Barletta

Il Risorgimento, si sa, resta una delle pagine più problematiche della nostra storia. Raccontata con eccesso di trionfalismo da chi temeva, all’indomani della difficile unificazione, la fragilità del risultato raggiunto; rievocata oggi, nelle occasioni più svariate, per ricordare a tutti che questa unità forse ancora non c’è.
La Disfida di Barletta resta una di quelle occasioni. L’episodio stra-noto dei tredici cavalieri italiani che sfidano altrettanti francesi per difendere l’onore di un’idea di patria, viva nell’animo di Fiermosca e compagni più che nelle cartine geopolitiche, attribuisce al fatto storico un valore di attualità innegabile.

Giusto allora partire dal romanzo di Massimo D’Azeglio per lo spettacolo di ieri al Teatro Curci dal titolo “Dritta o storta è sempre Italia”; l’evento, a cura della Compagnia delle Formiche e Teatro dei Borgia, è inserito nel programma “I Giorni della sfida”, un ricco cartellone di iniziative culturali dal 13 e fino ad oggi, per celebrare il 511^ anniversario della Disfida di Barletta.
“L’Ettore Fieramosca o la Disfida di Barletta”, rappresentò già nell’800 quando D’Azeglio compose l’opera e l’Italia era ancora da fare, una sfida, quella di “mettere un po’ di fuoco in corpo agli italiani”, accendere, cioè , quell’amor patrio che doveva infiammare le imprese risorgimentali.

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“Un monito che parla ancora oggi e ci invita a riflettere su cosa sia per gli italiani l’Italia”: per Giampiero Borgia, ideatore e regista della serata, è questo il filo rosso che lega i contributi dei vari artisti che si alternano sul palco del Teatro: da Pietrangelo Buttafuoco (“In nessun altro posto i suoi abitanti chiamano paese la propria nazione”) al giornalista Stefano Livadiotti, autore del libro “Ladri”, intervistato da Giuliano Foschini sul problema dell’evasione fiscale; da Pino Micol e Manuela Mandracchia che recitano pensieri di scrittori, poeti, cantanti e politici, a Michele Placido che conclude riflettendo ironicamente sui tanti difetti del nostro paese, “senza i quali però non sarebbe Italia” e sui tanti geni come Michelangelo, Leonardo, Dante e tutta la bellezza per cui “dritta o storta, appunto, è sempre Italia”.

Altri momenti della serata, l’intervento dell’artista napoletana Betty Bee, che legge con emozione alcuni pensieri mentre Adele Zara, con le forbici, fa a pezzi il tricolore di cui è rivestita, e la telefonata del barese Alessio Giannone, esperto di comunicazione sul web, noto come Pinuccio che immagina di chiamare l’Italia dopo 40 anni per informarla dei cambiamenti avvenuti (“Non lo sapevi? Cambiano i governi ma non si va a votare, non si usa più”).
Intermezzi musicali strepitosi a cura della Tana Piccolo Ensemble Musicale con i bravissimi Papaceccio, Serena Brancale, Francesco Cespo Santalucia, Nick Seccia, Giovanni Astorino e Marco Valerio.

 

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