La difesa della costa, intervento utile o inutile?

L’inizio dei lavori per la difesa dall’erosione della costa, lungo la Litoranea di Ponente, porteranno alla scomparsa di ben 2,6 km di soffice arenile, un tempo abbondante, formato dalle tipiche sabbie femiche, scure e quarzose trasportate dal fiume Ofanto in milioni di anni. L’intervento, che dovrà concludersi in 180 giorni è la prosecuzione di quanto già effettuato alla fine degli anni ottanta per proteggere la costa del Villaggio Fiumara.
Le opere di difesa progettate, segnano l’inizio di una profonda fase di trasformazione del nostro litorale da sabbioso a roccioso, compromettendo in modo irreversibile i possibili scenari economici collegati alla valorizzazione turistica del vasto arenile posto a sud del villaggio Fiumara.
Il progetto prevede la realizzazione di una diga sommersa con funzioni di difesa per stabilizzare l’arenile e secondo la valutazione del progettista consentire il “ rinascere “ naturale della spiaggia. Il progetto attuale, ricalca a grandi linee il vecchio progetto già utilizzato e realizzato, per proteggere il Villaggio Fiumara, solo che non si è mai assistito a nessuna rinascita dell’arenile, anzi proprio per effetto delle opere rigide utilizzate, quali pennelli e cassoni, occorre effettuare periodicamente riporto di materiale lapideo, inoltre per effetto della dinamica marina il Villaggio, lateralmente, risulta sempre più attaccato da fenomeni erosivi, assumendo sempre più i connotati di una penisola.
Per cercare di intercettare finanziamenti e dare risposte all’erosione costiera, il vecchio progetto, oggi a firma del figlio del precedente progettista, venne riesumato in fretta e furia dall’amministrazione Maffei, adattato alle nuove norme tecniche e candidato ad un primo finanziamento 2.700.000 euro. Successivamente lo stesso progetto è stato acquisito e fatto proprio dall’amministrazione Cascella.
Fin dall’inizio ho cercato di dimostrare come tale opera, oggi in fase esecutiva, pur in presenza delle necessarie autorizzazioni e pareri, di fatto risulterà un’opera inutile, irrecuperabile e dannosa in grado di stravolgere il nostro magnifico arenile. In pochi mesi un ampio tratto di tratto di litorale cambierà la sua connotazione geomorfolgica e cioè la linea di battigia dall’originaria costa bassa e sabbiosa si trasformerà in costa bassa e rocciosa, ipotecando il futuro dell’attività turistica sulla riviera di ponente.
A nulla sono valse le mie proteste, anche in sede politica, per cercare di fermare lo scempio ambientale che presto si abbatterà sulla costa, rendendo inutile ogni successivo intervento di riutilizzo.
A nulla è valso far conoscere quanto scritto nelle “ Linee guida per la individuazione di interventi tesi a mitigare le situazioni di maggiore criticità delle coste basse pugliesi “, riportate nella D. G. Regionale n° 1185, del 31/05/2011, allegato 3.1, pag. 53 e succ. in cui si legge: << anche a levante del villaggio “La Fiumara”, recentemente, sono state realizzate altre opere trasversali e radenti che non hanno avuto grande effetto, anzi hanno spostato man mano l’erosione sottoflutto… Omissis … In linea generale, date le caratteristiche del trasporto solido longitudinale, è sconsigliato l’uso di pennelli trasversali emergenti sia sul tratto di litorale a ponente della foce dell’Ofanto, che su quello a levante, così come il ricorso ad interventi localizzati che irrigidendo un tratto di litorale mettono in sofferenza quelli adiacenti. Visto il deficit sedimentario della Sub Unità, anzitutto si impone di intraprendere azioni di mitigazione dirette a favorire il trasporto di sedimenti dal bacino dell’Ofanto a mare>>.
A nulla è valso l’intervento del segretario dell’Autorità di Bacino, prof. Antonio Di Santo, nel convegno “ Ilmare24ore ” svoltosi il 12 marzo al GOS di Barletta, dove ha spiegato come opere di difesa rigide della costa, cioè quelle che si andranno a realizzare, sono ormai un concetto superato.
A nulla è valso la mia sollecitazione, rivolta a Consiglieri regionale e Assessore comunale di organizzare un forum tecnico con il coinvolgimento del Laboratorio di Ricerca e Sperimentazione per la Difesa delle Coste (LIC) del Politecnico di Bari, allo scopo di approfondire la tematica e realizzare un modello sperimentale di protezione della costa, compatibile con lo sviluppo turistico ed economico.
A nulla è valso indicare l’esistenza di nuove tecniche di difesa costiera a minore impatto e più rispettose dell’originaria conformazione geomorfologica della costa, quali il riporto di sabbia prelevata da cave di prestito ubicate direttamente in mare, effettuando in tal modo un ripascimento con la stessa sabbia erosa.
A nulla è valsa la richiesta di individuare una nuova dividente demaniale in grado di assicurare il futuro sviluppo socio, economico e turistico della costa.
Tutto inutile ! L’amministrazione Cascella è andata avanti, al solo scopo di non perdere il prezioso finanziamento. L’unico risultato della diga sommersa sarà quello di contenere l’erosione consentendo di rispolverare il vecchio progetto di lottizzazione dell’area, in una costa che non vedrà più un granello di sabbia .
L’unica voce di natura tecnica intervenuta, pur in assenza di un serio confronto tecnico, è stata quella del geologo Alfredo De Giovanni, consulente del Comune di Barletta per il PUG, consulente della Provincia BAT per PPTP, dipendente dell’AQP e libero professionista che pubblicamente ha difeso la scelta operata dall’amministrazione comunale.
Sicuramente, un primo rilevante effetto di morfodinamica costiera che l’intervento produrrà, nel volgere di pochi mesi, riguarderanno gli arenili posti a sud, non interessati dalle opere rigide di difesa. L’irrigidendo del tratto costiero protetto causerà inevitabilmente la sofferenza del tratto di arenile posto a valle, innescando rilevanti fenomeni erosivi sull’intera spiaggia di ponente.
L’aver voluto ignorare un serio confronto tecnico a livello accademico in grado di condividere le scelte, implica inequivocabilmente l’assunzione di precise responsabilità politiche e tecniche i cui effetti potranno apprezzarsi tra circa dieci anni.
Tra dieci anni potremo valutare, se le attuali scelte di mitigazione dell’erosione costiera in termini di costi/benefici risulteranno salutari per l’economia cittadina o se rappresenteranno l’ennesimo esempio di come si sperperano soldi pubblici e si creano disastri irreparabili.
Ai posteri ogni ulteriore valutazione.

A cura di Ruggiero Maria Dellisanti

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