La denuncia di Unimpresa: Imprenditori Pugliesi come Eduardo De Falco

Dura denuncia della situazione economica dei piccoli imprenditori del nordbarese

“La condizione di Eduardo, cioè l’estrema esasperazione causata da un sistema talmente vessatorio e persecutorio che induce al profondo e giustificato rigetto, è una condizione particolarmente diffusa anche nel nostro territorio provinciale di Barletta Andria Trani”
La persona di cui l’associazione Unimpresa Bat sta parlando è Eduardo De Falco, proprietario di una pizzeria di Casalnuovo (Na), il quale si è tolto la vita dopo che l’ispettorato del lavoro lo aveva sanzionato con un verbale di 2 mila euro per la presenza della moglie nei locali dell’attività, prestando il proprio lavoro senza regolare contratto. Eduardo De Falco è l’ennesima vittima della crisi, della tassazione sempre più spietata e della disperazione. Tutte situazioni che, come sottolinea l’associazione di categoria Unimpresa, sono comuni in tutti Italia, Barletta non esclusa.
Non vogliamo riprendere i numeri e le situazioni già illustrati nel precedente articolo, ma solo riportare questa nuova dichiarazione di Unimpresa, che si stringe attorno ai famigliari di De Falco denunciando come l’uomo si sia trovato in una situazione in pratica identica a quelli dei piccoli imprenditori della nostra provincia.
In particolar modo, l’associazione di concentra ancora sui venditori ambulanti: “Se un venditore ambulante “si permette” di occupare una superficie al mercato di qualche centimetro superiore a quella autorizzata scatta immediatamente una multa di oltre mille euro e altri mille se ha ritardato di lasciare l’area mercatale qualche minuto dopo l’orario prestabilito per la chiusura delle attrezzature di vendita. Poiché la vessazione deve essere non solo di tipo persecutorio ma una precisa strategia per esasperare gli animi e per attuare una scientifica azione di distruzione programmata delle micro e piccole imprese, accade che neanche l’invio di scritti difensivi con tanto di giustificazioni e talvolta anche di dimostrazione dell’assoluta buona fede piuttosto che dell’accidentalità dell’avvenimento porta ad una seppur riduzione dei verbali. Come dire, se devo distruggerti devo farlo fino alla fine, fino in fondo e, possibilmente, definitivamente”.
Una dura denuncia che, tuttavia, mostra uno scenario purtroppo reale e tangibile; “Nel nostro territorio si calcola che oltre il 35% dei piccoli commercianti si trova attualmente nella condizione di avere in sospeso il pagamento di verbali elevati per varie ragioni e a volte di entità assolutamente sproporzionate anche rispetto alle infrazioni amministrative commesse”.
Ormai tutti conosciamo il vero stato dell’economia mondiale e giorno dopo giorni ascoltiamo nuovi bollettini, alcuni che parlano di una “lenta ripresa”, altri che definiscono questa ripeesa “fin troppo lenta”, portando, a riprova delle proprie teorie, statistiche, previsioni, proiezioni, piani, numeri.
Numeri, grandi masse di numeri che però non riescono a  rendere a pieno la situazione di un individuo, di un imprenditore che non solo deve affrontare una delle più gravi crisi finanziarie degli ultimi anni, ma che si vede vessato anche da chi, in teoria, dovrebbe incentivare la ripresa e il lavoro. La crisi avrà fine solo quando si smetterà di guardare solo ai grandi numeri e dare attenzione finalmente ai bisogni dei consumatori e dei piccoli imprenditori che più di tutti stanno pagando il prezzo di questa crisi.

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