La conoscenza decide il futuro del lavoro: Flc Cgil a congresso nella Bat

05“La conoscenza decide il futuro del lavoro anche per questo territorio”: è il tema al centro del 3°dibattito congressuale provinciale della Flc Cgil di Barletta – Andria – Trani celebratosi per l’intera giornata di ieri presso presso “Il Brigantino 2” (Litoranea di Levante). L’appuntamento della Federazione Lavoratori della Conoscenza della Bat, organizzato nell’ambito del XVII congresso della Cgil, giunge a conclusione di una fase preparatoria iniziata già nei mesi scorsi con una serie di iniziative volte a programmare l’offerta formativa sui territori: a partire dalla scelta delle strategie e delle metodologie per arrivare all’organizzazione in senso più generale stabilendo ruoli, compiti e responsabilità di ciascuno al fine di divenire sempre più capaci di leggere i bisogni e di rispondere ai desideri nei contesti in cui si attuano “azioni educativo-formative.

Al congresso hanno partecipato i 55 delegati che sono stati eletti nelle assemblee di base in dibattiti che hanno visto la partecipazione di 300 lavoratrici e lavoratori su 835 iscritti alla categoria. Dopo un video introduttivo emozionante e di attualità girato da ex insegnanti e da precari che testimoniamo la loro “esclusione” nel settore della conoscenza e i disagi che stanno subendo non solo come lavoratori ma anche come persone, ad aprire i lavori è stata la relazione del segretario generale uscente della Flc Cgil Bat, Francesco Dambra, alla quale è seguito l’intervento del segretario generale della Cgil Bat, Luigi Antonucci. A concludere i lavori Claudia Pratelli del Centro nazionale Flc Cgil. Numerosi i punti fondamentali affrontati in questo incontro: si va dai tagli del ministero del personale docenti e A.T.A., al finanziamento dell’università privata (L.U.M) discriminando, quindi, quella pubblica; dalla mancata istituzione dell’Ufficio Scolastico Territoriale da parte del MIUR, alla riduzione, impoverimento e precarietà del lavoro nel nostro Paese e alle sue negative conseguenze, come la povertà e la fuga di molti italiani, perlopiù giovani dal Bel Paese oramai solo di nome.

Nonostante ci siano state pressioni e battaglie da parte della CGIL senza risposta dalle autorità competenti, l‘Unità sindacale non si arrende e spera che torni ad essere un obiettivo e un valore irrinunciabile per tutti e che possa ritrovare presto, in un confronto fecondo e sincero d’idee e d’ opinioni tra persone che non devono far venire meno il senso di appartenenza ad una medesima gloriosa comunità, una forte armonia interna per garantire una prospettiva di svolta nella condizione sociale ed economica di milioni di lavoratori, giovani, indifesi e non tutelati.

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