La Cantina Sperimentale e il primo D.O.C. – Parte II

La risposta non si fece attendere e il 13 novembre dello stesso anno Francesco Paolo De Leon, Sindaco di Barletta, comunicava al Presidente del Comizio agrario che il Consiglio Comunale aveva deliberato per “ … l’impianto a Barletta di una Cantina sperimentale e si sta provvedendo a stilare il regolamento e ad individuare i locali dove alloggiare la stessa”.

Vino 3La delibera del Consiglio Comunale veniva inviata alla Deputazione Provinciale per l’approvazione e subito dopo trasmessa al Ministero per l’Agricoltura, unitamente al  progetto di “ Regolamento della Cantina Sperimentale di Barletta”, per l’emanazione del decreto istitutivo.

Il 12 settembre del 1879 Cettura comunicava al Sindaco che “… il Ministero ha approvato l’impianto a Barletta di una cantina sperimentale e pertanto è necessario che mi faccia sapere le deliberazioni del Municipio intorno ai locali ove ubicarla e disponga sul concorso (aiuto finanziario n.d.r.) acciocchè nulla manchi allo scopo”.

Anche questa volta le richieste effettuate dal Cettura furono subito accolte e con verbale del 15 settembre 1879 Raffaele De Nittis, assessore municipale delegato alle Opere Pubbliche, consegnava al cav. Pietro Cettura i locali del’ex Convento dei Cappuccini per adibirli a sede della Cantina sperimentale.

Ben presto la sede dell’ex convento divenne troppo angusta per la mole di lavoro che doveva sopportare così che il 4 settembre 1884 i locali venivano riconsegnati al Comune alla presenza del sig. Salvatore Rutigliano, assessore comunale delegato alle opere pubbliche, del cav. Domenico Froio Direttore della Cantina Sperimentale (primo Direttore della Cantina n.d.r.) e dell’ing. Ercole Beer Capo dell’Ufficio d’Arte. La nuova sede fu individuata nei locali del Castello ma anche qui i problemi non furono certo di poca rilevanza. Infatti la Cantina in quegli anni ebbe vita grama e decadde fino al punto di sospendere ogni sua attività fino al 1886 allorchè, in seguito a concorso, fu nominato Direttore il dott. Antonio Fonseca il quale, praticamente, rifondò la Cantina ed essa difatti cominciò ad avere nuova vita.

L’iniziativa che cambiò radicalmente il corso fu “pensata” dal Fonseca che nel 1889 chiese ed ottenne dal Comune l’impianto di un laboratorio chimico per l’assaggio (analisi n.d.r.) dei vini. Difatti questo laboratorio cominciò presto a funzionare con attività sempre più crescente e nei tre anni successivi al suo impianto si rivelò utilissimo per i produttori e commercianti che sempre più numerosi si rivolgevano alla Cantina ed esportavano i propri vini in tutta Europa.

E proprio per questo motivo, primi in Puglia e forse in Italia, gli esportatori Barlettani, dovendo inviare in Austria il proprio prodotto, chiesero alla Sotto Prefettura di Barletta di intervenire presso il Comune affinchè quest’ultimo rilasciasse certificati di origine dei vini.

Il fatto si spiegava con l’esigenza dei paesi destinatari del prodotto locale, di conoscerne la provenienza. In poche parole stiamo parlando dell’ormai più che famoso D.O.C. (denominazione origine controllata) che a Barletta trova forse la sua origine.

La cosa naturalmente ebbe notevole rilevanza tanto da essere pubblicata il 19 febbraio 1895 sul n. 21 del periodico nazionale “Il Commercio Italiano” che in prima pagina trattava dei “ I vini di Barletta in Austria” e dei “Certificati di origine in Austria”.

Forse non si sarà ben compreso, ma stiamo parlando del 1895 ben 119 anni fa, non l’anno scorso.

Per fortuna, a differenza di tante altre istituzione frutto dell’ingegno e iniziativa locale scippate alla nostra Città, la Cantina Sperimentale continua a svolgere ancor oggi il suo compito ed è lì a monito di quanti persistono a chiedersi il perché Barletta debba essere la Città leader di un intero territorio.

Chi ha orecchie per intendere, intenda !

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Michele Grimaldi
Michele Grimaldi, nato a Barletta il 28 gennaio 1958. Archivista di Stato, Responsabile della Sezione di Archivio di Stato di Barletta, in servizio nel Ministero dei Beni Culturali dal 1978, ha svolto negli anni un’intensa attività di riordino, ricerca e divulgazione di archivi pubblici e privati, Nel 1977 si diploma presso il Liceo Classico “Alfredo Casardi” di Barletta e nel 1980 consegue il diploma in Archivistica, Paleografia e Diplomatica presso l’Archivio di Stato di Bari. Ha curato, diretto e coordinato l’allestimento di numerose mostre, alcune a carattere scientifico, altre dai temi più didattici e nella scelta dei temi di rilevanza regionale e nazionale ha tenuto presente gli orientamenti storiografici più recenti, considerando gli appuntamenti con la storia forniti dalle ricorrenze di vari avvenimenti o dalle celebrazioni di personaggi famosi che, al di là delle manifestazioni celebrative, hanno fornito l’occasione di rivisitare criticamente il passato. Tra le più significative, “Barletta tra il grano e la sabbia. I progetti per il porto” (ottobre 1982), “L’Archivio che Verrà” (Barletta 2010) e quelle relative alle manifestazioni organizzate per il Centenario dello scoppio del 1° Conflitto Mondiale. Il 2014 “Spunti di ricerca storica per le celebrazioni nella Provincia Barletta Andria Trani del Centenario della Prima Guerra Mondiale” e nel 2015 “L’Italia chiamò – Barletta e la Grande Guerra”. Componente della redazione giornalistica del mensile di cultura, informazione ed attualità “Il Fieramosca” edito a Barletta, per il quale cura, in particolare, una rubrica di storia locale. È inoltre componente del consiglio direttivo della Associazione Nazionale Archivisti Italiani – Sezione di Bari e socio ordinario dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano - Comitato provinciale di Bari.

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