La Cantina della Sfida: La culla dell’amor patrio trasformato in squallido book shop ? – Parte I

Il 13 febbraio prossimo saranno trascorsi già 11 anni dalle celebrazioni del 500° anniversario dell’ormai celeberrimo fatto d’armi che vide protagonisti Ettore Fieramosca con i suoi compagni d’arme e il “nemico” d’oltralpe Guy de la Motte. In molti, ove fossero interpellati, potrebbero rispondere che l’avvenimento sembra sia accaduto un secolo fa, visto le brume dell’oblio che hanno coperto l’intero anno di (sacrosante) celebrazioni che si sono svolte nella nostra e in molte altre città italiane in onore di quei 13 indimenticabili eroi che difesero il nome di una patria che all’epoca era più divisa che mai.

Gli ultimi avvenimenti che hanno visto quali protagonisti il Sindaco di Barletta che ha suggerito alle organizzazioni rappresentative e ai diretti operatori economici, commerciali e turistici, di “predisporre proprie iniziative e specifici pacchetti promozionali riferiti all’evento” e, in particolare, “ogni utile allestimento che richiami la Disfida di Barletta in modo da suscitare il massimo interesse”.

Tranquilli, quello che ci interessa analizzare non sono i festeggiamenti e le iniziative riguardanti la ricorrenza, bensì è nostra intenzione puntare la lente su un particolare che ai più è sfuggito o che non poteva ottenere un posto rilevante tra i tantissimi altri argomenti che sempre riempiono le giornate di un periodo dell’anno che, per Barletta, dovrebbe essere speciale.

Offesa

Ci riferiamo, ovviamente, al luogo (vero o presunto?) dove tutto ebbe inizio. Come l’Africa si dice sia stato l’ombelico del mondo, così la Cantina della Sfida è stata la progenitrice di un avvenimento che ha compiuto ormai ben 511 anni e secondo alcuni (illuminati !) storici, la scintilla per quella riscossa patriottica che più di tre secoli dopo porterà all’unità d’Italia.
Naturalmente la nostra non vuol essere l’ennesima ricostruzione degli avvenimenti (la (S)toria agli (S)torici) bensì l’interessante cronaca di un acquisto mai tanto azzeccato ( solo il Castello fu più grande !) effettuato dal Comune di Barletta.

Tutto ebbe inizio con una lettera inviata in data 10 novembre 1928 dal Commissario Prefettizio dott. Vito Lattanzio alla signora Giuseppina Panunzio vedova Massari residente a Firenze in viale Milton n.3. In quella missiva il dott. Lattanzio chiedeva notizie relativamente al fatto che “ … nel Palazzo di Sua proprietà in Piazza della sfida, già casa Damato, vi è un quarto sfitto che questo Comune avrebbe designato di prendere temporaneamente in locazione per uso di Ufficio Leva. Nel pregare vivamente di compiacersi farmi conoscere con cortese sollecitudine quali sono le condizioni di fitto, Le sarò grato se, con l’occasione, volesse compiacersi manifestarmi altresì quali sarebbero le sue eventuali richieste ove mai (!!!) il Comune progettasse l’acquisto dell’intero stabile costandomi che Ella era intenzionata di vendere detto immobile…”.

La risposta naturalmente non si fece attendere ed appena tre giorni dopo (altro che posta celere ! n.d.r.) il 13 novembre 1928 la signora Giuseppina Panunzio dalla sua abitazione, sita in via Cernaia 1 a Firenze e non in viale Milton n.3, rispondeva che “… il fatto del quartiere ch’Ella si compiace di chiedermi per codesto Comune è di £.300 mensili. Circa poi le sue richieste per un eventuale vendita dello stabile mi riservo farle conoscere in seguito ad informazioni sul valore attuale del suddetto”. Ancora dopo nove giorni il Commissario Prefettizio ringraziava la signora Panunzio per “ … la sollecita premura datasi nel rispondere e ove Ella non volesse disfarsi di tutto l’immobile gradirei almeno conoscere a quali condizioni cederebbe il sottano a pian terreno già adibito a cantina e che attualmente è occupato dal carbonaio Vivaldi”.

Dopo una contrattazione durata meno di un mese e a fronte di una contro offerta effettuata dal Comune di Barletta nella misura di £.200 prima, poi elevata a £.250 “… per dimostrarle quanto questo Comune sia animato da sensi conciliativi …” in data 27 dicembre 1928 la proprietaria dei locali accettava di concedere in fitto i locali per la somma annua di £.250 e comunicava che “ … per la presa di possesso del suddetto quartiere possono rivolgersi al mio amministratore avvocato Luigi Frezza”. Con contratto privato stipulato in data 25.02.1929 il Comune acquisiva in fitto i locali di proprietà della signora Panunzio.

La cronaca della vicenda si concluderà domani con la seconda parte…

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Michele Grimaldi
Michele Grimaldi, nato a Barletta il 28 gennaio 1958. Archivista di Stato, Responsabile della Sezione di Archivio di Stato di Barletta, in servizio nel Ministero dei Beni Culturali dal 1978, ha svolto negli anni un’intensa attività di riordino, ricerca e divulgazione di archivi pubblici e privati, Nel 1977 si diploma presso il Liceo Classico “Alfredo Casardi” di Barletta e nel 1980 consegue il diploma in Archivistica, Paleografia e Diplomatica presso l’Archivio di Stato di Bari. Ha curato, diretto e coordinato l’allestimento di numerose mostre, alcune a carattere scientifico, altre dai temi più didattici e nella scelta dei temi di rilevanza regionale e nazionale ha tenuto presente gli orientamenti storiografici più recenti, considerando gli appuntamenti con la storia forniti dalle ricorrenze di vari avvenimenti o dalle celebrazioni di personaggi famosi che, al di là delle manifestazioni celebrative, hanno fornito l’occasione di rivisitare criticamente il passato. Tra le più significative, “Barletta tra il grano e la sabbia. I progetti per il porto” (ottobre 1982), “L’Archivio che Verrà” (Barletta 2010) e quelle relative alle manifestazioni organizzate per il Centenario dello scoppio del 1° Conflitto Mondiale. Il 2014 “Spunti di ricerca storica per le celebrazioni nella Provincia Barletta Andria Trani del Centenario della Prima Guerra Mondiale” e nel 2015 “L’Italia chiamò – Barletta e la Grande Guerra”. Componente della redazione giornalistica del mensile di cultura, informazione ed attualità “Il Fieramosca” edito a Barletta, per il quale cura, in particolare, una rubrica di storia locale. È inoltre componente del consiglio direttivo della Associazione Nazionale Archivisti Italiani – Sezione di Bari e socio ordinario dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano - Comitato provinciale di Bari.

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