La 5^ commissione interna Pd: programmazione e pianificazione del territorio

Nella sede del partito democratico di Barletta, il segretario di circolo Franco Ferrara a seguito dei due ultimi incontri organizzati dall’amministrazione comunale sul tema “Piano Comunale delle Coste” tenutosi nei lidi Bagno 27 e teti, ha riunito la 5^ Commissione interna del Pd: Programmazione e pianificazione del territorio. Ordine del giorno: piano comunale delle coste: canale H e emergenza a mare.
Ha presieduto la commissione il Consigliere Antonio Santeramo, conduttore e moderatore il segretario Franco Ferrara.
Sono intervenuti: il sindaco Pasquale Cascella, l’assessore Azzurra Pelle, i dirigenti comunali Ernesto Bernardini e Gianrodolfo Di Bari rispettivamente del settore lavori pubblici e urbanistica, la consigliera Giuliana Damato, alcuni componenti segreteria e direttivo Pd, Antonio Cannito in rappresentanza dell’opposizione.
Hanno partecipato: IL Prof. R.M. Dellisanti, R. Lopez geologi esperti, conoscitori del territorio e rappresentanti di associazioni ambientaliste, datoriali, degli organi degli ingegneri, architetti e geometri, Archeoclub e Legambiente.

In apertura dei lavori il segretario Franco Ferrara evidenziando la trasversalità del tema rispetto agli interessi politici, mette in risalto che va dato atto all’amministrazione Cascella di aver riportato alll’attenzione della città, con diversi incontri e dibattici, l’ormai datato problema dello stato della nostra costa e della possibilità di rendere la stessa più fruibile e presentabile come stimolo di ripartenza dell’attività economica e turistica.
Ferrara auspicava la partecipazione alla discussione della generazione politica precedente (gli ultimi 4 sindaci) in maniera da poter ricostruire con una memoria storica, tecnica e giuridica tutto l’iter che ha determinato lo stato delle cose così come appare oggi, ma l’esperimento non è riuscito a causa degli impegni già presi precedentemente dagli ospiti.

Nell’ottica di Ferrara, sarebbe stato interessante mettere a confronto le generazioni politiche vecchie e nuove per capire come mai i problemi più importanti dell’oggetto in discussione e cioè erosione continua della costa della costa (utili solo 5 KM su 15) e acqua inquinata, dal 1997 data del progetto Tomasicchio ad oggi non ha dato alcun risultato, anzi tutto quello di cui si è discusso in passato ha comportato una tale perdita di tempo che in 10 anni Barletta ha perso circa 600 mt di arenile e ora porta l’amministrazione ad attivarsi d’urgenza e al limite delle scadenze per l’ottenimento dei finanziamenti necessari solo al primo stralcio delle opere strutturali da realizzare.
Per il presidente Santeramo il progetto Tomasicchio che dovrebbe bloccare l’erosione costiera è già stato inserito nelle urgenze del piano triennale delle opere pubbliche e nell’analisi scontata all’interno della commissione consiliare è apparso completo dei pareri favorevoli di tutti gli uffici preposti al controllo e che un ulteriore messa in discussione del progetto comporterebbe solo uno slittamento dei tempi di attuazione con una perdita secca del finanziamento regionale già disponibile, oltre agli oneri della progettazione e della mancata esecuzione.
Il geologo Ruggiero Maria Dellisanti riportando alla memoria dei presenti l’esempio del recupero costiero del villaggio fiumara, non ha messo in dubbio la validità del progetto che certamente blocca l’erosione ma non restituisce il litorale sabbioso di cui Barletta ha invece bisogno per lo sviluppo turistico, con la possibilità  di dare vita a nuovi lidi e per rendere meglio il concetto, mette a disposizione dei presenti una propria considerazione e valutazione dello stato delle cose e in quanto prospettiva futura andrebbe fatto sul recupero degli arenili, prefigurando scenari che contrappongono le aree demaniali dalle aree private, sulla funzionalità del parco dell’Ofanto che al momento appare solo sulle carte e non  nella realtà.
L’esperienza di Dellisanti si sofferma a lungo sui canali di scolo, evidenziando che essi  trasportano in mare sostanze inquinanti e se non si vuole che il sindaco prima o poi sia costretto ad emanare ordinanze di divieto di balneazione in prossimità dei canali e non solo, come prescritto dalla legge, occorre affrontare urgentemente il problema nella sua complessità, individuando prima di tutto le cause, in ordine prioritario si sente di indicare perdite ascrivibili all’acquedotto provenienti dalla rete idrica cittadina obsoleta. Una stima, sicuramente per difetto, indica in almeno 7.5000 metri cubi di acqua le perdite di acuqa potabile che si perdono nel sottosuolo, a suo parere alimentano i canali di scolo, a queste perdite vanno sommate le immissioni di reflui urbani abusibi (Zona centro – centro storicoi), le immissioni delle acque della fogna bianca nella fogna nera, la mancanza di rete fognaria in alcune aree della periferia della citta e la presenza localizzata di falda.

A levante, il problema del canale ciappetta camaggi che convoglia le acque del depuratore di Andria più una serie di scarichi abusivi , è un aspetto che dovrà essere risolto  a livello sovra comunale pensando ad esempio di interrare totalmente per poi farlo confluire in mare mediante una condotta sottomarina allo scopo di evitare che scarichi abusivi possano essere immessi in modo improprio e in questo modo la responsabilità sulla qualità delle acque che fuoriescono dal depuratore, è tutta ascrivibile al Comune di Andria.

Da parte sua l’amministrazione comunale con i competenti contributi dei dirigenti Di Bari, Bernardini e dell’assessore Pelle, ha evidenziato che gli interventi degli uffici comunali preposti non sono mai mancati, come l’ultima smarginazione del canale H dovuta alle recenti piogge torrenziali e risagomata in tempi brevissimi, senza aggravio di spese sui cittadini, ha rimandato la responsabilità del controllo all’ufficio di igene e sanità pubblica della Asl che è quasi inesistente e sordo alle sollecitazioni che il comune invia. Lamenta anche l’insolvenza della regione che più volte è stata sollecitata a discutere sulla problematica canali e emergenze scarichi a mare.

Il percorso dell’amministrazione Cascella sul tema è andato nella necessità di approfondire tutti i problemi, nessuno escluso, in una visone che si agganci al piano triennale delle opere pubbliche tramite la programmazione e la pianificazione. Con la programmazione economica e finanziaria 2014-2020 si potranno attivare finanziamenti su progetti specifici che deve trovare nella politica locale l’impegno della mediazione nelle scelte delle priorità degli interventi.

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