L’ex Distilleria ridisegna i suoi spazi

Dalle idee di Carmine Cavalliere e Lorenzo Camasso

Sottoposto al degrado del tempo e della mano vandalica dell’uomo, “l’ex Distilleria” di Barletta, dalla superficie di circa cinque ettari, oggi si configura come un’area industriale dismessa completamente assorbita dal tessuto urbano.
L’impianto industriale di distillazione, uno dei maggiori impianti di trasformazione di prodotti agricoli del Meridione d’Italia, ha cessato di funzionare nel 1975, e da allora ha sempre rivestito un grande interesse per la città proprio per la capacità di poter soddisfare i fabbisogni di carattere sociale e culturale, oltre che di promozione turistica industriale.
L’importanza storica che essa ha rivestito per la città, e che continua a rivestire, fa si che lo stato attuale di questa importante area sia inadeguato sia per il ruolo storico che ricopre e sia per la posizione centralissima rispetto alla città, in stretta comunicazione con la ferrovia. Ricordiamo a tal proposito, che il Ministero dei Beni Culturali ha decretato l’immobile denominato “ex Distilleria”, di interesse particolarmente importante ai sensi della legge del 1 Giugno 1939 n°1089, sulla tutela delle cose di interesse artistico e storico.

A tal proposito, l’idea progettuale proposta dagli ingegneri Carmine Cavalliere e Lorenzo Camasso, nell’ambito della presentazione di un progetto di ingegneria edile in sede universitaria, si manifesta con la volontà di ridisegnare uno spazio che sia a servizio dell’area, preservando e riconsegnando l’identità socio-culturale che questa ha assunto e che sta progressivamente perdendo.

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Il progetto propone di ridisegnare gli ampi spazi corredati da pochi arredi urbani in modo tale che non vadano ad appesantire e a distogliere l’attenzione dal fulcro principale dell’area che rimane l’antico edificio a falde. Inoltre, gli spazi verdi sono stati progettati in modo da scandire lo spazio esterno e in modo da attirare all’interno dell’area un flusso consistente di persone. Infatti, la carenza di spazi verdi e pubblici e l’impraticabilità degli attraversamenti pedonali che causano non pochi disagi ai pedoni, ha fatto sì che la progettazione tenesse conto di tali forme di criticità.

Il perno fondamentale sul quale è stato avvitato il progetto, è stato la vecchia ciminiera, preservata e resa il punto focale della intera zona. Attorno ad essa si sviluppa l’ampia piazza principale sulla quale affacciano i fabbricati preesistenti e quello di nuova costruzione, a formare quasi una corte chiusa ma significativamente porosa al fine di richiamare i cittadini all’interno di essa attraverso un gioco di slittamento degli spazi verdi.
Esso inoltre, prevede di risolvere anche e soprattutto l’inadeguatezza che l’area riveste rispetto alla sua localizzazione all’interno della Città di Barletta. L’area infatti si trova specchiata rispetto alla piazza della stazione di Barletta, e si trova di fronte all’altro ingresso/uscita dell’area ferroviaria.
In questo modo, la proposta progettuale, ottimizza l’idea di rendere questo spazio la seconda piazza principale della stazione, attraverso un ampio spazio aperto, destinato ad accogliere il flusso di gente proveniente dall’area ferroviaria, con annessi spazi verdi a servizio.

Inoltre, in modo da risolvere il congestionamento del traffico dovuto alla sosta degli autobus su Via Veneto, è stata prevista la realizzazione di una rotatoria e di un terminal bus con annesse aree di sosta, per captare il flusso pedonale e veicolare generato da chi intende recarsi in stazione o prendere il bus.
Con questo progetto, i due ingegneri hanno evidenziato le criticità di una delle zone strategiche della nostra città, proponendo una valida progettazione dell’ex Distilleria, che ne rivaluti carattere storico-sociale che da sempre l’hanno caratterizzata.

 

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31 anni, nata in Colombia ma barlettana d’adozione, appassionata di comunicazione in tutte le sue forme, ha fatto delle sue scelte universitarie il suo indirizzo di vita. Consegue la laurea specialistica in “Editoria e giornalismo” con tesi sul Citizen journalism . Partecipa ai master in Marketing, Comunicazione e Digital Strategy e al Master Universitario in Traduzione Letteraria e Tecnico-Scientifica – MUTLT. Ha scritto per : Il Tacco d’Italia, Forza Roma e As Sport. Traduttrice di articoli riguardanti l’economia, la comunicazione, la medicina, l’ambiente e la manualistica, attualmente lavora come mediatrice linguistica interculturale.

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