L’ennesimo insulto alla Storia di Barletta: in demolizione l’ultimo Trabucco

Elegia ad un pezzo di storia distrutto  dai difensori della cultura

Nelle ultime settimane, le espressioni “turismo culturale” e “valorizzazione del patrimonio culturale della città” sono state il leit motiv dell’amministrazione comunale, che più volte ha promosso e evidenziato le tante iniziative attuate sulla scia di questo ritrovato interesse per la cultura, nella grande speranza che questo nuovo sfoggio di opere d’arte ed eventi storici contribuisse non solo allo sviluppo di una maggiore coscienza civica ma anche, e soprattutto, a rimpinguare le casse comunali con moneta sonante.

Alcune settimane fa, poi, si sono tenuti diversi incontri il cui tema era la rivalorizzazione dell’area portuale, attraverso tutta una serie di interventi volti a riportare agli antichi fasti  quello che forse è il bene più prezioso della città, probabilmente anche causa della sua fondazione, ovvero il porto e la costa tutta.

Trabucco 1È per questi motivi che la notizia dell’abbattimento in corso dell’ultimo trabucco cittadino giunge quindi dolorosa come un pugno dritto nello stomaco, quasi un insulto alla popolazione e alla storia della città. È vero, a causa del maltempo degli ultimi tempi la struttura era ormai pericolante e costituiva un serio rischio all’incolumità del popolo barlettano, ma scoprire così crudamente che i cosiddetti  “lavori di messa in sicurezza” consistessero invece nell’opera di abbattimento di uno dei frammenti di passato più importanti della Città della Disifida è stato comunque un duro colpo.

Perché se è vero che ormai le condizioni del trabucco erano critiche, è anche vero che non è solo colpa del vento e della pioggia se la situazione è diventata, col passare del tempo, così negativa; innumerevoli sono state le promesse di valorizzazione e messa in sicurezza succedutesi nel corso degli anni, tutte puntualmente cadute nel dimenticatoio insieme a molte altre (l’area portuale poi sembra essere vittima prediletta per questo genere di promesse).

Probabilmente non molti sapranno (sicuramente ai nostri illuminati amministratori sarà solo sfuggito) che il macchinario da pesca chiamato “trabucco” e una costruzione tipica presente solo lungo la costa adriatica, in special modo nel mezzogiorno, e che qui in Puglia è tutelata come patrimonio monumentale dal Parco Nazionale del Gargano. Addirittura il poeta vate Gabriele D’Annunzio rimase ammirato da questa costruzione: “La macchina pareva vivere d’armonia propria, avere un’aria ed un’effige di corpo d’anima”. Con alle spalle secoli e secoli di storia (il progetto che ha ispirato i pescatori del Gargano pare risalga addirittura al popolo fenicio), non sorprende quindi che una semplice macchina per la pesca si sia meritata tutta questa attenzione.

Ciò che dovrebbe sorprendere è il costante insulto rivolto a questa secolare storia, reiteratosi ogni volta che una di quelle famose promesse cadeva nell’oblio, per poi giungere al culmine della mancanza di rispetto con la beffa finale dell’abbattimento. E di certo non si può dire che sia mancato l’interesse verso il nostro ultimo trabucco, visto che periodicamente si sono levate le voci di coloro davvero interessati alla cultura e alla storia per fare in modo che il trabucco evitasse la fine che, invece, gli è stata riservata, quasi tenuta in caldo dalle oculatissime e saggissime scelte delle varie amministrazioni.

Ormai è inutile piangere sul latte versato, quel che è fatto è fatto, ma non si può ignorare quale ossimoro rappresenti il duro colpo dato al patrimonio storico e culturale della città da coloro che, sopra ogni altra cosa, hanno sempre affermato di volerlo proteggere e valorizzare. Come si era soliti dire, sic transit gloria mundi…

 

 

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Vittorio
Vittorio Grimaldi è nato il 17 agosto 1991. Diplomato presso il Liceo Classico "A. Casardi" di Barletta, attualmente studia Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Bari "Aldo Moro". Appassionato ed esperto di folklore e mitologia, gestisce dal 2013 il canale youtube a tale materia dedicato "Mitologicamente". Giornalista iscritto all'albo dei pubblicisti dell'Ordine dei Giornalisti della Puglia, dal 2014 è stato cronista politico della testata online Barletta News fino a dicembre 2017.

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