L’Archivio custode della Storia – Parte I

Siamo così anestetizzati dai personalissimi problemi che affliggono tutti noi dal mattino appena svegli che non ci accorgiamo o anzi non vogliamo notare, i duri colpi che sistematicamente subisce la credibilità sociale e politica della nostra Città.

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Palazzo Banca d’Italia

Qualcuno sostiene (ahimè giustamente!) che la mentalità dei centomila barlettani non è dissimile da quella di un piccolo e semi sconosciuto paesino di montagna e non, come invece dovrebbe essere, propria degli abitanti di un capoluogo di provincia con un’importantissima e nobile storia. Questo per far notare come le varie e dolorose “diminuzioni” di importanti presidi statali e non (leggi Banca d’Italia, Distretto Militare, Tribunale e la “minacciata” chiusura della Cantina Sperimentale)  sono state subite, dall’intera collettività, come l’ineluttabile fato di omerica memoria.

Le uniche reazioni registrate? Una serie di sterili e postumi dibattiti utilizzando i vari mezzi di comunicazione per crearsi alibi ridicoli che hanno prodotto ancor più disappunto e amarezza nei cittadini barlettani. E la storia sembra proprio non si fermi ancora, perché sotto la scure del legislatore, pare, debba finire (ancora una volta dopo la precedente soppressione della Sotto Prefettura) la sede della Prefettura.

Proprio scegliendo di differenziarmi dal modus operandi dilagante e guardandomi bene dall’essere blasfemo nel paragonare la mia azione  a  quella di San Giovanni Battista “ … io sono voce di uno che grida nel deserto (Giovanni 1,6-8.19-28)”, ritorno a porre l’attenzione sulla nuova sede della Sezione di Archivio di Stato. E si, perché non vorremmo che, l’unico presidio culturale statale presente nella nostra Città, subisca “l’ignorante” interesse dei nuovi vandali della spending review indiscriminata.

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Cantina Sperimentale

Debbo sinceramente confessare che è stato e lo è ancora, durissimo combattere l’idea che identifica l’archivio come un ammasso di carte polverose, abbandonate all’umido di uno scantinato o in soffitta all’insidia della pioggia e dei topi; una quantità di materiale esposto all’incuria o addirittura considerato ingombrante, la cui conservazione si continua a tollerare a mala pena nella ristrettezza degli spazi: è questa, purtroppo, l’immagine o la concezione che non tanto e non solo l’uomo qualunque ma anche il proprietario, privato o pubblico, ha spesso delle proprie carte d’archivio.

A causa di queste forme di dispregio degli antichi documenti appartenuti agli  archivi di comuni, di famiglie, di imprese, di associazioni,  sono andati irrimediabilmente perduti o comunque ci sono giunti gravemente danneggiati e lacunosi. Eppure la dignità umana avverte come bisogno primario anche quello di conservare un’immagine di sé, di trasmettere ai posteri un qualche riflesso della propria personalità singola e collettiva, delle proprie azioni. Ciascuno di noi è inserito, lo voglia o no, in una “tradizione”, in qualcosa che gli è tramandato e voglia o no, costituisce il fondamento del suo presente.

Disinteressandosi o ignorando le carte d’archivio, insomma, l’uomo rinnega sé stesso, la sua immagine storica.

L’archivio costituisce la memoria storica del comune e rappresenta l’unico mezzo per documentare i fatti del passato la cui conoscenza può essere indispensabile per studiare i presupposti onde avviare una azione futura. Realizzare l’obiettivo di metterlo a disposizione per la ricerca storica, cioè garantirne la conservazione, la custodia e la consultazione, rappresenta un indubbio salto di qualità per la Sezione di Archivio e di conseguenza per l’amministrazione Comunale.

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Michele Grimaldi
Michele Grimaldi, nato a Barletta il 28 gennaio 1958. Archivista di Stato, Responsabile della Sezione di Archivio di Stato di Barletta, in servizio nel Ministero dei Beni Culturali dal 1978, ha svolto negli anni un’intensa attività di riordino, ricerca e divulgazione di archivi pubblici e privati, Nel 1977 si diploma presso il Liceo Classico “Alfredo Casardi” di Barletta e nel 1980 consegue il diploma in Archivistica, Paleografia e Diplomatica presso l’Archivio di Stato di Bari. Ha curato, diretto e coordinato l’allestimento di numerose mostre, alcune a carattere scientifico, altre dai temi più didattici e nella scelta dei temi di rilevanza regionale e nazionale ha tenuto presente gli orientamenti storiografici più recenti, considerando gli appuntamenti con la storia forniti dalle ricorrenze di vari avvenimenti o dalle celebrazioni di personaggi famosi che, al di là delle manifestazioni celebrative, hanno fornito l’occasione di rivisitare criticamente il passato. Tra le più significative, “Barletta tra il grano e la sabbia. I progetti per il porto” (ottobre 1982), “L’Archivio che Verrà” (Barletta 2010) e quelle relative alle manifestazioni organizzate per il Centenario dello scoppio del 1° Conflitto Mondiale. Il 2014 “Spunti di ricerca storica per le celebrazioni nella Provincia Barletta Andria Trani del Centenario della Prima Guerra Mondiale” e nel 2015 “L’Italia chiamò – Barletta e la Grande Guerra”. Componente della redazione giornalistica del mensile di cultura, informazione ed attualità “Il Fieramosca” edito a Barletta, per il quale cura, in particolare, una rubrica di storia locale. È inoltre componente del consiglio direttivo della Associazione Nazionale Archivisti Italiani – Sezione di Bari e socio ordinario dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano - Comitato provinciale di Bari.

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