Justice League era una grossa scommessa fin da prima che la sua produzione avesse inizio: annunciato in potenza prima ancora dell’esordio al botteghino del deludentissimo “Batman v Superman”, il progetto è stato minato tanto dalle feroci critiche al già citato film quanto dagli scivoloni degli altri progetto del DC Extended Universe, la cui unica punta di diamante, per quanto un film oggettivamente mediocre e privo di vera innovazione a parte il genere di appartenenza del protagonista, è stata fino ad ora la “Wonder Woman” di Gal Gadot.

Le vicende che poi hanno portato il regista Zack Snyder a lasciare a chiusura delle riprese per un grave lutto familiare e la sua successiva sostituzione (non accreditata) con l’inventore dei film supereroistici corali, Joss Whedon, e i vari battibecchi relativi alla poca voglia di Ben Affleck a continuare a vestire i panni del Cavaliere Oscuro non hanno fatto altro che calare una profonda ombra sull’ambizioso Justice League.

Ma il flop non c’è stato e, con piacere, si può finalmente affermare che il DCEU è oggi venuto finalmente alla luce completo e, soprattutto, competitivo. Justice League non è esente da difetti, ricorda (molto) spesso e volentieri l’antesignano “Avengers” in numerosissime situazioni e dinamiche, il lato tecnico duro e puro sicuramente dividerà l’opinione pubblica, ma il film funziona, a partire dalla sceneggiatura.

Il lavoro di Chris Terrio prima e di Whedon poi, specie nelle rielaborazioni avvenuto ben oltre il termine delle riprese, c’è e si sente, ma non snatura lo spirito che da sempre contraddistingue i film sui supereroi della DC. La serietà c’è, si sente, è decisamente più presente che nei film della Casa delle Meraviglie, ma è finalmente spogliata di una fin troppo artata epicità che, paradossalmente, ridicolizzava proprio quelle situazioni che avrebbero dovuto essere serie.

La mano, pesante, di Snyder nella resa delle scene epiche e memorabili è ancora presente, ma non quella sua tossica deriva all’ampollosità, eliminata in favore di situazioni e riprese che, con maggiore semplicità, riescono meglio a costruire la tensione e la cupezza di alcune situazioni: parliamo di morte, conflitti sociali, xenofobia, disperazione, ecc.; tutti temi che, pur solo presentati, non hanno avuto bisogno di essere eccessivamente enfatizzati per attecchire nel tessuto della trama.

Accanto a questa serietà è stato poi inserito, finalmente, un po’ più di colore, con alcuni momenti più simpatici e comici (specie con il personaggio di Flash) che non sono mai risultati avulsi dal contesto e che hanno riservato anche alcune piccole strizzate d’occhio ai fan di lunga data dei supereroi DC.

Justice League si presenta quindi come un film molto più serio della controparte Marvel ma ben lontano dall’esperimento tragico (in ogni senso) del suo prequel e, in generale, molto più adatto a narrare, anche in maniera più seriosa e realistica, le avventure di Superman e co., unici e veri protagonisti del film.

Perché si, Justice Laegue è, più di ogni altra cosa, il film in cui conosciamo meglio i tre supereroi già presentati e ne incontriamo altrettanti nuovi. Rendere le personalità di così tanti personaggi, con relativi co-primari, non è impresa facile ma anche in questo regia e sceneggiatura hanno svolto un ottimo lavoro, coadiuvati dalla più che buone interpretazioni degli attori.

Gal Gadot sembra difatti essersi calata così bene nei panni di Diana di Themiscyra da farsi amare indistintamente da tutti gli appassionati del genere; Henry Cavill, tornato nei panni di Superman, riesce, finalmente libero di sorridere un po’ di più, a donare a Superman una sfaccettatura più ottimistica e colorata, non lesinando ovviamente a sottolinearne, anche grazio alla imponente stazza, il lato più terrificante; Ben Affleck, per quanto apparentemente stufo di farlo, ha vestito i panni di un “anziano” Batman alla perfezione, anche qui potendo più liberamente esprimerne la personalità e senza eccedere nelle eresie dello scorso film (omicidio su tutte).

Molto equilibrate anche le new entry, tutte molto convincenti: Ezra Miller e Jason Momoa, capelli biondi a parte, hanno interpretato dei perfetti Barry Allen (aka Flash) e Arthur Curry (Aquaman), portandone sullo schermo le esperienze, i dilemmi personali e le vicende tragiche che hanno dato il via alle proprie vite da paladini della giustizia; Ray Fisher ha avuto l’onere, non indifferente, di interpretare Cyborg, personaggio non famosissimo tra i profani, e ha avuto il merito di riuscire a sottolinearne egregiamente il conflitto interno circa la sua ibrida natura uomo/macchina, nonostante gli effetti grafici che hanno sostituito al 90% il suo corpo, ma su questo ci ritorneremo.

Ottimi anche i co-primari, partendo dalla Mera, storica compagna di Aquaman, interpretata da Amber Heard, dal finalmente in parte Alfred di Jeremy Irons e dal purtroppo marginale ma ottimamente caratterizzato Commissario Gordon del sempre fantastico J. K. Simmons. Il villain è invece assolutamente dimenticabile.

Steppenwolf, il cui volto digitale è quello di Ciaran Hinds, è niente di più della classica minaccia senza nome che, in definitiva, serve unicamente da punching ball per i protagonisti. Assolutamente nessuno spessore aggiunto, anche perché anche nei fumetti il personaggio non è quasi nulla di più che il gregario di uno dei veri e migliori villain dell’universo DC, Darkseid, qui solo citato e la cui mancanza, effettivamente, si è fatta sentire.

Altro contro, per quanto forse più a livello soggettivo che oggettivo, è il comparto grafico: nulla da eccepire sulla costruzione delle scene, con poche e minori sbavature specie nelle scene più concitate, però gli effetti grafici in sé per sé soffrono di quello che potremmo chiamare “effetto Snyder”.

Il regista infatti è noto per dare ai suoi film un’apparenza patinata, estremamente esagerata e quindi molto “finta” a colpo d’occhio, ed è stato così anche per il precedente “Batman v Superman”; ma in questo Justice League l’effetto pare essersi amplificato: i colori sono sgargianti, l’azione esagerata, ma tutto è decisamente troppo finto e per nulla paragonabile al fotorealismo raggiunto in alcune pellicole Marvel.  E non si sta parlando solo degli effetti grafici di contorno, spesso trascurabili, ma di effetti applicati ai protagonisti, come l’orribile corpo di Cyborg, che sembra venuto fuori dalle cut-scene di un videogame vecchio di una decina d’anni, o anche la resa di Superman in combattimento o, peggio, mentre si indugia su un suo primo piano e si cerca di coprire i baffoni di Cavill (imposti dalla produzione di un altro film) con risultati discutibili.

Anche i fan dell’estetica di Snyder potrebbero storcere il naso davanti a tutta questa esagerazioni e poca integrazione con il reale, ma qui il discorso potrebbe andare molto più sull’oggettivo quindi è bene chiuderlo qui, con l’amara conclusione che il film, in altre mani fin dall’inizio, sarebbe stato esente da quest’ultimo difetto. Un’ultima menzione d’onore va al sonoro: pochi i brani originali, tutti d’impatto ma molto simili a quelli composti per “Avengers”, ma il ritorno dei temi classici di Superman e Batman potrà scaldare i cuori degli appassionati in modi difficilmente raggiungibili!

In conclusione, Justice League è finalmente un’ottima prova di forza dell’universo DC che, per quanto non portando nulla di troppo originale a livello contenutistico (ripetiamo, la somiglianza con l’omologo film Marvel è evidentissima), riesce finalmente a dare dignità ai primi supereroi creati, equilibrando saggiamente la parte comica, ormai abusata in molte pellicole, con una profonda ma mai troppo esagerata serietà. Da qui in poi, il futuro dovrebbe essere luminoso… si spera!

Commenta questo articolo

PANORAMICA RECENSIONE
Voto
CONDIVIDI
Articolo precedenteScartOff promuove l’evento “Il miglior rifiuto è quello non prodotto”
Articolo successivoFutsal Salinis, primo colpaccio esterno: con la Rambla finisce in goleada
Vittorio
Vittorio Grimaldi è nato il 17 agosto 1991. Diplomato presso il Liceo Classico "A. Casardi" di Barletta, attualmente studia Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Bari "Aldo Moro". Appassionato ed esperto di folklore e mitologia, gestisce dal 2013 il canale youtube a tale materia dedicato "Mitologicamente". Giornalista iscritto all'albo dei pubblicisti dell'Ordine dei Giornalisti della Puglia, dal 2014 è stato cronista politico della testata online Barletta News fino a dicembre 2017.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here