Oggi, venerdì 28 giugno, presso la Sala Rossa del Castello di Barletta, verrà presentato il Manuale di qualificazione e aggiornamento per la vigilanza volontaria ambientale-ecologica-ittica-venatoria-zoofila nella Regione Puglia (Editrice Rotas). Il libro giunto alla sua terza edizione è stato curato da Pino Cava, guardia volontaria di pluriennale esperienza, nonché straordinario musicista, appassionato documentarista e docente di grande sensibilità. Durante l’evento, che sarà moderato dal giornalista Pino Curci – da sempre sensibile alle tematiche ambientali del nostro territorio – interverranno Ruggiero Quarto (Senatore della Repubblica), Filippo Caracciolo (Consigliere Regionale), l’editore Renato Russo e il sindaco Cosimo Damiano Cannito.

La presenza di esponenti del mondo della politica non è casuale. Nelle conclusioni del manuale, infatti, si legge di come «la responsabilità politico-amministrativa necessaria per garantire un giusto rapporto tra gli umani, la fauna e la natura che ci circonda, ivi compresi i beni monumentali, storici, archeologici ed artistici, oggi quanto mai, risulta prioritaria nella società civile”.

Abbiamo avuto modo di approfondire le tematiche ambientali contenute nel manuale proprio con Pino Cava – Legale Rappresentante del “Nucleo di Vigilanza Ittico-Faunistica, Ambientale ed Ecologica” fin dalla sua fondazione – che ha gentilmente risposto ad alcune domande per i lettori di Barletta News.

È diventato guardia volontaria nel 1974 quando l’ambientalismo era agli albori e gli ecosistemi cominciavano ad essere pesantemente devastati o spazzati via per far posto a società sempre più evolute e industrializzate. Ha praticamente assistito alla nascita di un inquinamento sempre più violento e alimentato dalla sete di potere e ricchezza dell’uomo moderno. In questo scenario non proprio idilliaco com’è nata questa sua vocazione?

Sin da bambino ho avuto la fortuna di possedere buone doti musicali le quali mi hanno permesso di completare, con profitto, gli studi in Conservatorio e quindi divenire la mia professione. Come risaputo, la musica contribuisce significativamente ad affinare la sensibilità per la natura e per tutte le forme di vita. Questo, nel tempo, mi ha portato ad essere boy scout, poi cacciatore (può sembrare un paradosso ma tale esperienza, che ho abbandonato da diversi lustri, mi ha arricchito ulteriormente) poi, alla luce delle conoscenze dirette in materia di fauna e di tutela del territorio, con determinazione e con l’intento di offrire alla natura un valido alleato, decisi di avviare l’iter per la nomina a guardia volontaria. 

Secondo lei com’è cambiato il rapporto uomo/ambiente nell’arco di questi 45 anni? È terribilmente peggiorato o riesca ancora a intravedere spiragli di luce?

Dopo aver assistito ad un significativo imbarbarimento delle azioni dell’uomo avutesi negli ultimi 50 anni, le quali al centro delle proprie azioni vi era “il profitto ad ogni costo”, è aumentata la cementificazione selvaggia, l’uso indiscriminato dei prodotti chimici in agricoltura, l’uso e getto della plastica e dei rifiuti di ogni genere, si era giunti sul baratro. Per fortuna, in questi ultimi anni, l’opinione pubblica e la politica mostra maggiore consapevolezza e sono aumentate le azioni di ripristino e di tutela. Questo, unitamente alla forza auto generatrice della natura stessa, favorisce il miglioramento dello stato dei luoghi.

Cosa ne pensa del fenomeno Greta Thunberg? Sembra proprio che il mondo avesse bisogno della ribellione di questa ragazza speciale per riaccendere i riflettori sulle preoccupanti tematiche ambientale specialmente nei giovanissimi – con cui lei è sempre a contatto visto il suo ruolo di docente.

Questa giovane ragazza ha il merito di aver scosso l’opinione pubblica ed i politici a livello planetario circa lo scenario della qualità dell’ambiente e delle relative prospettive future. Perso comunque che ciascuno di noi debba fare la sua parte ed avviare le necessarie azioni per il rispetto del creato.  

Torniamo a lei. In quanto Legale Rappresentate del “Nucleo di Vigilanza Ittico-Faunistica, Ambientale ed Ecologica” può affermare di ricevere pieno appoggio o aiuti concreti dall’amministrazione comunale della sua città o dalla Regione Puglia? O ritiene di rimproverar loro qualcosa? E soprattutto cosa dovrebbe fare l’amministrazione per garantire una maggiore prevenzione degli illeciti?

Da quando è arrivata la “crisi economica nazionale e mondiale” tutto è diventato più difficile. Le guardie volontarie vengono nominate in applicazione di leggi nazionali e regionali. Esse, al di là delle sporadiche convenzioni sottoscritte con gli enti pubblici (che consentono di acquisire degli introiti per il supporto delle spese necessarie per i servizi operativi), non godono di alcun sostegno.

Penso che le guardie volontarie siano una risorsa per il paese: esse svolgono i servizi gratuitamente (cosa non da poco se si pensa che un agente di vigilanza dipendente costa non meno di 80.000 euro l’anno) e possono contribuire significativamente nelle azioni di diffusione della cultura ambientale, per la prevenzione e repressione degli illeciti, per il costante monitoraggio dei territori e per l’affermazione della legalità. Ritengo che sia necessario pensare ad una specifica legge nazionale che disciplini in modo omogeneo le funzioni, i poteri, i doveri, le responsabilità ed i finanziamenti necessari per i servizi.

Nel libro ho letto anche di associazioni che professano la tutela ambientale con mezzi non proprio idonei e talvolta illegali o inopportuni ma in accordo con enti locali che ne deliberano le attività. Vuole aggiungere qualcosa in merito a questa questione?

Spesso, per “clientelismo partitico” e per non adeguata conoscenza del settore, alcune amministrazioni pubbliche emanano delibere con le quali investono dei volontari (spesso impreparati e che conseguentemente ne combinano di cotte e di crude) per occuparsi di tutela ambientale in barba alle disposizioni normative vigenti. Questo ha indotto il Ministero dell’Interno ad emanare specifiche disposizioni in materia che ovviamente ho inserito nel libro (Vedasi a pag. 181).

Ora una questione che ci sta molto a cuore. Secondo lei perché il Parco Naturale del Fiume Ofanto non è valorizzato, sovvenzionato e pubblicizzato come dovrebbe? Potrebbe diventare una magnifica attrazione turistica e invece chi viene a visitare la nostra città o le zone limitrofe, raramente ne sente parlare. Perché la Regione Puglia si ostina a non voler portare alla luce tanta bellezza?

Com’è noto, il Parco naturale regionale del fiume “Ofanto” è amministrativamente (se pur provvisoriamente) governato dalla provincia di Barletta Andria Trani. In conseguenza alle azioni avviate dal governo precedente miranti all’eliminazione delle province, che poi con il referendum perso il tutto si è fermato, i problemi amministrativi si sono imbrigliati. L’area parco, per le particolari risorse naturalistiche, storiche ed agricole ivi presenti, sicuramente merita uno sviluppo più adeguato che dev’essere volto sempre alla sostenibilità e all’economia circolare.

Il “Nucleo di Vigilanza Ittico-Faunistica, Ambientale ed Ecologica” prevede campagne di sensibilizzazione per sollecitare i cittadini a prendere parte alle attività di volontariato? A tal proposito, ricevete feedback positivi o totale disinteresse da parte dei cittadini?

Ovviamente ogni organizzazione di volontariato deve perseguire i propri principi statutari ed anche il Nucleo di Vigilanza ha i suoi e, oltre agli obiettivi principali (che sono quelli relativi alla vigilanza), vi sono anche quelli finalizzat al miglioramento dell’ambiente e della qualità della vita. Noto che la collettività sta acquisendo maggiore consapevolezza al riguardo.

Come ha scritto nella prefazione del suo libro “su questo pianeta siamo solo ospiti temporanei”. Se ora dovesse rivolgersi alle giovani generazioni, quali potrebbero essere le cinque regole base da seguire per cominciare a rispettare maggiormente il nostro pianeta?

  1. Migliorare la propria conoscenza (solo conoscendo possono essere intraprese azioni più
    adeguate);
  2. Controllare i propri comportamenti (trattare il bene pubblico come se fosse di propria
    proprietà);
  3. Lasciare i posti frequentati (almeno) nelle condizioni in cui gli abbiamo trovati;
  4. Collaborare fattivamente con le istituzioni e con la società civile nelle azioni che
    riguardino il miglioramento della qualità della vita, della natura e del paesaggio;
  5. Imparare ad osservare (Godere e vivere in armonia con le bellezze che ci circondano).

Commenta questo articolo

CONDIVIDI
Articolo precedenteLavori in fibra, l’ordinanza dell’ufficio traffico
Articolo successivoSpazzamento meccanizzato mensile, si parte lunedì 1 luglio
Giusy Del Salvatore
Giusy Del Salvatore è nata a Barletta nel 1987. Nella città pugliese porta avanti le sue attività di giornalista, blogger, copywriter, web marketing specialist e social media manager. Dopo la maturità classica conseguita presso il liceo classico “A. Casardi” di Barletta si è laureata in Editoria e Giornalismo presso l’Università degli studi di Bari. Successivamente ha frequentato il “First Master in Giornalismo", il master di “Formazione giornalistica ed editoriale”, il master in "Giornalismo Digitale" e il master in "Social Media e Digital Marketing". È appassionata di ecologia, salvaguardia animale/ambientale, poesia, letteratura, architettura, design, web e social media marketing. Ha iniziato a scrivere professionalmente occupandosi di cinema e spettacolo per la rivista Ecodelcinema mantenendo viva l'emozione della prima pubblicazione. È stata caposervizio del mensile ControStile, affrontando argomenti di ogni genere, realizzando interessanti interviste ed inchieste. Ha collaborato con il quotidiano d'informazione tecnologica HwGadget, con la rivista online LSD Magazine e con il settimanale TempoVissuto scrivendo articoli di approfondimento sociale. Nel 2012 con Aletti Editore ha pubblicato un libro di poesie intitolato "Chiamale come vuoi - Siamo solo poeti incompresi" riscuotendo discreto successo e vari apprezzamenti. Ha ricevuto molteplici premi e riconoscimenti in diversi concorsi poetici e letterari, pubblicando numerose poesie in antologie tematiche. Nel 2016 ha pubblicato la raccolta di poesie illustrate "Criptica come la Luna", edita da Alter Ego, finalista al Premio Carver 2016. È autrice dell’eco-blog Mela Verde News in cui e vengono trattati e approfonditi argomenti relativi alla sfera green. Attualmente è Direttore Responsabile di Barletta News e lavora come freelance per aziende e privati nell’ambito del web e social media marketing. In qualità di esperta coordina gli alunni del liceo scientifico Carlo Cafiero di Barletta nel progetto di alternanza scuola-lavoro.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here